Tecnocrazia = Controllo Mentale

Tecnocrazia = Controllo Mentale

Che lo sappiamo o no, che ci piaccia o no, che lo vogliamo o no, tutti noi siamo impegnati in una lotta, una battaglia che riguarda la difesa dello spirito umano da una lunga serie di tremendi attacchi.

Lo spirito non è un fantasma o una apparizione vaga. Esso è di fronte a noi ed è anche al centro di questo mondo cieco. Esso ha un grande potere. Lo spirito crea il pensiero e la visione. Non si accontenta di qualche teoria semplicistica sulla armonia. Non è un arcobaleno fatto di felicità. Non è una favola per bambini.

Negli articoli  raccolti nella collezione La Matrix Rivelata ( The Matrix Revealed ) ho asserito più e più volte che il pensiero umano abbia origine da una sfera non-materiale. Una sfera ubicata al di fuori di ciò che definiamo ‘energia’, ‘spazio’ e ‘tempo.’ Questo vuol dire che il cervello in realtà non pensa, ma si limita ad eseguire una serie di istruzioni provenienti da qualcosa che è molto di più di un riflesso chimico / biologico.

La tecnocrazia e le sue fantasie utopistiche forniscono un perfetto esempio negativo. I ricercatori tecnocratici stanno attendendo con ansia il giorno in cui il cervello, collegato a un computer di massa, un ‘super-cervello’, avrà accesso immediato a così tante informazioni da evolversi fino ad un nuovo livello di conoscenza e potere … fino ad accedere ad una Realtà Superiore.

Ma su quali presupposti si basa questa fantasia?

In primo luogo si potranno ‘scaricare’ informazioni da tale ‘super-cervello’ percependo ed incorporando in qualche modo qualsiasi cognizione. Traduzione: il super-cervello con le sue super-cognizioni finirà per imporsi su di te. Questo si chiama controllo della mente, puro e semplice. Ed anche essere in grado di pensare attraverso un super-cervello che diriga modelli di pensiero e conclusioni, sarà niente di più che controllo mentale.

Il super cervello sarà come un padre molto, molto saggio che ti fornirà le ‘migliori’ informazioni e di seguito le ‘migliori’ conclusioni. Tu obbedirai perché sarai convinto che questo grande padre sarà giusto, corretto, e non farà altro che i tuoi interessi.

Come se ciò non bastasse, sarai anche in grado di ‘acquisire nuove conoscenze’, dato che il tuo cervello e il super-cervello (computer) saranno costantemente sincronizzati. Ma niente di tutto ciò comporterà un reale pensiero attivo, dato che tutta l’operazione avverrà in automatico. Perciò le cosiddette ‘intuizioni’, qualsiasi cosa siano, ti saranno suggerite. Se questa è libertà, allora Pavlov era Thomas Paine.

L’attività cerebrale a qualsiasi livello, sia esso biologico o chimico o informatico, non ha niente a che fare con la libertà. Essa è solo un processo che si innesca per eseguire una serie di direttive maturate mediante il libero arbitrio.

Il vero pensiero non può prescindere dalla libertà. Il pensiero reale è basato sulla libertà. L’atto del pensare, vale a dire porsi domande, prendere decisioni e giungere a conclusioni, avviene sempre al di fuori della attività cerebrale automatica gestita dalla chimica e dalla biologia.

Tu non sei il tuo cervello. Se tu fossi il tuo cervello il libero arbitrio non esisterebbe, e a quel punto potremmo impacchettare tutto e tornarcene a casa scordandoci della vita e del futuro.

Pertanto, questo super-computer di cui si vagheggia in certi ambienti, tutto farà fuorché fornirti la libertà. Sarà solo una questione di programmare dei riflessi automatici basati sugli algoritmi studiati da qualcuno.

Come siamo arrivati ​​in questo pasticcio? La risposta è semplice: abbiamo dimenticato cosa sia la libertà. Per decenni l’abbiamo data per scontata e abbiamo trascurato lo studio delle sue implicazioni.

La tecnocrazia è tutta una fornitura delle ‘migliori risposte.’ E’ una favoletta in cui tutti gli esseri umani vanno avanti seguendo un ‘piano collettivo.’

E per quanto riguarda dadi e bulloni … pensi davvero che accedendo a un programma che insegni una lingua straniera, saresti immediatamente in grado di parlare quella lingua? Se il super cervello ti desse in un secondo tutte le informazioni sulla riparazione automobilistica, pensi davvero che subito dopo saresti in grado di aprire il cofano della tua auto e risolvere il problema? Credi davvero che assorbendo una gran mole di dati concernenti il suonare il pianoforte, poi riusciresti a comporre musica?

Prendiamo il gioco degli scacchi. Abbiamo visto come i grandi calcolatori siano in grado di sconfiggere campioni di scacchi umani. Pensi che tutto ciò significhi che collegando il tuo cervello ad un programma per computer diventeresti più abile di Bobby Fisher? Avere accesso a una serie di informazioni ‘vincenti’ che vanno per conto loro e fare qualcosa di individuale sono due cose molto diverse. Fare qualcosa significa scegliere e prendere decisioni, liberamente. Non significa lasciarsi guidare ciecamente da un modello meccanico.

La tecnocrazia incarna l’idea folle per cui uno possa ricevere tutto ciò che desidera su un piatto d’argento, senza sforzi. Ebbene, la notizia è che in fondo la gente non vuole il piatto d’argento. La gente vuole vedere i frutti dei suoi sforzi; la gioia proveniente da quegli sforzi e dalle scelte che ha liberamente compiuto.

La tecnocrazia è l’ultimo sforzo di spiegare il mistero della genialità. Vuole vendere l’idea folle che il genio sia solo un programma che può essere caricato in un cervello. Tale concetto si può leggere come metafora, ma è perfetto anche sotto forma di spiegazione letterale.

Il talento e la fantasia creativa sono molto più interessanti e miracolosi rispetto ai software. Provengono da una dimensione non materiale in cui l’individuo inventa e pensa. Matrix è la somma degli sforzi di negare e di cancellare questo fatto.

Ecco perché faccio il lavoro che faccio.

Tutto ciò mi fa tornare col pensiero alla fine del 1980, quando conobbi un brillante ipnoterapeuta di nome Jack True, il quale cambiò per sempre il mio punto di vista. Jack mi confidò una cosa semplice: “Ho smesso di praticare l’ipnosi quando ho ​​capito che i pazienti che venivano nel mio studio si trovavano già in uno stato di ipnosi.”

Jack non intendeva dire che si trovavano in uno stato di trance sul genere degli zombie. Voleva dire che la loro attività incessante soffocava la loro coscienza dormiente. In altre parole, le persone erano già del tutto succubi di un programma che le istruiva su come percepire la realtà. Tale complesso programma è stato concepito per occultare il loro innato potere non-materiale di cambiare la realtà, inventare nuove realtà su scala radicale.

Perché è proprio così che si ottiene la proiezione della realtà di massa: diffondendo amnesia circa la capacità creativa illimitata di ogni individuo umano.

La tecnocrazia si nutre di tale amnesia. Della resa nei confronti di quella amnesia. E’ un film campione d’incassi carico di effetti speciali che nascondono la pochezza narrativa. E’ il baratto del pensiero libero per il pensiero avanzato. E’ un copione semplicistico che ha lo stesso impatto del cibo-spazzatura piacevole al palato ma privo di nutrienti.

“Prima di prendere atto dell’inganno, sarai intrappolato in un nuovo sistema.”

Questa è la sfida che ci è stata lanciata.
Ed il futuro della vita sul pianeta dipenderà da come sapremo reagire a questa sfida.
La nostra risposta dipenderà da ciò che nel profondo penseremo di essere realmente: esseri liberi e intensamente creativi, o periferiche biologiche collegate alla Grande Macchina.

Articolo in lingua inglese, pubblicato sul blog di John Rappoport
Link diretto:
http://jonrappoport.wordpress.com/2013/12/03/technocracy-is-failed-mind-control/

Traduzione a cura di Anticorpi.info

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I FENOMENI DI CARONIA : ENIGMA SOLO APPARENTE

I FENOMENI DI CARONIA : ENIGMA SOLO APPARENTE

I fenomeni incendiari che hanno caratterizzato la prima fase critica dello scenario di Canneto di Caronia, nelI’arco del 2004, sono tuttora al centro dell’attività di monitoraggio e di approfondimento da parte del Gruppo Interistituzionale di Osservazione istituito con I’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3428 dell’aprile 2005, sulla base della proposta avanzata dal Dipartimento nazionale della Protezione civile.
Ai forti disagi degli abitanti di Canneto, costretti all’evacuazione dal Sindaco di Caronia, per non esporli ad ulteriori rischi e tutelarne la salute, fece seguito la determinazione della Protezione Civile di affrontare la questione in sede tecnico-scientifica, per il tramite di un apposito Gruppo di Osservazione.
In questo Gruppo, coordinato operativamente da chi scrive e nella sede scientifica dai professori Bruno Azzerboni (Ordinario di Elettrotecnica all’Universitàr di Messina), Giuseppe Maschio (Direttore del Dipartimento di Chimica all’Università di Padova), dal fisico CF Prof. Clarbruno Vedruccio (Marina Militare) e dal dottor Massimo Chiappini (Direttore del Laboratorio di Geomagnetismo delI’Ingv-Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), vanno impegnandosi numerosi ricercatori, studiosi e specialisti appartenenti ad istituzioni pubbliche quali il Ministero delle Comunicazioni, la Marina e I’Aeronautica Militare, I’Arpa Sicilia, il Sias della Regione Siciliana, Telespazio,I’Enel, la RFI ed altri.

Cos’è accaduto a Canneto

Nei primi giorni del Gennaio 2004, una serie di episodi incendiari colpì le case di Canneto, interessando preferenzialmente le parti elettriche come contatori, cavi della rete di illuminazione interna, elettrodomestici, ma anche suppellettili come materassi e divani a molle. Da questi punti d’innesco i focolai d’incendio si estesero
all’interno delle abitazioni, seminando panico e sconforto tra i residenti,improvvisamente al centro di questi inspiegabili fenomeni e costretti a subire danni di un certo peso.
Così, questa ridente e tranquilla borgata in riva al Tirreno, nel volgere di pochi giorni si trasformò in uno scenario emergenziale di protezione civile, richiamando l’attenzione della stampa e degli organi d’informazione anche a livello internazionale.
Ma nei mesi successivi, specie nel secondo semestre del 2004, si registrò un’evoluzione dei fenomeni: dagli incendi si passò infatti a più frequenti anomalie di tipo elettromagnetico,come la smagnetizzazione di pendrive, il malfunzionamento delle chiusure telecomandate degli autoveicoli,le forti variazioni nelle bussole magnetiche, i guasti ai telefoni cellulari.
Un’antenna satellitare incorporata nel lunotto di una vettura raggiunse una temperatura talmente elevata da produrre la perforazione del vetro, mentre altri fenomeni vennero registrati in un’area più vasta del territorio.
La Protezione civile, attraverso il Comune di Caronia, dispose la rimozione e l’integrale rifacimento degli impianti elettrici e delle messe a terra nelle case di Canneto. Ma taluni episodi di combustione si verificarono all’interno delle abitazioni anche in assenza di allacciamento elettrico dall’esterno.
Inoltre, si sono sempre più intensificate le osservazioni e le testimonianze di altri fenomeni nell’area del basso Tirreno.La sequenza dei fenomeni ha lasciato così spazio a una ridda di ipotesi e di congetture provenienti sia da ambienti scientifici che da altri. Persino il toponimo di Caronia e di talune contrade del suo territorio, hanno acceso interesse sulla storia e sulle tradizioni popolari di questa zona.A partire dal Gennaio 2004, ogni anomalia o fatto insolito osservati nella zona vengono riportati minuziosamente in un apposito registro e sono quindi oggetto di valutazione e approfondimento da parte del Gruppo di Osservazione.

L’attività del Gruppo lnteristituzionale di Osservazione dei fenomeni

Come in altre zone del territorio nazionale, sia nella fase antecedente che in quella critica di accadimento dei fenomeni, non si avevano dati conoscitivi specifici, per il semplice fatto che non vi era ragione di condurre un monitoraggio strumentale permanente. Perciò, non si possedeva una banca dati, strumento di essenziale importanza per condurre ogni possibile comparazione e risalire alle cause.
L’attività del Gruppo Interistituzionale è quindi partita da zero, dopo la fase critica degli incendi.
Sono state condotte varie campagne multidisciplinari di misure e rilevamenti, sia in mare che sulla terraferma. Le più significative sono:
– campagna di telefotorilevamento aereo condotta dall’Aeronautica Militare

-campagne di misure dei parametri fisici, geofisici e geochimici, condotte dall’INGV (Sezioni di Catania e Palermo) a —-

-campagna oceanografica condotta dalla Nave “Galatea” dell’Istituto Idrografico della Marina Militare su uno specchio di mare esteso, antistante la zona costiera di Canneto (magnetometria, parametri fisici e chimici, sedimentologia) ——-

-campagna di rilevamenti e misure con georadar

– campagna di rilevamenti magnetometrici a terra e di monitoraggio dei campi elettrici ed elettromagnetici condotti dalla Marina Militare campagna di monitoraggio dello spettro radioelettrico condotta dal Ministero delle Comunicazioni e dalI’ARPA Sicilia o misure dei parametri ambientali e meteoclimatici condotta dal SIAS -Regione Siciliana

– mappatura di tutti gli utilizzator dello spettro radioelettrico presenti in un raggio di diversi chilometri centrato su Canneto, curata dal Ministero delle Comunicazioni

-campagna di rilevamento aereo, misure e mappatura dell’intensita totale del campo magnetico terrestre condotta con tecnologia d ‘avanguardia dall’INGV su un’ampia zona di mare compresa tra I’Isola di Ustica e le Isole Eolie

-campagna di monitoraggio dei campi elettromagnetici tuttora effettuata e in via di ulteriore potenziamento

-campagne d rilevamento nel visibile e nell’infrarosso (IFR-FLIR) condotte in terraferma e da piattaforma aerea, con il supporto di mezzi aerei e specialisti della Marina Militare.

Esclusione delle cause naturali

Attraverso le varie campagne di misure e la consistente attività. di monitoraggio, il Gruppo Interistituzionale ha potuto escludere I’origine naturale dei fenomeni, essendo risultati tutti i parametri ambientali (fisici, geofisici,geochimici) entro valori normali.

Esclusione delle cause riconducibili

Altrettanto si è fatto in direzione degli impianti tecnologici presenti nella zona (ferrovia, impianti di radiotelecomunicazione, rete elettrica), escludendo anche in questo caso possibili cause alla base dei fenomeni.

Plausibilità dell’origine artificiale dei fenomeni

Attraverso le progressive esclusioni e sulla base dei numerosi effetti osservati nell’area di Canneto e nel territorio, il Gruppo Interistituzionale suppone plausibile, allo stato attuale, l’origine artificiale dei fenomeni.
In particolare, si è valutata I’ipotesi che la zona potrebbe essere stata interessata da emissioni elettromagnetiche impulsive (EMP) ed episodiche di origine artificiale, capaci di generare una grande potenza concentrata in frazioni di tempo estremamente ridotte. In questa direzione si è aperto un confronto all’interno del Gruppo,sull’ipotesi che il punto sorgente delle emissioni possa essere localizzato in mare, al largo della costa di Caronia. Sulla eventuale individuazione del soggetto autore di queste emissioni elettromagnetiche impulsive, ove I’ipotesi dovesse trovare una definitiva conferma, il Gruppo Interistituzionale non ha alcuna competenza, mentre invece è fortemente impegnato sulla piena comprensione della tecnologia che avrebbe dato origine a tali emissioni.
Sono emersi spontaneamente taluni interrogativi sulla possibilità che alla base di questi fenomeni possano anche esserci applicazioni sperimentali di tecnologie industriali, non escludendo con ciò i sistemi d’arma elettromagnetici.
Sulla questione appare oggettivamente necessario un atteggiamento di cautela e di responsabilità. Nella logica della previsione-prevenzione di protezione civile, è giusto guardare anche ai futuri scenari delle tecnologie capaci di produrre effetti sul territorio e sulla salute, sotto ogni profilo,così come è giusto evitare ogni forma di allarmismo che non sia fondato su elementi di oggettivo riscontro.

Altre osservazioni e testimonianze

Si è avuto, inoltre, un certo numero di osservazioni e testimonianze di fenomeni diversi, come luminescenze in mare, bagliori improvvisi in movimento con direzione prevalente mare-terra, scie di particolare conformazione, oltre che di Ovni . Tutto ciò ha incoraggiato l’ipotesi suggestiva di presenze aliene nell’area del basso Tirreno, delle Eolie e di Caronia, ripresa anche da alcuni organi di stampa, ma in realtà la notizia non trova alcun fondamento scientifico.
Il Gruppo Interistituzionale ha acquisito una considerevole quantità di testimonianze, osservazioni, documentazioni video e foto non soltanto nella zona di Caronia e dell’arcipelago Eoliano, ma anche in altre zone del territorio nazionale e persino estere, ai fini di ogni utile comparazione nella sede tecnico-scientifica.
Una parte di questo materiale è stata ritenuta non significativa e quindi scartata; un’altra Parte viene reputata di interesse, ma non appare ancora possibile un’istruttoria scientifica per la carenza di elementi sostanziali,quali potrebbero essere ad esempio la definizione delle immagini, il dettaglio dei particolari, il dimensionario ed il rilevamento esatto delle quote di posizionamento l’architettura strutturale e la tipologia dei materiali, il tipo di propulsione.
Bisogna evidenziare, peraltro, che I’acronimo Ovni non significa “alieni”,nel senso che non si può escludere a priori l’origine umana di questi oggetti. Una precisazione necessaria,questa, dal momento che, per quanto è dato sapere, la documentazione acquisita a- livello mondiale ormai da qualche decennio, non è pervenuta ad alcuna dimostrazione in sede scientifica, pur rimanendo numerosi gli episodi di notevole interesse.
Personalmente, mi sono fatto l’idea che questa materia va affrontata con mente aperta, senza alcun atteggiamento di pregiudizio. Qualcuno ha richiamato I’attenzione sul discorso tenuto anni fa all’Assemblea delle Nazioni Unite dal direttore del CSETl Steven Greer.

Le strategie di controllo del territorio

La maggiore difficoltà che si è istituita per I’istruttoria scientifica sui fenomeni che hanno interessato I’area di Canneto di Caronia è da ricondursi alla mancanza di dati ambientali temporizzati all’accadimento dei fenomeni stessi.
Infatti, la caratterizzazione dei parametri ambientali è stata, di fatto, sempre eseguita dopo il verificarsi di quei fenomeni che hanno natura imprevedibile. É apparso quindi, necessario affinare le metodiche di indagini per disporre di dati correlabili al verificarsi di anomalie nell’area progettare e porre in opera una rete di monitoraggio automatico idonea a registrare i parametri elettromagnetici locali e di integrare detta rete nel sistema di telesorveglianza già esistente. La strategia che si è adottata per iniziativa  del coordinamento del Gruppo Interistituzionale e con la quale si intendono affrontare i futuri scenari fenomenologici, prevede quindi la predisposizione di una rete di sensori per il monitoraggio di campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici nella banda che va dalle bassissime frequenze alle microonde, in grado di intervenire su scala areale, con la duplice funzione di monitorare in continuo (h 24) lo spettro elettromagnetico e di generare in modo automatico messaggi di allarme in tempo reale, alla struttura di controllo.In tal modo, si avrà  la possibilità di correlare gli eventi che potrebbero ulteriormente manifestarsi in maniera episodica e impulsiva, con i parametri dello spettro elettromagnetico riferiti su scala temporale e spaziale, in analogia alle metodiche di sorveglianza degli eventi sismici e vulcanici che hanno anch’essi, natura non prevedibile, non ripetibile e asincrona.

Un’esperienza nuova e di grande interesse per la protezione civile

Appare evidente I’importanza di questa esperienza all’interno del sistema della Protezione Civile, che ha compiuto in questi ultimi anni un rilevante salto di qualità nel campo della previsione e prevenzione, realizzando un impalcato sempre più interattivo con le strutture scientifiche e i centri di competenza a livello nazionale.

In questo quadro, possiamo certamente affermare che a Caronia e nel basso Tirreno si è aperto un nuovo fronte di interesse: quello dello studio e della valutazione di possibili scenari connessi all’impiego di tecnologie sull’elettro-magnetismo,..oltre che dei fenomeni non immediatamente riconducibili a cause naturali.

di Francesco Mantegna Venerando

FONTE : http://www.regione.sicilia.it/presidenza/protezionecivile/comitatoregionale/caronia/articolo_venerando_caronia_protezciv.pdf

L’ERA DEL SUPER WIFI – IMMERSI NELLE RADIAZIONI

L'ERA DEL SUPER WIFI - IMMERSI NELLE RADIAZIONI

E’ da anni ormai che ,seppur in maniera silenziosa e taciuta dai grandi media, si combatte sull’effettiva pericolosita’ delle radiazioni causate dai sistemi WiFi, dalle torri dei cellulari alle microonde.
Da Report della Rai, alla recente inchiesta delle Iene a ben più Alti studi sul settore.

C’è chi annuncia a tutti la liberta’ del Wifi libero nelle scuole, e c’è chi invece denuncia l’eccessiva esposizione sopratutto intorno ai ragazzi nell’eta’ dello sviluppo.
Parliamo di ricerche che aprono inquietanti prospettive circa i danni che queste radiazioni , nel tempo, causano. Vi invito a leggere alcuni articoli o guardare alcune inchieste video presenti nell’archivio generale per farvi una ricca idea.

Contemporaneamente a questo invece il grande establishment sviluppa ogni giorno di più questa tecnologia , totalmente incurante dei suoi eventuali effetti.
La gente è sempre più sensibile e informata come possiamo vedere nel caso MUOS in Sicilia, dove gli abitanti cercano ogni giorno di fare sentire la propria voce che rifiuta la presenza di quelle mega antenne.

In effetti ci sono altre stazioni come il MUOS in Sicilia , nel resto del mondo, Ma solo quella in Sicilia è posizionata in mezzo ad un centro abitato!

TUTTO PROSEGUE E …

Gli USA che nel frattempo sembrano non curarsi molto delle preoccupazioni dei Siciliani sotto il MUOS continua il suo progetto di “Rete Virtuale” con l’invenzione di un MEGA IMPIANTO WIRELESS COAST TO COAST!. Essi’ avete capito bene, un segnale wireless in grado di coprire l’intero territorio.
Ovviamente per uso Militare.

DARPA, ovvero il centro di ricerca tecnologica dell’esercito USA, ha cominciato lo sviluppo di un sistema dicomunicazione senza fili con una capacità di 100 gigabit al secondo, dotato in oltre di un raggio d’azione enorme il suo nome è “100G“.

Una tale ampiezza di banda dovrebbe essere in grado di garantire, in qualsiasi luogo coperto dalle antenne militari e nel raggio di ben 200 chilometri circa, una comunicazione 500 volte più veloce dei sistemi militari attuali, praticamente una rete a fibre ottiche senza filo.

L’impiego sempre più massiccio di tecnologie digitali, non solo per le “semplici” comunicazioni, ma anche per l’impiego dei droni comandati a distanza di vario genere, ha reso necessario l’aggiornamento dei sistemi di comunicazione, sempre più congestionati dal traffico dati, fattore tecnicamente vitale in situazioni belliche. Lo sviluppo di questa tecnologia in ambito militare porterà inevitabilmente in un futuro non troppo lontano una evoluzione della connettività anche in ambito civile, anche perché questi dispositivi di nuova concezione funzioneranno allo stesso modo di quelli attuali, solo che avranno delle performance drasticamente superiori agli standard a cui oggi siamo abituati.
Usa vuole copertura wi-fi coast to coas

Gli Stati Uniti coperti da una gigantesca e potentissima rete wi-fi ‘coast to coast’: una proposta fantascientifica avanzata dal governo di Washington sta scatenando una guerra tra i giganti delle telecomunicazioni. Il piano, una prima mondiale, e’ stato messo nero su bianco dal presidente della Federal Communications Commission (Fcc), l’agenzia federale che vigila sulle comunicazioni Julius Genachowsky e sottoposto ai cinque membri della commissione.

Ci vorranno anni per farlo diventare operativo, se e quando verra’ approvato, ma le prospettive sarebbero epocali: la rete sarebbe cosi ampia da consentire ai consumatori americani di fare telefonate e navigare il web senza doversi preoccupare della bolletta a ogni fine del mese. La proposta, di cui da’ notizia oggi il Washington Post, ha messo in agitazione l’industria delle telecomunicazioni che ha montato una campagna di lobby per convincere i politici a riconsiderare l’idea.

Le reti permetterebbero a un’auto senza pilota di comunicare con un altro veicolo a un chilometro di distanza o a un paziente con un monitor cardiaco di scambiare dati con un ospedale dall’altro lato della citta’. Piu’ banalmente, il wi-fi pubblico permetterebbe a chiunque di fare telefonate da cellulari via Internet senza pagare.

Il piano della Fcc fa parte di una revisione piu’ generale dell’assetto delle frequenze teso a rafforzare le reti cellulari e creare canali dedicati per le risposte alle emergenze. Perplessi i repubblicani, secondo cui il governo non puo’ permettersi di perdere i miliardi di dollari che arriverebbero dall’asta delle frequenze ai privati, ma soprattutto le grandi societa’ di Telecom come Att , T-Mobile e Verizon Wireless che hanno scritto all’agenzia federale chiedendo di far marcia indietro sull’iniziativa.

http://vittimedelcontrolloneuralesatellitare.blogspot.it/2013/02/lera-del-super-wifi-immersi-nelle.html

Armi hi tech ma non letali Ecco il poliziotto del futuro

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Le forze dell’ordine a caccia di strumenti sempre più sofisticati. Che stordiscono, abbagliano, paralizzano. Ma non uccidono.

Ci son la pistola al pepe e il laser abbagliante. Il proiettile al Dna e il robot volante.

Benvenuti nell’arsenale del futuro, quello hi-tech sul quale le società specializzate stanno investendo parecchio, certe di quanto il mercato della pubblica sicurezza mondiale sia pronto ad accogliere le novità ad alta precisione.
Devono colpire ma non uccidere. Ecco perché gli esperti le chiamano «armi non letali» e i responsabili delle forze dell’ordine parlano di «strumenti di forza intermedia». Sono i nuovi, supertecnologici mezzi già in mano ad alcune polizie e che stanno diventando merce sempre più ghiotta per le forze dell’ordine del resto del mondo. D’altra parte le esigenze della polizia si fanno sempre più pretenziose quanto i mezzi sofisticati che ora le società del settore riescono a produrre. Entrambi si muovono per un obiettivo comune: evitare il più possibile il corpo a corpo – nel quale spesso gli agenti stessi finiscono per rimanere feriti – e, ancora più importante, cercare di non mietere vittime, cioè di non colpire a morte il delinquente o l’aggressore di turno, ma di limitarsi a garantirlo alla giustizia. È una strada che – raccontava ieri Le Figaro – stanno intraprendendo i gendarmi francesi, una terza via tra i bobby britannici, quasi disarmati, e i poliziotti americani armati fino ai denti. I numeri raccontano questa metamorfosi: la pistola a impulso elettrico Taser non è mai stata usata così tanto dalle forze effettive francesi – dicono i dati del Difensore dei diritti Dominique Baudis – almeno 970 volte dalle unità «in situazione operativa», che hanno tra l’altro sparato oltre 2600 colpi di flash-ball e lanciatori di proiettili, entrambi dotati di proiettili di gomma che assestano un ko come quello provocato da un pugile.
A chi muove critiche sugli inevitabili danni collaterali, i produttori replicano anche loro sfoderando altri numeri: «Il numero dei feriti colpiti da Flash Ball (la pistola che spara proiettili di gomma) è di una dozzina in tutto in quindici anni». In sostanza «si tratta di un’arma subletale concepita per stoppare l’aggressore senza metterne in pericolo la vita». E di armi di questo genere il mercato ne offre ormai davvero tante. Avveniristiche, come il proiettile SelectaDNA High Velocity, che marca a distanza gli individui con Dna sintetico. I manifestanti violenti vengono cosparsi di un prodotto che permette poi l’identificazione dell’aggressore ai raggi ultravioletti. Poi c’è il laser abbagliante, che con la sua luce verde può colpire fino a due chilometri e mezzo di distanza. E la pistola al pepe, che può colpire fino a cinque metri di distanza e provocare irritazione della vista e della respirazione. «Affidabili e polivalenti, utilizzabili di giorno come di notte, sotto un sole di piombo come sotto un freddo glaciale, questi mezzi generici devono avere una durata di vita che va dai cinque ai dieci anni», spiega il generale Philippe Leriche, numero due della gendarmeria nazionale che si occupa di equipaggiamento e logistica. Altro che manganelli.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/news/interni/armi-hi-tech-non-letali-ecco-poliziotto-futuro-923796.html