MARESCIALLO ANTONIO CAUTILLO : IL CORAGGIO DI DENUNCIARE-2015

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Il maresciallo Antonio Cautillo aveva denunciato abusi da parte di commilitoni. Vive un inferno kafkiano da 23 anni. Inutili appelli ai ministri della Giustizia e della Difesa.

Qualcuno doveva aver calunniato Cautillo perché, una mattina, senza che avesse fatto nulla di male, iniziò un processo contro di lui.

LEGGI TUTTO : https://italiaparla.wordpress.com/2014/01/23/maresciallo-antonio-cautillo-il-coraggio-di-denunciare/

OTTOBRE 2015

ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/10842

Dati di presentazione dell’atto
Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 508 del 22/10/2015
Firmatari
Primo firmatario: COZZOLINO EMANUELE
Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE
Data firma: 22/10/2015
Destinatari
Ministero destinatario:
  • MINISTERO DELLA DIFESA
  • MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA DIFESA delegato in data 22/10/2015
Stato iter:

IN CORSO

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10842

presentato da

COZZOLINO Emanuele

testo di

Giovedì 22 ottobre 2015, seduta n. 508

COZZOLINO. — Al Ministro della difesa, al Ministro della giustizia . — Per sapere – premesso che:
il settimanale Cronaca Vera in data 12 maggio 2015 ha pubblicato l’articolo intitolato «Mi hanno maltrattato in ogni modo» e così ha sintetizzato la vicenda: «Nel corso di un’inchiesta da lui curata, un suo superiore fu indagato per omissioni di atti d’ufficio. È stato forse questo episodio a scatenare nei confronti del maresciallo Antonio Cautillo (vedi Cronaca Vera n. 1961) quella che lo stesso militare definisce una “rappresaglia senza fine”, iniziata nel 1990 e ancora in corso, che ha sottoposto Cautillo a decine di procedimenti disciplinari e penali. Il calvario è iniziato con una graduale emarginazione che si è trasformata ben presto in rapporti sempre più esasperati con superiori e colleghi, fino ad arrivare a boicottaggi, minacce ed altre azioni che Cautillo ha sempre considerato illegali. “Ho sempre denunciato le minacce che, di volta in volta, ho ricevuto”, racconta. “Perseguire i reati è sempre stato il mio compito e l’ho svolto senza compromessi. Proprio per non essere rimasto in silenzio di fronte a gravissime situazioni di cui sono stato testimone, ho subito di tutto: procedimenti disciplinari, punizioni, trasferimenti coatti, continue umiliazioni. A tutto questo si sono aggiunte le denunce nei miei confronti per ipotetiche mancanze in servizio: disobbedienza aggravata e continuata, falsità ideologica, diffamazione, abuso d’ufficio, insubordinazione con ingiuria. Nonostante tutto questo, resisto e resto in servizio. Mi sono opposto a qualsiasi tipo di provvedimento emesso dai miei superiori. Recentemente, per aver documentato un’ingiusta punizione subita, al mio curriculum si sono aggiunti altri due giorni di consegna: per me vale più di un encomio”. VICENDA ALLUCINANTE. In due esposti inviati al ministero della Difesa, il maresciallo definisce “gerarchi” tre superiori. Basta questo per beccarsi una nuova denuncia per diffamazione, l’ultima di una serie di disavventure nel suo disperato tentativo di difendersi da quello che lui percepisce come un vero e proprio accerchiamento. Un noto generale, oggi in pensione, l’aveva preso proprio di petto. “Dopo essere stato assolto da una delle tante accuse di diffamazione fui punito con 10 giorni di consegna di rigore, poi venni sanzionato ‘per aver svolto con apprezzabile continuità attività sindacale’. E infine punito con tre mesi di sospensione dal servizio, dopo un’altra sentenza di assoluzione. Tutti dati in possesso del ministro della Giustizia, che fa finta di niente. Ho subito trattamenti crudeli, inumani, degradanti per mole, ripetitività e durata delle accuse rivolte nei miei confronti. Sono stato costretto a difendermi in 16 processi penali. Tutti questi provvedimenti possono sembrare ineccepibili perché emanati da persone in divisa, ma proprio chi dovrebbe difenderti spesso ti pugnala alle spalle”. Quel generale era amico dell’ex suocero di Cautillo e, infatti, anche nella vita privata il maresciallo è stato al centro di un’altra vicenda allucinante. Dopo un matrimonio in pompa magna, la moglie lo lascia, andandosene con la figlia e ottenendo sia l’annullamento della Sacra Rota per “costrizione morale”, sia l’assegno di mantenimento. Un’altra vicenda che si trascina a lungo nelle aule di giustizia. NESSUNA RISPOSTA. Come se non bastasse, oltre a tutto questo, il maresciallo Cautillo ha dovuto far fronte alle conseguenti cause di pignoramento di beni immobili di cui non era neanche più proprietario e al blocco dello stipendio, sostenendo numerose udienze senza avvocati difensori. “Gli stessi individui da me segnalati mi hanno privato di importanti incentivi concessi a tutti, come il premio di produzione e l’indennità di funzione. Se sei accusato e poi ti assolvono non ti chiedono scusa: ti puniscono, ti bloccano la carriera e, in branco, tentano di licenziarti. Finisci tu stesso sotto accusa”. Sul caso Cautillo sono state presentate 15 interrogazioni in Parlamento, 41 esposti al ministero della Giustizia e 30 al ministero della Difesa. Senza alcuna risposta esaustiva. Della questione sono state investite anche le istituzioni europee. “Sono un sopravvissuto, nessuno può resistere a tutto questo. Non c’è tirannia peggiore di quella esercitata nel nome della giustizia e sotto lo scudo della legge da poteri intoccabili. Con la consapevolezza che questa battaglia giudiziaria e disciplinare capovolta possa andare avanti a vita. Anche questo governo, come i precedenti, non difende chi denuncia la corruzione, protegge le caste militari e giudiziarie, si trincera dietro silenzi e omertà. Ho scritto a tutti, anche alla presidenza del Consiglio, segnalando dove andavano i miei superiori utilizzando l’auto di servizio, con chi s’incontravano e quali tipi di scambi avvenivano. Nessuno è mai intervenuto”»;
il maresciallo sulla vicenda ha sinora presentato 44 esposti al Ministro della giustizia, da cui risulterebbero inquietanti profili meritevoli di approfondimento;
nell’esposto n. 44 inviato al Ministro della giustizia il 25 settembre 2015, atto emblematico e divenuto di dominio pubblico, il carabiniere ha denunciato di essere vittima di ripetuti episodi di malagiustizia;
sulla vicenda che riguarda il militare, sono stati presentati 3 precedenti atti di sindacato ispettivo (4-02661, 4-01366 e 4-00975) al Senato che ad oggi non hanno ricevuto risposta, così come i numerosi atti di sindacato ispettivo presentati nel corso della XVI legislatura –:
se il Governo non ritenga opportuno, affinché si faccia piena luce sulla vicenda, attivare le iniziative ispettive di competenza. (4-10842)

Classificazione EUROVOC:

EUROVOC (Classificazione automatica provvisoria, in attesa di revisione):

trattamento crudele e degradante

delitto contro la persona

istituzione dell’Unione europea

LINK ORIGINALE : http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4%2F10842&ramo=CAMERA&leg=17

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LA TORTURA INVISIBILE

Dietro le sbarre

Ciao Tiziana,

ho letto la tua testimonianza sul web e ho deciso di scriverti.

Mi chiamo xxxxxx , ho 53 anni e vivo a xxxxxx .
Da qualche anno sono vittima di questo orribile sopruso.
E’ iniziato quando ancora vivevo a xxxxxx  in provincia di xxxxxxx.
Ora sono tornata a xxxxxx , la mia città d’origine, da qualche mese e purtroppo le violazioni continuano pesanti e terribili.
E’ iniziato in forma leggera e via-via si è trasformato in un vero e proprio incubo; è diventato tutto più pesante, doloroso e insostenibile, sia dal punto di vista fisico che psicologico.
Io vivevo con il mio compagno da quasi 30 anni, anche lui veniva violato, ma all’inizio il tutto assumeva forme di violazione leggere e meno invasive, tanto da venire scambiate per normali disturbi. Poi per me è aumentato tutto a dismisura, e come succede in questi casi, come ho preso coscienza del fatto e di cosa si trattava veramente, è iniziata la vera persecuzione. Hanno cercato e sono riusciti a isolarmi facendo credere che sono una disturbata, e che immaginavo tutto, sono stata perseguitata in vari modi, con diffamazioni, scherzi pesanti e cattiverie anche a livello sociale. Anche il mio compagno purtroppo, è caduto nella trappola (convinto secondo me anche dalla manipolazione mentale che ha subito), e travolto dai fatti negativi, dalla paura e dall’ impotenza, ha deciso di lasciarmi. Noi venivamo violati e disturbati soprattutto durante i rapporti sessuali e nei momenti di intimità, oppure (nel mio caso) quando mi lavavo o cambiavo, e questo succede ancora adesso. Con me c’è stato anche il tentativo di indurmi al sesso virtuale e ti assicuro che è stata una esperienza assolutamente raccapricciante!! Le violazioni nel mio caso sono tante, frequenti e varie; violente scariche inguinali che provocano irrorazione forzata, dolore e bruciore, impulsi che provocano spasmi improvvisi e involontari e questi si verificano sempre all’inguine ma anche nelle braccia e nelle gambe. Forte sibilo all’orecchio destro e colpi sonori, violenti e dolorosi all’orecchio sinistro. Avverto sempre nelle orecchie talvolta anche violenti lampi di dolore e un senso di pressione forte che assomiglia a quello che si percepisce quando si cambia altitudine. Poi mi provocano forti e improvvisi rialzi termici in tutto il corpo, che provocano nausea e senso di oppressione. Avverto anche lampi di luce fluorescente disturbante, questo quando sono a letto, al buio e sono avvertibili chiaramente anche ad occhi chiusi. Quando attivo il cell, il pc o anche altri elettrodomestici spesso avverto scariche (tipo scariche elettriche) soprattutto all’inguine (la zona dove mi colpiscono di più). Ho potuto capire chiaramente che, purtroppo, riescono a inserirsi perfettamente nel senso dell’udito e della vista (credo con quei programmi di manipolazione mentale SQUAD o SSSS) e possono così facilmente vedere quello che io vedo e sentire quello che io sento, e si divertono a farmelo capire comunicando con me continuamente con impulsi corporei. Grazie a questo sistema (ho saputo che possono violare in questo modo anche attraverso il sistema digitale delle tv di ultima generazione usando tecnologia HAARP con onde che provengono da torri GWEN). Con me e il mio compagno riuscivano ad attuare anche una vera e propria violazione sessuale, di tipo pornografico…, attraverso il mio sguardo vedevano lui e viceversa. Con me ora insistono sempre con disturbi e violazioni soprattutto a sfondo sessuale, provocando naturalmente ancora più angoscia e paura, oltre che un dolore sempre più intenso a causa della frequenza e della potenza di queste scariche. Sono stata isolata completamente (come per altre vittime, sono riusciti a fare in modo che io non sia creduta e ogni volta che cerco sostegno o aiuto, non vengo considerata), sono stata ostacolata anche al pc..o durante alcune comunicazioni telefoniche e fanno in modo da rendermi sempre più difficile la vita sociale, mi disturbano pesantemente anche quando sono con gli altri, ma in ogni caso in questa situazione per me interagire con gli altri è diventato sempre più difficile. Le mie condizioni fisiche sono sempre peggiori; violenti mal di testa, capogiri, nausee, naturalmente grande difficoltà a riposare decentemente, una forte perdita di energia e chiaramente un disagio psicologico terribile e devastante. Sono riusciti a divertirsi, in certi periodi, provocandomi delle improvvise perdite di memoria, o degli stati di confusione e di forte disagio emotivo; io percepivo benissimo che venivano indotti, ma purtroppo sono incontrollabili e ci si ritrova impotenti. Sono sull’orlo della disperazione e per me vivere in queste condizioni diventa ogni giorno più difficile e doloroso, non so quanto riuscirò a resistere ancora…
Sono in contatto con altre vittime; ho sentito Giovanna, Dorigo, mi sono sentita con alcuni di varie associazioni ecc..
Purtroppo i vari tentativi nel cercare almeno di migliorare le mie condizioni sono tutti falliti…, volevo scriverti questa mia testimonianza con la speranza che tutte le info riguardanti questo tipo di stalking possano servire, sia per conoscere meglio questo orrore e soprattutto per cercare di ‘risvegliare’ più coscienze possibili su questo argomento, affinché possa venire finalmente preso in considerazione e perché sia possibile in un prossimo futuro (spero!!) affrontarlo e fermarlo.
Mi pare di capire che uscire da questo incubo sia praticamente impossibile.., mi auguro almeno che le nostre testimonianze (e le nostre esistenze devastate) possano servire per riuscire il più presto possibile a trovare delle soluzioni e per  fermare questo stalking così terribile e si spera, per fare in modo che ci siano sempre meno vittime. Al solo pensiero che altre donne possano subire quello che ho subito e che sto subendo io, provo una angoscia indescrivibile!!
Spero davvero che questa mia testimonianza possa in qualche modo essere utile in questo senso.
Un carissimo saluto e un augurio di buone giornate.
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L’ HACKER DELLA MENTE

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Mi sveglio di notte e come al solito l’operatore si sveglia insieme a me, e come sempre è lui che anticipa e ripete i miei pensieri, TUTTI, fin da quando si formano, come impulsi, nella mia mente , d’altronde sono vari anni che io non ascolto più la mia voce pensante, la mia mente è muta, gli impulsi dei miei pensieri completamente letti da un altra mente. ANCHE quando parlo con gli altri, lui velocemente e a” bassa voce”, per infilarle nella mia mente SENZA CHE LA COSCIENZA LE POSSA FILTRARE, suggerisce le risposte, le sue, non mi da il tempo di rifiutarle, ed IO do risposte che non sono quelle che avrei dato, QUASI SEMPRE PIU’ COLTE DI QUELLE CHE AVREI DATO IO, visto che l’operatore dichiara di essere un magistrato, anche se me ne accorgo comunque.INUTILE pensare di studiare, non mi consente di dedurre e di ripetere mentalmente, dice che se voglio studiare devo ripetere a voce alta, troppo faticosa la ripetizione mentale,perchè la deve fare lui, oppure, credo, non deve farmi funzionare la parte cerebrale relativa?ALLA FINE è proprio un esperimento, mi usa per imparare a sostituire il pensiero di un altra persona . Pretende di dettarmi quello che sto scrivendo. Ha appena finito di scaricarmi addosso una qualche forza di cui sento il peso addosso, come una forte tensione, si concentra e smette di parlare, si crea tensione dentro di me quasi sembra mancarmi il respiro,tremo. Lo fa periodicamente, una volta iniziai a sentire bruciore al cervello. Un altra volta sembrava mi scaricasse un peso addosso, lui continua, si concentra e si zittisce, Ottaviano, così è il suo cognome, perchè come quasi tutti quelli che lo hanno preceduto si è presentato; e si presentò come un telepatico naturale, io DI MICROCHIP E STRUMENTI ELETTRONICI NON NE SAPEVO NIENTE, iniziai a sospettare che non poteva un uomo fare questo solo con la sua mente per la continuità del collegamento, ininterrotto giorno e notte, per i luoghi, dappertutto, anche in galleria, da napoli mi spostai a Milano e ininterrottamente il collegamento rimase fino a quando non ho capito che in realtà, come lui conferma, usa strumenti elettronici per collegarmi, e mai mi consente di riprendere il mio pensiero, dice che altrimenti è inutile. Solo raramente ci sono dei cali di collegamento, forse quando è stanco.Inutile dire che non ho vita intima…….Che mi tormenta e come gli capita, mi deride o mi da consigli o è una continua lamentela……

UNA INTERPRETAZIONE DELLA TORTURA MENTALE: in un mio scritto precedente ho parlato dell’annullamento della mia voce pensante, del sentirmi come una persona muta ( ho dimenticato di raccontare lo sforzo che il mio cervello effettua nel tentativo di sentire il proprio pensiero prodotto), da ricerche fatte ho trovato che esistono le cosiddette cyber droghe, ossia droghe virtuali che danno benessere, fondate sul cosiddetto battito bineurale, induzione cerebrale, che si ottiene con infusione, atttraverso le orecchie, di onde di diversa frequenza, una combinazione di determinate onde cerebrali , che fanno rilasciare sostanze benefiche nel cervello ricevente .Da altre ricerche risulta che vi possono essere un soggetto ricevente onde cerebrali ed un soggetto trasmittente tali onde, che tra essi si può creare un sistema di vasi comunicanti, per cui le onde di uno passano all’altro. A questo punto ritengo che io non percepisco il mio pensiero, in quanto le mie onde cerebrali sono intercettate da un’altra persona, la quale con un computer, mi restituisce un surrogato del mio pensiero, che è quello che io sento, ma che riconosco come a me non appartenere, la voce pensante in sostituzione è quella diretta dell’operatore oppure del computer, pensate che mi restituisce una voce pensante ogni volta diversa, la sua propria da uomo, (mi ritrovo a pensare con voce maschile) oppure una molto simile alla mia, o una voce meccanica, qualche volta interrompe improvvisamente il mio pensiero, come un black out improvviso,o lo sfuma come un disco rotto, pensate ai vecchi dischi 45 giri quando per guasti del lettore o graffi sul disco, questi produceva una voce alterata. Mi chiedo il perchè di tutto ciò: 1) sono usata come produttrice di onde cerebrali, intercettate e convogliate verso una più persone, che acquistano la fornitura ricevuta, come acquistiamo l’elettricità, anch’essa, ricordo, una energia a pagamento, cioè HANNO SOSTITUITO IL BENESSERE DELLE DROGHE CHIMICHE MA SENZA I LORO EFFETTI COLLATERALI. OVVIAMENTE DEVE ESSERE UN SERVIZIO MOLTO COSTOSO. Io e altri soggetti mirati, siamo una specie di centrale elettrica, ma non per la produzione di elettricità ma per la produzione di onde cerebrali, intercettate e usate per vari scopi. MA COME ESTRARRE DA UN CERVELLO L’ENERGIA CHE SERVE ? E SOPRATTUTTO CON CONTINUITA’ NELLA PRODUZIONE? MA CON LA TORTURA MENTALE, CHE COMPORTA UN LAVORIO MENTALE E CONTINUO PER LA VITTIMA , E QUINDI ELEVATA PRODUZIONE DI ONDE!, ossia il trasmittente le onde ( colui che “dona” forzatamente le onde) con conseguente emissione della energia voluta, intercettata e usata. A questo punto analizziamo la figura DEGLI OPERATORI, CHE SONO DEGLI STRIZZA CERVELLI CHE DEVONO PRATICARE LA TORTURA SUI SOGGETTI PRESCELTI PER OTTENERE DA ESSI LA QUOTIDIANA PRODUZIONE DELLA ENERGIA (ONDE CEREBRALI BENEFICHE) A SCOPO COMMERCIALE.
Un’altra cosa: l’operatore che agisce su di me un paio di volte ha praticato questa tecnica all’incontrario, come lui ha spiegato, ossia ha trasmesso su di me delle onde che mi hanno dato un immediato benessere mentale, al fine ha detto, di recuperami un pò psicologicamente, visto la tortura che subisco. Insomma cercano di quanto meno di far durare quanto più possibile l’oggetto dei loro commerci. Ancora sulla figura dell’operatore: pare (lo dice sempre il mio operatore) che riescono a svolgere essi stessi questa attività in quanto sotto eccitamento neurale e provvisti di apparecchiatura elettronica. 2) Questa energia potrebbe anche alimentare una macchina, una nuova arma da guerra, dei robot, e chissà quale altre applicazioni. A QUESTO PUNTO ATTRAVERSO QUESTA PAGINA RIVOLGO LA MIA RICHIESTA DI AIUTO ALLE AUTORITA’. per essere liberata e che le società che praticano questo commercio siano condannate. SI CERCHINO EVENTUALMENTE DEI VOLONTARI con contratto e profumatamente pagati.

LEO LAI

MK ULTRA E ARMI PSICOTRONICHE

MK ULTRA E ARMI PSICOTRONICHE

Mi chiamo Stefano sono di Milano e ho 38 anni , è da 10 anni che usano su di me armi psicotroniche . Tutto ebbe inizio nel estate del 2004 rimasi solo a casa per 10 giorni visto che i miei genitori erano andati in ferie, in quei giorni cominciarono a usare questo tipo di torture, mi facevano vedere quello che volevano loro immagini alla televisioni di persone che mi guardavano male e mi puntavano il dito contro cose tutte rivolte a me, mi facevano vedere cose che io avevo detto inoltre riuscivano a leggere i miei pensieri “parlati” e ad trasformarli in immagini, sentire suoni che provenivano dal piano superiore che andavano di pari passo coi miei pensieri cioè quando pensavo qualcosa che a loro non piaceva mi facevano sentire come se cadesse un secchio pieno di biglie al piano superiore o mi facevano sentire l’ululato di un cane, che in realtà non c’era.

Tutto questo andò avanti per 10 giorni inoltre di notte cercavano di drogarmi con dei fumi che provenivano dal calorifero infatti al mio risveglio mi sentivo come se avessi preso LSD avevo le pupille dilatate e stentavo a stare in piedi premetto che io non ho mai fatto uso di droghe. Insomma un insieme di tecniche ti tortura psicologica vere e proprie fatte al fine di estorcermi informazioni secondo loro rilevanti.

Senza il mio volere sono stato messo in questa lista nera, che permettono a loro di controllare i miei pensieri 24 ore al giorno. In questi 10 anni gli episodi sono tantissimi e cercherò di riassumerli in pochi esempi al fine di non essere ripetitivo :
– In primis immagini alla televisione che erano collegate ai miei pensieri, cioè quello che pensavo, loro lo trasformavano in immagini penso con un computer remoto su qualche satellite.
– Poi sentire alla radio discutere il presentatore di turno dei miei pensieri .
– Sentire parlare persone accanto a me dei miei pensieri ma in realtà non stavano neanche muovendo la bocca.
– Udire suoni e odori che in realtà non ci sono.
– Farmi avere intenti suicidi e farmi credere che sarei stato salvato cosa ovviamente che non sarebbe mai accaduta.
– Farmi avere una sensazione di tachicardia e rallentamento dei battiti cardiaci, penso che possano addirittura bloccarmi il cuore se volessero.
– Vedere cose che non esistono come volti sotto forma di fasci di luce.
– Sento sempre pressione alle tempie come se due mani facessero pressione su di esse.
– Muovere i miei muscoli e i miei arti come se fossero pilotati.
– Metterti in testa pensieri che in realtà non ti appartengono.

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Nonostante io non abbia mai fatto del male a nessuno secondo loro sono un soggetto “pericoloso”per chi non lo so, e per motivi a me sconosciuti mi hanno inserito in questo programma che reputo una vera e propria tortura, la mia vita da quel giorno non è più normale le mie amicizie si sono ridotte notevolmente per ovvi motivi ,il mio sistema cognitivo non funziona più come prima.

Tutto questo non è fantascienza ma una tecnologia che esiste e che sin dagli anni 40’ è in sperimentazione.
Lo stesso Hitler e Stalin facevano esperimenti di questo tipo sugli ebrei.
In America questo tipo di tecnologia fu usata su centinaia di persone e ci fu anche un processo quello di Norimberga dove fu lo stesso Rockefeller che apri una commissione contro queste armi. Inseguito ci fu un trattato appunto quello di Norimberga che a quanto pare nessuno rispetta.Il progetto MKULTRA (conosciuto anche come MK-ULTRA) fu una serie di attività svolte dalla CIA tra gli anni cinquanta e sessanta che aveva come scopo quello di influenzare e controllare il comportamento di
determinate persone (cosiddetto controllo mentale).

Stefano 

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IL GRIDO DI UNA MADRE CHE CHIEDE GIUSTIZIA- STORIA DI VIOLENZA PSICO-FISICA SU UNA BAMBINA DA PARTE DEL PADRE

IL GRIDO DI UNA MADRE CHE CHIEDE GIUSTIZIA- STORIA DI VIOLENZA PSICO-FISICA SU UNA BAMBINA DA PARTE DEL PADRE

PERSECUZIONE
Finito l’ amore
inizia il tormento…

“Non faccio nulla di male”
sostiene…

e ti guardi alle spalle
mentre cammini

ad ogni sms
il cuore sobbalza

senti il peso dei suoi occhi
puntati su di te

lo vedi tra la gente da lontano…
forse è lui…

cambi strada
ma è sempre lì

paura, ansia…
e vorresti non avere
mai amato

Madre Di Messina

Bimba “ispezionata” dal padre: assolto. La rabbia di una madre siciliana

SICILIA– Una terribile storia di “presunti abusi” su minore, perpetrati per anni da un padre-padrone, eccessivo controllore di “una ragade anale” (ovvero un’ulcerazione lineare dell’ano, una ferita superficiale della zona molle, che scatena spasmi e dolori allo sfintere) su una bambina, troppo piccola per capire cosa le stesse succedendo. “Visite” ripetute e “invasive” per accertare una malattia inesistente, divenuta nel tempo un dolore reale e psicologico per la povera bambina, che ancora oggi evidenzia segni di “Ipercura” (ossia abuso di cura con manovre che potenzialmente creano disagio nel bambino), accertati dai numerosi controlli medici a cui è stata sottoposta la vittima, che per tutelare la sua privacy chiameremo Ludovica. A denunciare anni di maltrattamenti e violenze prima su se stessa e poi sulla figlia, Ludovica appunto, è la signora Agata, che ha inviato “in esclusiva” a LadyO una lunghissima lettera di denuncia, ribadendo l’assurda archiviazione del caso da parte del Gip del Tribunale di Messina, nonostante vi fossero le testimonianze di chi in questi anni ha visitato ed analizzato i comportamenti della piccola, il quadro clinico del padre-padrone con “eccessiva preoccupazione”, ex convivente di Agata, e un dolore incolmabile ed inconsolabile. Impossibile riassumere in poche righe una vita di soprusi e di dolore, subiti per la grettezza di una mentalità troppo legata alla legittimazione del patriarcato e del tutto sorda e cieca di fronte alla sofferenza evidente, alla paura.

ABUSI SU MINORI, LA TERRIBILE FACCIA DELLA SOCIETA’

La convivenza tra Agata e Luca, durata circa 4 mesi, prima della nascita della piccola Ludovica, è stata un vero incubo, tra umiliazioni e divieti imposti dall’uomo ad Agata, che ha scritto: “Ogni pretesto era buono per essere denigrata ed offesa. Dal settimo mese mi umiliava, sostenendo che ero grossa e che non mi vestivo in modo carino per lui, metteva in discussione continuamente il mio ruolo di madre, sostenendo che non ero capace di dare nemmeno il biberon o di sterilizzarlo”. L’uscita dal tunnel Agata l’ha vista quando ha trovato la forza di rompere quella convivenza. Solo una breve tregua. Poi, l’incubo ha ripreso a tormentare Agata e la piccola Ludovica. Luca ha riempito l’ex convivente di minacce, di telegrammi, raccomandate, sms arrivando a denunciare Agata per ogni cosa. Durante il maggio del 2009 un’ agghiacciante scoperta “Luca abusava ripetutamente della loro figlia, la piccola Ludovica, infilandole un dito nel di dietro e controllando la presenza di una ragade anale, insinuando che la bambina avesse subito violenza sessuale da uno zio materno”.

L’INNOCENZA VIOLATA, PERCHE’ SUCCEDE?

La verità, balenata in pochi secondi nella mente di Agata, viene descritta dalla stessa così: “Mi sono resa conto che il mio ex compagno compiva un gravissimo gesto su nostra figlia. Da quel giorno, mi sono resa conto di quello che stava accadendo e perché la piccola spesso aveva crisi di pianto quando la lavavo o la vestivo. Nei mesi successivi ho provato in tutti i modi a convincerlo a desistere dal compiere quelle ispezioni corporali su nostra figlia, ma senza alcun risultato. Una volta, dinnanzi ai miei inviti a smetterla di controllare se la piccola aveva la ragade,mi ha persino scritto in un sms: “Tu non vieti niente a nessuno perché non hai il potere per farlo”. Il 23 settembre del 2009 Agata ha avuto un’udienza dinnanzi al Tribunale per i minorenni di Messina ed in quella sede Luca ha ammesso di effettuare quelle ispezioni sulla figlia. Dopo un ricovero di 12 giorni nel reparto di Neuropsichiatria infantile del Policlinico di Messina, hanno diagnosticato alla piccola Ludovica: “Turbe della sfera emotivo – affettiva secondaria a grave patologia dell’accudimento (ipercura). Ritardo semplice del linguaggio” che a lungo andare avrebbero portato a gravi squilibri psichici. Dopo l’intervento dei Carabinieri e l’affido di Ludovica a sua madre, il Tribunale per i minorenni ha lasciato invariato il diritto di visita paterno. Tale provvedimento è stato confermato sia dalla Corte di Appello, che dalla Corte di Cassazione.

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BAMBINI VIOLENTATI, LA VEDONO E LA SENTONO SULLA LORO PELLE: LA PAURA

Agata è disperata, come ha spiegato: “Relativamente alla denuncia sporta il 03-10-2009, il P.M. iscriveva una notizia di reato con l’erronea imputazione ex art. 609 c.p. nonostante nella mia denuncia non ho mai inteso denunciare il mio ex di abuso sessuale, ma solo per il danno psicologico che ha causato alla bambina. La prossima udienza contro di me sarà la prossima settimana”. E Luca come se l’è cavata? Lo scorso 8 gennaio del 2014 è stato assolto sostenendo che il fatto non costituisce reato. Agata è arrabbiata ma non si arrende. “La giustizia italiana nega a mia figlia la figura di parte offesa, considerando che il danno psicologico subito non sia rilevante. Inoltre, cosa più grave, ad oggi non è stata assolutamente tutelata in quanto non è stato posto alcun controllo alle visite del padre, mentre io, solo per aver cercato di tutelare mia figlia dal danno che il padre le stava procurando, sto subendo un ingiusto processo- ed ha concluso-In data 13-01-2014 ho presentato ricorso alla Corte Europea per i diritti dell’uomo avverso il decreto di archiviazione del 27-07-2013, non esistendo alcun altro mezzo di impugnazione, chiedendo la condanna dell’Italia sia perché è stata negata alla propria figlia la possibilità di costituirsi parte civile per il risarcimento del danno subito, sia perché negli anni non è stata mai tutelata, nonostante sia CTU, sia NPI abbiano diagnosticato il maltrattamento subito ed il danno che ne è derivato”. In tutti questi anni di lotte e “visite invasive” la piccola Ludovica ne è uscita provata psicologicamente e fisicamente. Indietro non si può tornare, Ludovica ed Agata possono solo andare avanti, ma per farlo hanno bisogno di giustizia!

FONTE : http://www.ladyo.it/italia/bimba-ispezionata-dal-padre-assolto-la-rabbia-di-una-madre-siciliana/43340

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ASSOLTO DOPO AVER FATTO ISPEZIONARE LE PARTI INTIME DELLA FIGLIA, IL DRAMMA DI UNA MADRE CHE HA CERCATO INVANO DI PROTEGGERE SUA FIGLIA

Assolto dopo aver fatto ispezionare le parti intime di sua figlia e dopo averla perseguitata. Detta così può sembrare una beffa e una presa in giro del giornalista che vi parla. Purtroppo però è una cosa vera ed è avvenuta al Tribunale di Messina. Nonostante il pm avesse chiesto una condanna a 4 mesi di reclusione.

Quella che ci accingiamo a raccontare è una storia di sofferenze e disperazione. Di una madre che aveva chiesto giustizia per sua figlia e che invece si trova in mano un pugno di mosche e tanta ma tanta rabbia.

“La legge sullo stalking- questo il commento della madre della vittima- solo parole a Messina. Dove diventa lecito pure che un padre ispezioni ripetutamente la figlia nelle parti intime. Decreto di archiviazione del gip Marino e sentenza di assoluzione del giudice Zumbo“.

Per capire bene come si è arrivati a questo punto bisogna analizzare quanto racconta sua mamma. E lo ha fatto tramite facebook molte volte. Si inizia con il fidanzamento tra i genitori della bimba. Lui era molto geloso e la storia si è fatta più seria quando i due si sono accorti di aspettare un figlio.

“E’ ancora impresso nella mia mente – racconta sua madre- il ricordo dell’espressione del suo viso nel momento in cui abbiamo visto che il test era positivo… per un lasso di tempo, che mi è parso interminabile, continuava a fissarlo… non esistevo più vicino a lui… Inizialmente mi ha proposto di sposarci con rito civile di fretta e furia imponendomi di tenere nascosta la gravidanza al fine di sostenere che era stata successiva al matrimonio per coprire quella che per lui era un’onta. Al mio drastico rifiuto di fare ciò in quanto eravamo entrambi maturi, abbiamo iniziato i preparativi per sposarci in chiesa. Ma, con varie scuse, il giorno dopo delle pubblicazioni, ha annullato il matrimonio. Per questo motivo ho trascorso quasi tutta la gravidanza da sola, ricamando e preparando il corredino per la mia principessa”.

Al settimo mese di gravidanza è iniziato un periodo di convivenza durato fino a quando la bambina aveva due mesi.

“Sono stati 4 mesi pieni di umiliazioni e divieti – ha sottolineato- Ogni pretesto era buono per essere denigrata ed offesa. Dal settimo mese mi umiliava, sostenendo che ero grossa e che non mi vestivo in modo carino per lui. Per di più, eravamo andati ad abitare in una casa piccolissima. Quando è nata nostra figlia, i contrasti e le umiliazioni sono aumentati in quanto metteva in discussione continuamente il mio ruolo di madre, sostenendo che non ero capace di dare nemmeno il biberon o di sterilizzarlo, che non prestavo abbastanza cure a mia figlia, nonostante mi alzassi alle 5 di mattina per tirarmi il latte, in quanto la piccola non si attaccava più al seno, e mi coricassi dopo l’ultima poppata di mezzanotte. Per di più, ero prigioniera in casa in quanto mi aveva vietato di portare nostra figlia a casa di mia madre od in altro posto, dicendo che, chi voleva vederla, doveva andare lì. Pertanto, non potendo lasciare la piccola, dovendole dare il mio latte, ero costretta a non uscire di casa… Inoltre in quel periodo le mie mani erano piene di lesioni in quanto mi obbligava a lavare e disinfettare le mani prima di prendere la bambina. Una volta ha vietato persino ai miei amici di prenderla in braccio in quanto avrebbero dovuto disinfettarsi le mani”.

I mesi di galera sono terminati soltanto quando all’u0mo è venuta la febbre. La mamma e la figlia sono andate nella famiglia materna e da allora i due non hanno più convissuto. Ma negli anni le cose sono peggiorate. Perché il padre della bambina pretendeva di tenere tutto sotto controllo. Impedendo addirittura le normali uscite quotidiane per evitare che la figlia venisse in contatto con terze persone.

“Alla fine continuavo ad essere dentro una gabbia- ha continuato – Inoltre mi minacciava che, se non avessi risposto al telefono, sarebbe venuto sotto casa mia. Negli anni mi ha sommerso di telegrammi, raccomandate, sms arrivando a denunciarmi per ogni cosa. Infatti, spesso chiamava i carabinieri nel caso in cui nostra figlia, quando aveva solo 2 o 3 anni, dormisse in piena estate alle 15:30 nei giorni in cui era stato stabilito dal Tribunale per i minorenni che doveva stare con lui”.

E’ stato in quel periodo che il padre ha iniziato a sostenere che la mamma o i suoi familiari maltrattassero la bambina. Tutto sulla base di normali lividi e graffiettini che si procurava giocando. Un uomo che ha sporto diverse querele tutte archiviate perché infondate. Come quella in cui si era procurata una ecchimosi litigando con una cuginetta.
“Nel maggio del 2009 – ha continuato la mamma – mi sono resa conto che il mio ex compagno compiva un gravissimo gesto su nostra figlia. Come già detto, egli era solito rivolgere accuse infondate contro me e la mia famiglia di presunti maltrattamenti a danno della figlia al solo scopo di ottenerne l’affidamento esclusivo. Proprio per continuare nella sua “ricerca di prove” per accusarci, un giorno ha insistito a voler portare ad ogni costo nostra figlia dalla pediatra perché aveva visto tre piccoli lividini. La pediatra, che purtroppo doveva assistere spesso a queste scene del mio ex, gli ha detto che quei piccolissimi lividini, che ha faticato pure a vedere in quanto impercettibili, erano più che normali in un bambino piccolo in quanto se li procurano giocando. A quel punto, egli ha insistito affinché la pediatra verificasse se la bambina avesse o meno una ragade. La pediatra inizialmente ha manifestato la sua contrarietà a queste visite superflue in quanto le ragadi sono comuni nei bambini di tenera età, ma, dinnanzi alle sue insistenze, ha proceduto alla verifica di quanto aveva richiesto, mentre la bambina piangeva disperatamente e si opponeva ad essere controllata. Quando la pediatra ha visto che c’era una piccolissima ragade, il mio ex ha detto “quant’è che l’ho vista!”. Sentendo questa affermazione, io e la pediatra ci siamo guardate negli occhi perplesse e preoccupate. Infatti la dottoressa gli ha detto chiaramente che la bambina non doveva essere sottoposta a visita in continuazione per via della ragade e che assolutamente non avrebbe dovuto fare lui questa verifica perché l’avrebbe potuta traumatizzare. Da quel giorno, mi sono resa conto di quello che stava accadendo e perché la piccola spesso aveva crisi di pianto quando la lavavo o la vestivo. Nei mesi successivi ho provato in tutti i modi a convincerlo a desistere dal compiere quelle ispezioni corporali su nostra figlia, ma senza alcun risultato. Una volta, dinnanzi ai miei inviti a smetterla di controllare se la piccola aveva la ragade, mi ha persino scritto in un sms: “Tu non vieti niente a nessuno perché non hai il potere per farlo”.

E’ stato allora che la donna ha cominciato a consultare neuropsichiatri infantili di strutture pubbliche. I quali hanno sostenuto all’unanimità che queste continue ispezioni corporali avrebbero fatto male alla piccola.

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“Un giorno ad agosto – ha sostenuto – mi sono veramente spaventata nel momento in cui il padre di mia figlia, che aveva appena preso la piccola per tenerla con sé per i dieci giorni previsti nel periodo estivo, mi ha telefonato dicendomi che la bambina aveva l’ano arrossato. In quell’occasione mi ha turbata la tempestività con la quale ha proceduto a quel controllo. Per di più, in quell’afosa giornata di agosto, ha pure chiamato un pediatra a domicilio per far visitare ancora una volta la bambina. Quindi, nello stesso pomeriggio, la piccola ha dovuto subire due “visite nell’ano”, una dal padre ed una da un medico a pagamento. Mentre da casa mia sentivo queste cose, pensavo ai pianti disperati di mia figlia. Ma cosa potevo fare? L’unica cosa che ho fatto è stata quella di telefonare a medico interpellato da mio ex per cercare di dissuaderlo dal fare quella visita in quanto sapevo che mia figlia piangeva disperatamente quando qualcuno la visitava nell’ano, ma quel pediatra mi ha risposto che era un suo dovere fare quanto il padre gli aveva chiesto”.

Dopo non aver potuto parlare con la bambina il 23 settembre di quell’anno c’è stata un’udienza davanti al Tribunale dei minorenni di Messina dove lui ha ammesso di effettuare quelle ispezioni.

“Nel frattempo mia figlia continuava ad avere crisi di pianto che erano sempre più riavvicinate – ha sostenuto – Per questo motivo, presa dallo sconforto, ho condotto mia figlia al Pronto soccorso pediatrico, riferendo di quelle crisi di pianto e delle “visite” effettuate dal padre per verificare la presenza della ragade anale. La piccola anche in quell’occasione ha mostrato la sua paura per le visite mediche in quanto traumatizzata da quelle sistematiche ispezioni effettuate dal padre. Quindi hanno disposto il ricovero della bambina. Dopo un ricovero di 12 giorni nel reparto di Neuropsichiatria infantile del Policlinico di Messina, hanno diiagnosticato a mia figlia: “Turbe della sfera emotivo – affettiva secondaria a grave patologia dell’accudimento (ipercura). Ritardo semplice del linguaggio”. Inoltre, la neuropsichiatra infantile che ha seguito la piccola durante il ricovero ha consigliato la presa in carico della minore da parte dei servizi sociali per una supervisione attenta delle visite e della gestione della paziente specificando successivamente, in sede di sommarie informazioni rese ai CC, anche che “la predetta diagnosi in particolare era scaturita dagli episodi in cui il padre la sottoponeva a quotidiani controlli al fine di constatare la presenza di ragade anale, che nella circostanza era inesistente. Tale comportamento avrebbe potuto ingenerare nella bambina un grave disagio psichico”.

E’ stato allora che la madre ha denunciato il suo ex convivente alla squadra mobile. Dopo la denuncia il diritto di visita paterno è rimasto intatto.

“Tale provvedimento è stato confermato sia dalla Corte di Appello, che dalla Corte di Cassazione – continua il racconto- Relativamente alla denuncia sporta il 03-10-2009, il P.M. iscriveva una notizia di reato con l’erronea imputazione ex art. 609 c.p. nonostante nella mia denuncia non ho mai inteso denunciare il mio ex di abuso sessuale, ma solo per il danno psicologico che ha causato alla bambina. Durante le indagini preliminari veniva disposta la nomina di un CTU, che ha concluso la perizia sostenendo che: “si possono rintracciare gravi vissuti di preoccupazione ed ansie che rientrano nell’ambito di una chiara sintomatologia post-traumatica compatibile con una condizione di maltrattamento e presumibilmente riconducibile alla condizione di grave ipercura ed alla situazione di elevata tensione familiare cui la minore è esposta. Purtroppo, a causa del fatto che il medico del pronto soccorso ha scritto il termine “abusa” nel referto, sono stata rinviata a giudizio per calunnia nonostante il fatto che egli mettesse in atto quelle ispezioni corporali sia emerso dalle indagini e nonostante non avessi mai inteso accusarlo di abuso sessuale, ma solo di un comportamento nocivo per nostra figlia”.
“Successivamente – continua il racconto- il 23-06-2010 ho sporto un’altra querela per denunciare sia per i continui atti persecutori e molesti attuati verso di me dal mio ex, sia per il maltrattamento perpetrato ai danni della figlia con diverse modalità. La suddetta querela, nonostante fosse la continuazione di quanto denunciato nella prima querela, inizialmente non è stata riunita al primo procedimento.Infatti, per il primo procedimento è stata chiesta l’archiviazione dal PM (nonostante che il CTU avesse diagnosticato che la bambina ha subito un maltrattamento) e nello stesso giorno ha inviato la seconda querela al Procuratore per l’assegnazione ad altro magistrato perché sosteneva che i reati di maltrattamento non erano di sua competenza.
Essendo venuta a conoscenza della richiesta di archiviazione, ho presentato opposizione, chiedendo che i due procedimenti venissero riuniti. Invece il GIP, ha emesso decreto di archiviazione senza provvedere alla riunione dei due procedimenti. In questo decreto di archiviazione si legge: “In effetti, dall’intero compendio investigativo emerge che l’odierno indagato, ossessionato dalla cura e dall’  igiene della figlia, e convinto che nella piccola fosse presente una ragade anale, ha effettuato delle ispezioni corporali all’ano della stessa, sottoponendola così ad un fortissimo stress. Tale fatto configura senz’altro un “abuso” ai danni della piccola, come anche le manifestazioni esagerate, del resto ben evidenziate nei provvedimenti del Tribunale dei Minori, e della Corte di Appello, nei quali è stato fortemente stigmatizzato il comportamento del (padre), al quale è stata per tali ragioni limitata la potestà genitoriale”.
Quindi è stata presentata richiesta di riapertura dell’inchiesta.
Contemporaneamente il P.M. al quale è stata assegnata la seconda querela, disponeva lo stralcio, chiedendo nuovamente l’archiviazione relativamente alla posizione di parte offesa della figlia solo sulla base della precedente archiviazione, senza prendere in alcuna considerazione i nuovi fatti esposti in querela, né gli ulteriori elementi di prova.

“Relativamente alla parte nella quale sono io parte offesa, invece, il padre di mia figlia è stato rinviato a giudizio per atti persecutori (stalking) con la seguente imputazione: “in relazione al delitto p. e p. dall’art. 612 commi 1, 2, 3 bis c.p., perché, con condotte reiterate, minacciava e molestava … in modo da determinare nella stessa un perdurante e grave stato di ansia, ingenerando nella vittima fondato timore per l’incolumità propria e dei suoi familiari, in particolare della figlia minore, che riportava, a causa delle condotte persecutorie, «turbe della sfera emotiva-affettiva secondaria a grave patologia dell’accudimento» per come accertato dalle consulenze in atti. Condotta consistita, in particolare, in pedinamenti, appostamenti presso l’abitazione, telefonate, sms, telegrammi, raccomandate, denunce all’Autorità Giudiziaria, tutti atti per mezzo dei quali l’imputato, contestando con modalità ossessive il ruolo genitoriale della …, con riferimento a ogni attività che riguardava la figlia minore, ne ostacolava il normale sviluppo psicofisico”.

Ed è questo il procedimento che proprio ieri è terminato con un’assoluzione con la formula: il fatto non costituisce reato.
“Nella richiesta di archiviazione si legge: “alcun dubbio vi è sulla verificazione degli episodi oggetto delle plurime denunce della… e consistenti nelle ispezioni corporali poste in essere nell’anno 2009 dal … sulla figlia per constatare la presenza della ragade anale: posto questo tuttavia tali episodi vanno correttamente inquadrati dal punto di vista tecnico giuridico non già quali manifestazioni della condotta di maltrattamenti posti in essere ai danni di (mia figlia), bensì nella diversa fattispecie di cui all’art. 612 bis c.p. posta in essere dall’uomo ai danni tanto della piccola quanto a monte della ex compagna ” e che il padre abbia “agito con la consapevolezza e volontà di utilizzare le condizioni di salute della figlia come pretesto per molestare la ex compagna, accettando il rischio che tali condotte coinvolgessero anche la piccola, divenuta anch’ella vittima di condotte di natura persecutoria… Quindi a mia figlia la giustizia italiana nega la figura di parte offesa, considerando che il danno psicologico subito non sia rilevante. Inoltre, cosa più grave, ad oggi non è stata assolutamente tutelata in quanto non è stato posto alcun controllo alle visite del padre, mentre io, solo per aver cercato di tutelare mia figlia dal danno che il padre le stava procurando, sto subendo un ingiusto processo”.

FONTE : http://www.unavoceperledonne.it/2014/01/10/assolto-dopo-aver-fatto-ispezionare-le-parti-intime-della-figlia-il-dramma-di-una-madre-che-ha-cercato-invano-di-proteggere-sua-figlia/

STUPRI ELETTROMAGNETICI

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“A volte il nostro fax funziona male e trattiene i messaggi per qualche giorno prima di sputarli fuori tutti assieme. Questo pare ci sia arrivato giovedì scorso, ma non ha viaggiato dal cavo telefonico a noi che fino a pochi minuti fa. Speriamo non sia troppo tardi…”

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CC: Novità e Morti Ingiuste/Avvocati per i Diritti Civili

Egregio Membro del Congresso/Senatore:

RE: MIA MOGLIE È STATA VIOLENTANTA DA UN UFFICIALE ANTITERRORISMO (FBI);

1. CHIEDO RISPETTOSAMENTE IL PROVVEDIMENTO IMMEDIATO DI UNO SPECIALE CORPO DI ACCUSA PER L’OSTRUZIONE ALLE CARICHE DI GIUSTIZIA;
2. CHIEDO SIA NEGATO AGLI AGENTI COINVOLTI L’ACCESSO ALLE ARMI ELETTROMAGNETICHE E MESSI IN STATO DI FERMO IN ATTESA DI PROVVEDIMENTI;
3. QUESTI AGENTI STANNO METTENDO IN PERICOLO I CIVILI – UN MANDATO D’ARRESTO È NECESSARIO.

Mi chiamo Bert Agrela e ho bisogno di aiuto dal vostro ufficio. Nello specifico, avrei bisogno di individuare i nomi degli agenti delle forze antiterrorismo (FBI) direttamente interessati nell’ostruzione alla giustizia e dalla tortura con i trattamenti elettromagnetici. Questo argomento è significativo e ripagherà i vostri sforzi. In breve, mia moglie è stata violentata da un ufficiale delle forze antiterrorismo e costretta ad atti sessuali – attraverso l’uso di strumenti elettromagnetici.

Le apparecchiature elettromagnetiche sono un tipo di dispositivo che indirizza l’energia ad un bersaglio a distanza – ed è integrato nei satelliti spia. Dove i laser elettromagnetici si incrociano, creano un attrito — che di conseguenza tortura il bersaglio. I magneti sono invisibili alle infrastrutture e le parti fisiche qui sono elettromagnetiche. Oltre a torturare una persona a distanza, i suoni entrano nel sistema nervoso umano. Potete leggere tutto qui:
http://www.freedomfchs.com/bioelectromagneticweapons.pdf

Traduzione in Italiano :

http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.freedomfchs.com/bioelectromagneticweapons.pdf&prev=/search%3Fq%3Delectromagnetic%2Bweapons%2Bpdf%26biw%3D1280%26bih%3D675

Alcuni ufficiali abusano di questa tecnologia per trarne giovamento sessuale personale. Dopo lo stupro mia moglie, è stata pesantemente torturata, minacciata, e ha riportato pesanti danni cerebrali. Il Governo degli Stati Uniti persiste ad utilizzare le armi elettromagnetiche per portare le persone al suicidio. Questa tecnologia è, in gran parte, classificata ma le informazioni sono recuperabili su http://www.layinstitute.org

Le Filippine sono state colpite probablimente perchè sono un target comodo: nessun legame familiare in questo continente; credulone, programmabili. Molte di esse sono state spinte al suicidio dopo essere state usate come schiave sessuali. Il canale via cavo Filippino ha trasmesso un numero verde per raccogliere informazioni sui numerosi suicidi.

Il Consolato Filippino (Moralis) a San Francisco ha considerato l’accaduto grave e sta investigando. Sia la Casa che il Senato Giudiziario sta facendo dei controlli a proposito.

Da quando ho denunciato l’atto all’ufficio FBI di San Francisco (e parlato ai loro agenti doganali), i singoli che hanno violentato mia moglie (e/o i loro colleghi) sono stati strumentalizzati per tentare di spingere me e mia moglie al suicidio attraverso l’uso di armi elettromagnetiche. Queste persone hanno uno scopo. Dovrebbe essere considerato che, tutto questo, costituisce ostruzione alla giustizia.

Vorrei nominare le persone che sono state sia disturbate o torturate attraverso l’uso di supporti elettromagnetici:

VITTIME/TESTIMONI

Doug Cole (Investigatore, Ufficiale della Pubblica Difesa San Jose)
Richard Sweat, VP di Marketing e Vendite (Amity Systems)
CD, CEO (Amity Systems)
Leonor Raso – (moglie – i tentativi sono continui)
Chris Bartolo, Direttore di Vendita
Mike Vanaman, VP di Vendita

Vorrei inoltre richiedere un ordine restrittivo contro quegli individui che sono attualmente coinvolti nel molestare e/o torturare mia moglie e me (direttamente o indirettamente). Fornisco anche le referenze di persone che hanno informazioni sulla questione a portata di mano.

Risorse e testimoni esperti:
Daniel Sheehan, paralegale (della campagna Edwards) <<(è a conoscenza di tutto)
Kim Briggs (procuratore distrettuale, Oakland)
Senatore Feinstein (è a conoscenza di tutto ma non vuole essere coinvolto)
Dr. Nick Begich, Direttore Esecutivo, P.O. Box 201393, Anchorage Alaska 99520

Potete contattarmi al numero qui sotto.

Sinceramente e rispettosamente,
Bert Agrela

Bert non chiamerà immediatamente, ma vi faremo sapere come si evolve la situazione appena ci manderà sue notizie.