ARMI NON LETALI ED ARMI DI DISTRUZIONE DI MASSA “CONVENZIONALI”: la guerra nell’era della “globalizzazione”

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V.F. Polcaro
Senior Scientist
CNR-IAS
Area di Ricerca Roma-Tor Vergata
e-mail: polcaro@saturn.ias.rm.cnr.it

Premessa

    Questo lavoro è stato scritto un anno fa, in occasione del Convegno “Cultura, Scienza e Informazione di fronte alle nuove guerre” del Comitato Scienziate e Scienziati contro la guerra, tenutosi al Politecnico di Torino nel giugno 2000, i cui atti sono reperibili nel libro: M. Zucchetti (a cura di), “Contro le nuove guerre”, Odradek, 2000.
Dopo quella data, sono stati resi disponibili nuovi dati in aggiunta a quelli sui quali era basato l’articolo.
Per quanto riguarda le armi non letali, il bilancio degli Stati Uniti stanzia cifre considerevoli per il loro sviluppo, mentre alcuni modelli derivati dai prototipi descritti in questo lavoro sono ormai considerati operativi (in particolare per quanto riguarda i sistemi di barriere antiuomo a radiazione elettromagnetica ed ultrasonica).
Per quanto riguarda quelle che ho chiamato “armi di distruzione di massa convenzionali”, purtroppo tutte quelle descritte nel testo sono state impiegate nella recente guerra afgana dalle truppe USA e, per quel che riguarda le “bombe a grappolo” anche inglesi.
Se ne conoscono quindi ora maggiori dettagli ed in particolare: La “Cannoniera volante” descritta nel testo si e’ evoluta nell’ AC 130 U “Spooky”. Il nuovo modello, impiegato nella seconda fase del conflitto, si differenzia dal precedente nell’armamento, che ora e’ costituito da un cannone da 25 mm a canne rotanti, da un cannone da 40 mm anticarro e da un obice da 105 mm, tutti montati sul lato sinistro, in modo da poter tenere sotto il proprio fuoco un punto fisso sul terreno, mentre l’aereo gli gira intorno. E’ stata inoltre potenziata l’avionica e le contromisure per poter sostenere anche una certa, limitata, azione antiaerea ostile.
Nel conflitto afgano sono anche state usate almeno due bombe FAE, ora designate dalla sigla BLU-82 e dal nome in codice “Dasy cutter” (“Tagliamargherite”). Dell’ordigno sono state rilasciate alcune fotografie ed anche un breve filmato, che la vede sganciata da un C 130 (non dai B 52), e fatta discendere con un paracadute, in modo da non coinvolgere nell’esplosione (che avviene a circa 1 m da terra) l’aereo che la sgancia e di dare il tempo all’esplosivo liquido di mescolarsi con l’aria. I dati sulla sua potenza sono ancora abbastanza contradditori e sulla natura dell’esplosivo e’ stata riferita una composizione piuttosto incredibile (nitrato di ammonio, alluminio, idrogeno e ossigeno).
Fino a prova contraria, riteniamo quindi ancora validi i dati riportati in questo lavoro.

Riassunto

A partire dall’inizio degli anni ’90, lo scenario politico mondiale si e’ notevolmente modificato. In particolare, l’unica superpotenza sopravvissuta alla “guerra fredda” si e’ trovata nella necessita’ di disporre, oltre al suo arsenale militare prevalentemente concepito per combattere una guerra nucleare totale o guerre locali tradizionali, di armi che rendano possibile il controllo di territori spesso molto vasti ed abitati da una popolazione fortemente ostile e anche molto numerosa, ma male armata.
La risposta a questa esigenza e’ stato lo sviluppo di due categorie di armi che sono sempre esistite ma che hanno trovato nelle moderne tecnologie e nell’attuale situazione politica mezzi e ragioni di uno sviluppo impensabile sino a pochi anni fa: le “armi non letali” e le “armi di distruzione di massa convenzionali”.
Vengono descritte, con il particolare riferimento alle guerre in Iraq, Somalia e Yugoslavia, le principali tipologie, le modalità e gli scopi, tattici e strategici, dell’impiego di queste armi.

Le armi non letali nel nuovo quadro politico

Da sempre, non tutte le armi, definite come oggetti atti a produrre un danno fisico ad un avversario, sono state progettate per uccidere. Infatti, la morte del nemico non è mai stata considerata in tutte le occasioni l’unica o la migliore conclusione di uno scontro.
Il laccio, le “bolas”, la rete, la frusta e lo stesso bastone sono armi non letali (o almeno non necessariamente letali) di origine antichissima e di uso assai frequente in tutte le culture, nelle condizioni più svariate nelle quali si è preferito fermare o disabilitare, piuttosto che uccidere, il nemico.
La necessità di armi non letali, delle quali dotare i corpi incaricati dell’ordine pubblico, si è fatta sentire maggiormente con lo svilupparsi della lotta di classe e quindi con il verificarsi di condizioni economiche e storiche nelle quali era da un lato necessario, per il potere costituito, fronteggiare masse umane ostili e notevolmente organizzate ma disarmate od armate di strumenti rudimentali mentre dall’altro era politicamente poco conveniente ed economicamente controproducente trasformare inevitabilmente gli scontri di piazza in massacri.
Nascono così tra la fine del XIX e quella del XX secolo lo sfollagente, l’idrante antisommossa, i gas lacrimogeni, le pallottole di gomma, il pungolo elettrico, il Myotron (dispositivo elettrico a contatto in grado di paralizzare la muscolatura striata, in dotazione alla Polizia di Stato dell’Arizona) come armi non letali d’attacco e tutta la panoplia di armi di difesa delle quali è ormai dotato qualsiasi corpo di polizia del mondo, indipendentemente dal maggiore o minore grado di democraticità del potere statale che difende.
Tuttavia, la guerra, intesa come scontro armato tra nazioni diverse, è rimasta sempre legata al principio che vince la nazione che è in grado di uccidere il maggior numero possibile di nemici, sicché l’armamento militare, dalle armi individuali a quelle di distruzione di massa, è stato, fino a pochissimo tempo fa, finalizzato sostanzialmente solo al massimo possibile di letalità.
L’attuale quadro politico ed economico si presenta però sotto molti aspetti inedito: per la prima volta nella storia moderna, il mondo è sostanzialmente dominato da un’unica nazione alla quale non se ne contrappone alcuna capace di presentarsi come un avversario in grado di “vincere”, almeno sotto il profilo strettamente militare e nel senso prima enunciato. Inoltre, l’economia mondiale è così strettamente collegata che appare difficile identificare regioni del pianeta nelle quali sia possibile produrre danni materiali che non si ripercuotano, più o meno direttamente, anche sull’economia della nazione dominante o su quella di nazioni ad essa strettamente collegate.
D’altro canto, questa situazione non si traduce certamente in migliori condizioni di vita per tutta la popolazione mondiale, ma anzi popolazioni sempre più numerose sono espropriate delle proprie risorse e del proprio lavoro in favore della potenza dominante e di coloro che ad essa si sono aggregati. Inevitabilmente quindi alcune nazioni tentano ed ancor più tenteranno in futuro di opporsi a questo “nuovo ordine mondiale”, anche con l’uso della forza. Tuttavia la repressione di questa opposizione, proprio per la sproporzione della potenza militare delle parti che si affrontano, non può configurarsi come una “guerra”, ma viene oggettivamente a configurarsi come una “operazione di polizia internazionale”, non dissimile concettualmente dall’intervento delle forze dell’ordine di una nazione contro una manifestazione di piazza che non si riesce a controllare pacificamente. E, come in questo caso, sarebbe ovviamente conveniente se si riuscisse a neutralizzare l’avversario senza ridurre lo scontro ad un massacro.
In queste condizioni, è naturale che negli USA si siano sviluppate e si stiano ulteriormente sviluppando, i più disparati tipi di armi da guerra non letali.

2. Le armi da guerra non letali operative.

Attualmente, solo due categorie di armi da guerra non letali sono in una fase operativa: le armi a colla e le armi laser. Ad esse devono naturalmente essere aggiunti svariati tipi di gas ed aerosol disabilitanti, che agiscono in base a diversi tipi di principi chimici e biologici e che sono ormai noti da decenni. Tuttavia, l’uso operativo di quest’ultima classe di aggressivi è drasticamente limitato dai trattati internazionali, che difficilmente possono essere indeboliti dato che ciò darebbe legittimità all’impiego di armi chimiche, cosa che certo non andrebbe a vantaggio di chi vuole controllare il mondo. Si descriveranno quindi nel seguito solo le armi delle prime due categorie.
2.1 Le armi a colla
Il “fucile lancia-colla” è in dotazione ad alcuni corpi di polizia metropolitana negli USA ed è stato usato dalle truppe americane durante l’operazione “Restore Hope” in Somalia nel 1995. Si tratta in pratica di un dispositivo ad aria compressa che spruzza fino ad una distanza di qualche decina di metri una colla rapida che, nel giro di alcuni secondi, solidifica bloccando completamente i movimenti di chi ne venga ricoperto. La vittima viene successivamente liberata cospargendola di un opportuno solvente. La colla è permeabile ai gas, anche dopo essere solidificata, sicché chi ne venga colpito può agevolmente continuare a respirare e le autorità militari garantiscono che sia la colla che il suo solvente sono completamente atossici. L’arma è però ingombrante, pesante, difficile da maneggiare e con un numero estremamente limitato di “colpi”. Inoltre, la sua gittata è corta e molto inferiore alla più scadente arma da fuoco della quale possa essere armato l’avversario. In pratica, essa non si è dimostrata di alcuna utilità.
Le “barriere adesive” sono invece costituite da bande di tessuto di fibra di vetro ricoperte di un potente adesivo che polimerizza quasi istantaneamente sotto un carico di qualche decina di kg. Fissate al suolo, bloccano, incollandoli al terreno, sia chi le calpesti a piedi che le ruote di un automezzo che tenti di attraversarle. Esse sono state concepite come alternativa “non letale” ai campi minati ed alle barriere di filo spinato per la difesa di aree delimitate di territorio e sono state usate dalle truppe USA in Somalia. Tuttavia, anch’esse si sono mostrate completamente inefficaci in quanto sono state neutralizzate dalle milizie somale spargendovi sopra sabbia o semplici fogli di giornale.
2.2 Le armi laser
Sono già stati sviluppati laser che possono accecare temporaneamente o permanentemente un uomo. In realtà, qualsiasi laser commerciale di potenza non trascurabile, puntato agli occhi di una persona, produce questo effetto. Un’arma laser è quindi solo un normalissimo laser dotato di una impugnatura capace di permetterne il puntamento verso il nemico. Naturalmente, accecare in modo permanente una persona si deve considerare più inumano che ucciderla e per questo motivo un trattato, firmato anche dagli USA alla fine del 1995, vieta lo sviluppo di armi laser che possano accecare permanentemente una persona. La convenzione non vieta però lo sviluppo di laser che producano un abbagliamento od una cecità temporanea. Il problema consiste nel regolare opportunamente la potenza e la frequenza del fascio, dato che la soglia che separa l’effetto temporaneo da quello permanente non è ben definita e probabilmente varia da persona a persona.
Negli USA è stato sviluppato un laser applicabile sotto la canna della carabina M16, che può emettere un brevissimo impulso di potenza adeguata a provocare l’abbagliamento dell’avversario. Anche questo tipo di arma è stato dato in dotazione al alcuni corpi statunitensi durante le operazioni in Somalia nel 1995, precedentemente alla firma della convenzione contro i laser accecanti. Tuttavia, il comandante dei Marines, per evitare il rischio di essere poi accusato di condotta di guerra inumana, fece regolare la potenza dei laser al minimo, in modo da usarli solo come dispositivo di puntamento per i più convenzionali (e decisamente letali) fucili di precisione.(Pasternak, 1997). Le truppe Russe sono state accusate di aver usato laser accecanti durante le operazioni in Cecenia, ma non è chiaro se invece non si sia trattato di incidenti, più o meno volontari, nell’uso di mirini laser regolati a potenza troppo alta.

3. Le armi non letali sperimentali

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3.1 Armi acustiche
Un fascio di vibrazioni ultrasoniche può trasportare una quantità considerevole di energia che può interagire con vari equilibri biologici del corpo umano. Fasci ultrasonici di opportuna frequenza possono mettere in risonanza gli organi dell’equilibrio, provocando vertigini o nausea, o l’intestino, provocando una incontenibile diarrea.
Un fascio ultrasonico può essere usato anche con il solo scopo di trasportare energia contro un bersaglio: è noto che gli scienziati nazisti avevano costruito un “cannone ultrasonico” in grado di abbattere un aereo. Il dispositivo fu replicato nel 1949 da un tecnico americano, Guy Obolensky, ma il Pentagono, che aveva già sperimentato dispositivi analoghi durante la Guerra, non fu interessato all’arma, in quanto non competitiva rispetto ad un tradizionale cannone antiaereo, più potente e molto meno ingombrante.
La società privata SARA, di Huntington Beach (California) ha invece sviluppato e sperimentato per il DoD statunitense un dispositivo chiamato “barriera ultrasonica” che emette intorno ad un’area localizzata fasci di ultrasuoni che provocano effetti sempre più gravi via via che ci avvicina alle sorgenti d’onda (Pasternak, 1997). La stessa ditta ha dichiarato di stare sviluppando diversi altri tipi di armi acustiche che saranno operativi entro dieci anni.
Ovviamente, la potenza di un’arma ad ultrasuoni, a differenza di quella di un proiettile, decresce con il quadrato della distanza dall’obiettivo ed è quindi inutilizzabile contro un nemico sufficientemente lontano.
3.2 Armi a radiofrequenza
Nel 1987 il Pentagono dichiarò che i sovietici avevano sperimentato un’arma capace di uccidere una capra ad un km di distanza con un fascio di radiazione elettromagnetica a radiofrequenza. Mancano riscontri oggettivi di questa affermazione, ma sicuramente il DoD statunitense stanzia fondi per ricerche in questa direzione dall’inizio degli anni ’60. Una sperimentazione (fallita) per un’arma di questo tipo fu anche svolta in Italia da Marconi per conto del governo fascista.
Recentemente Clay Easterly, un ricercatore della Divisione di Scienze Mediche degli Oak Ridge National Labs, una delle istituzioni di ricerca pubblica statunitense più attiva nella ricerca militare, ha presentato al Corpo dei Marines il progetto di massima un “fucile a radiofrequenza” capace di indurre attacchi di epilessia e di un “fucile termico” capace di indurre, per riscaldamento elettromagnetico, un innalzamento della temperatura corporea del bersaglio di due gradi, producendo effetti analoghi a quelli di una fortissima febbre (Pasternak, 1997).
Lo sviluppo di questo tipo di armi appare però problematico, data la grande potenza dell’emissione elettromagnetica richiesta. Inoltre, la focalizzazione di radiazioni a radiofrequenza richiede intrinsecamente l’uso di antenne di grandi dimensioni e quindi di difficile maneggio e facilmente vulnerabili da parte di colpi di arma da fuoco sparati da distanze molto maggiori di quelle alle quali si può ragionevolmente sperare di ottenere un flusso di energia dall’arma con qualche effetto biologico.
Ad ogni modo, gli studi su questo tipo di armi continuano negli USA, tanto che l’USAF ha stanziato a questo fine 110 milioni di dollari per ricerche su queste armi nel 1996 (Pasternak, 1997).
3.3 Armi a bassa frequenza
Una radiazione elettromagnetica a bassa frequenza può stimolare l’emissione di istamina da parte delle cellule cerebrali e quindi indurre sonnolenza od anche un sonno profondo. E’ noto che studi di un’arma basata su questo effetto furono condotti dal Corpo dei Marines agli inizi degli anni ’80, ma non ne sono noti gli sviluppi.

4. I problemi delle armi da guerra non letali

Come abbiamo visto nell’introduzione, lo sviluppo di armi da guerra non letali sarebbe estremamente conveniente per la nazione che controlla l’attuale situazione mondiale, sicché non vengono risparmiate risorse economiche ed umane per questi progetti. Abbiamo però anche visto come questo obiettivo sia difficile da realizzare.
Le armi sviluppate sino ad ora sono ingombranti, scarsamente maneggevoli, efficaci solo a breve distanza. Inoltre, tutti i progetti che sono attualmente noti hanno prodotto prototipi di armi che non mettono in grado chi le usi di difendersi da un avversario armato di armi da fuoco tradizionali più potenti di una pistola.
Infine, le “armi non letali” possono essere più inumane delle armi convenzionali, esponendo chi le impieghi alla reazione della stessa opinione pubblica del proprio paese. Quindi, come è stato recentemente mostrato da Hertog (1998), che pure è favorevole allo sviluppo di questi strumenti bellici, le armi non letali pongono problemi politici, legali ed etici che debbono essere risolti prima che esse possano essere considerate operative, indipendentemente dalla soluzione dei problemi tecnici tuttora irrisolti.
Esse potranno quindi forse evolversi fino a fornire nuovi dispositivi antitumulto ma, a differenza del caso delle operazioni di ordine pubblico su scala locale, le cosiddette “operazioni di polizia internazionale” debbono affrontare eserciti dotati di armamenti spesso di tutto rispetto (anche se certamente non paragonabili come potenza a quelli che possono mettere in campo gli USA o la NATO), di addestramento a livello altamente professionale, oltre che di una motivazione ovviamente superiore a quello degli aggressori.

5. Le armi di distruzione di massa “convenzionali”

Per quanto abbiamo esposto in precedenza, per ora, e probabilmente per un lunghissimo periodo, le operazioni di polizia internazionale saranno condotte con il tradizionale fine di ogni guerra  : uccidere il maggior numero possibile di “nemici”. Tuttavia, una operazione di “peace keeping”, per poter continuare ad apparire giustificata agli occhi della propria opinione pubblica e rimanere compatibile con i vincoli di bilancio che l’economia moderna impone ad ogni amministrazione pubblica, deve potersi concludere rapidamente con una indiscutibile vittoria, con scarse perdite nelle proprie truppe, e non trasformarsi in una interminabile guerra “a bassa intensità”, come la guerra nel Vietnam. Il problema non è quindi solo quello di uccidere moltissimi (o anche tutti i) soldati dell’esercito nemico: questo era possibile già dagli inizi dell’epoca storica, con una adeguata potenza militare disponibile. Il problema è ora di riuscire a farlo abbastanza in fretta ed economicamente.
E’ quindi necessario colpire lo “stato terrorista” con la massima violenza possibile, con l’obiettivo teorico di infliggere un singolo “primo colpo disarmante”.
A parte la mistificazione delle “armi intelligenti” (Polcaro, 1999), è chiaro che lo strumento tecnicamente più adatto a questo scopo rimane l’uso di un arma nucleare tattica, più o meno della potenza della bomba di Hiroshima (20 kton). Tuttavia, la situazione politica internazionale non permette ancora questa soluzione ottimale del problema del “peace keeping” (Polcaro, 2000).
Tuttavia, alcuni sistemi d’arma “convenzionali”, cioè non compresi nelle categorie delle armi atomiche, biologiche e chimiche, impiegati negli ultimi conflitti (Guerra del Golfo, Somalia, Balcani) hanno capacità letali che dovrebbero, a parere di chi scrive, farli considerare tra le “armi di distruzione di massa”.
Se ne descriveranno nel seguito alcuni tipi già operativi.

Bombe FAE (Fuel – Air Explosive”)
Questo tipo di armamento aereo di caduta si basa sul principio delle “bomba Molotov”: una miscela stechiometrica di combustibile liquido ed aria, innescata in un contenitore ermetico con spessore adeguato, detona con una potenza esplosiva molte volte superiore a quella del tritolo. Questo tipo di esplosivo fu inventato nella Repubblica Federale Tedesca, verso l’inizio degli anni ’70, ed arma bombe da 2 t in dotazione all’USAF. Anche se mancano dati ufficiali precisi, la potenza di questi ordigni si stima in 2 kton, corrispondenti ad una bomba nucleare “da teatro”. Sono state impiegate contro le colonne di blindati irakeni in ritirata dal Kuwait. L’ingombro ne limita l’uso, che è possibile solo con il bombardiere strategico B 52. Data la vulnerabilità del vettore, sono impiegabili solo contro avversari con scarse capacità antiaeree.
Cannoniera volante
Si tratta di un velivolo da trasporto C 130 “Hercules”, modificato aprendo 4 portelli su ciascun lato della fusoliera. Da ognuno di essi, opera un cannoncino “Vulcan” da 30 mm a canne rotanti, con rapidità di tiro di 2000 colpi al minuto. Si stima che, intervenendo da una quota di 500 m su di un assembramento, sia in grado di uccidere 10000 persone in 5 minuti. E’ stato impiegato dall’USAF durante la campagna “Restore Hope” in Somalia nel 1995. Data la bassa velocità, la vulnerabilità e la bassa quota operativa, è impiegabile solo contro avversari completamente privi di copertura antiaerea.
Bombe a grappolo
Si tratta di contenitori da caduta, lanciabili da praticamente tutti i tipi di bombardieri, caccia-bombardieri e velivoli d’assalto. Dopo una breve discesa libera, la caduta del contenitore viene rallentata da un paracadute. A questo punto, il contenitore, al comando di un dispositivo barometrico, si apre, liberando un numero variabile da qualche decina a diverse centinaia di mine di varia potenza e tecnologia, che discendono a loro volta frenate da piccoli paracadute, disseminandosi su di una vasta area. In dotazione alla maggior parte delle aviazioni militari del mondo, ne è documentato l’uso da parte della RAF durante la Guerra delle Malvine del 1982 e di diverse aviazioni di paesi NATO durante la Guerra dei Balcani del 1999. Non vi sono problemi tecnici di tipo particolare al loro impiego. La capacità di distruzione di massa dell’ordigno non deriva dal singolo intervento, ma dal suo uso estensivo che produce ad ogni effetto un risultato analogo a quello delle mine anti-uomo, ormai vietate da una convenzione internazionale, disseminando il territorio nemico di milioni di mine che permangono letali, prevalentemente per la popolazione civile, anche molti anni dopo la fine del conflitto.

Conclusioni

La fine della “Guerra Fredda” e la dissoluzione del Blocco Orientale, al contrario di quanto avevano sperato molti pacifisti, non ha affatto posto termine alla violenza ed alla guerra. Anzi, i milioni di “morti virtuali” dell’epoca dell’equilibrio del terrore tra le due superpotenze sono stati sostituiti dalle centinaia di migliaia di morti reali nelle guerre che si sono verificate nell’ultimo decennio, perché la possibilità concreta di una parte di imporre il proprio dominio economico e politico sull’intero pianeta, anche ricorrendo all’uso della forza, resa prima impossibile dal rischio di una guerra nucleare non poteva e non potrà portare ad un mondo pacifico.
E’ dovere della comunità scientifica e delle persone di cultura contribuire a far divenire coscienza comune l’idea che la pace nasce solo dalla prevenzione dei conflitti, tramite accordi che risultino accettabili ad entrambe le parti, non dalla vittoria di una parte o dal possesso di armi che possano imporre la pace: il sogno di Nobel ed Einstein dell’ “arma che ponga fine alle guerre” si è dimostrato irrealizzabile.

Bibliografia

Hertog M. K., “Nonlethal Weapons and Their Role in Military Police Missions”, http:/www.au.af.mil/au/database/research/ay1996/awc/hertgog_mk.htm, Mar 10, 1998
Pasternak, D., “Wonder Weapons”, U.S. News, July 07, 1997
Polcaro V. F., “L’imbroglio dell’intervento chirurgico”, in F. Marenco (ed.) “Imbrogli di guerra”, Odradek, Pisa, 1999
Polcaro, V. F., “I rischi per la pace derivanti dallo sviluppo di sistemi di difesa antimissile”, memoria presentata al Convegno ” Cultura, Scienza e Informazione di fronte alle nuove guerre”, Politecnico, Torino, 22-23 giugno 2000

Fonte: Atti del Convegno “Scudo spaziale, Industria Bellica, Tecnologie Militari: quale utilità, quali interessi in campo?”
Tenutosi il 24 Settembre 2001 al Politecnico di Torino.
A cura di Massimo Zucchetti (Politecnico di Torino, Comitato Scienziate e Scienziati contro la guerra)

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I brevetti sul controllo mentale

i brevetti sul controllo mentale

Alcuni interessanti brevetti che furono pubblicati con una breve descrizione sul sito End the Lie . Il Sito passa in rassegna su brevetti che riguardano il controllo mentale tutti pubblicati ufficialmente con tanto di descrizione.

6.488.617 (3 dicembre 2002) Metodo e dispositivo per la realizzazione di uno Stimo celebrale desiderato
Abstract : Metodo e dispositivo per la produzione di uno stimolo cerebrale desiderato in un individuo,  il brevetto contiene mezzi per monitorare e analizzare lo stato del cervello mentre un insieme di uno o più magneti producono campi che alterano lo stato normale. Un sistema computazionale altera i vari parametri dei campi magnetici in modo da far collassare il gap (NdP far passare subito nello stato mentale desiderato) facendolo passare allo stimolo celebrale desiderato. Questo processo di feedback funziona continuamente fino a quando il divario è ridotto al minimo e / o rimosso.

6.239.705 (29 maggio 2001) Dispositivo intra-orale  di monitoraggio elettronico
Abstract: Un sistema migliorato, non chirurgico, biocompatibile dispositivo di tracciamento elettronico ha previsto un alloggiamento in cui è posto intraoralmente. L’alloggiamento contiene microcircuiti. Il microcircuiti comprendno un ricevitore, una modalità passiva ad attiva la modalità attivatore, un decodificatore del segnale per determinare correzione posizionale, un trasmettitore, un’antenna e un alimentatore. Alla ricezione di un segnale codificato di attivazione, il segnale di correzione di posizione decodificatore viene richiamato, determinando una correzione di posizione. Il trasmettitore trasmette successivamente attraverso l’antenna un segnale homing per ricevuto da un  localizzatore.

6.091.994 (18 luglio 2000)  Manipolazione pulsative del sistema nervoso
Abstract: Metodo e apparato per manipolare il sistema nervoso impartendo pulsazioni alla pelle del soggetto ad una frequenza che è adatto per lo stato di modifica per una determinata una risonanza sensoriale. Attualmente, due risonanze principali sensoriali sono noti, con frequenze vicine 1/2 Hz e 2,4 Hz.. La risonanza 1/2 Hz sensoriale provoca rilassamento, sonnolenza, , un sorriso tonico, un “nodo” nello stomaco, o eccitazione sessuale, a seconda della frequenza specifica utilizzata. La risonanza 2,4 Hz fa sì che il rallentamento di alcune attività corticali.

6.052.3366 (18 aprile 2000) Apparato e metodo di suono in broadcasting utilizzando ultrasuoni come un vettore
Abstract: Una fonte ultrasuoni trasmette un segnale ultrasonico che è di ampiezza e / o frequenza modulata con un segnale in ingresso le informazioni provenienti da una sorgente di input informazioni. Il segnale modulato, che può essere amplificato, viene poi trasmesso attraverso un proiettore, al che un individuo o gruppo di individui situati nella regione trasmissione e possono rilevare come suono udibile.

5.539.705 (23 luglio 1996) Traduttore vocale ultrasuoni e sistema di comunicazione
Abstract: Un sistema di comunicazione senza fili, non rilevabile con radiofrequenza per convertire segnali audio, compresa la voce umana, in segnali elettronici nella gamma di frequenza ultrasonica, la trasmissione del segnale ultrasonico mediante onde di pressione acustica attraverso un supporto informatico, compresi i gas, liquidi e solidi, e riconversione degli ultrasuoni onde di pressione acustica nel segnale audio originale. Questa invenzione è stata realizzata con il sostegno del governo nell’ambito del contratto DE-ACO5-840R2l400, dal Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti a Martin Marietta Energy Systems, Inc.

5.507.291 (16 aprile 1996) Metodo e una relativa apparecchiatura per la determinazione a distanza di informazioni per rilevare lo stato emotivo delle persone

Abstract: In un metodo per determinare in remoto le informazioni relative allo stato emotivo di una persona, l’energia della forma d’onda avente una frequenza predeterminata e una intensità predeterminata viene generato e trasmesso senza fili verso un soggetto in posizione remota. L’energia della forma d’onda emessa dal soggetto viene rilevato e automaticamente analizzati per ricavare le informazioni relative allo stato emozionale dell’individuo.

5.159.703 (27 ottobre 1992) Sistema silenzioso di controllo subliminale
Abstract: Un sistema di comunicazione silenziosa in cui i vettori nonaural, in posizione molto bassa e ad elevata frequenza audio o nello spettro adiacente della frequenza ultrasonica, sono ampiezza o frequenza modulata con l’intelligenza desiderata e propagata acusticamente o vibrazionalmente, per induzione nel cervello.

5.017.143 (21 maggio 1991) Metodo ed apparecchio per produrre le immagini subliminali
Abstract: Un metodo e un apparecchio per produrre in modo più efficace la comunicazione visiva subliminale. Le immagini grafiche e /o di testo, presentati per la durata di meno di un fotogramma video, organizzati ad intervalli ritmici, gli intervalli ritmici destinati  ad incidere ricettività all’ utente sugli stati d’animo o il comportamento.

4.877.027 (31 ottobre 1989) Sistema acustico con trasmissione a microonde

Abstract: Il suono viene indotto nella testa di una persona irradiando la testa con microonde nell’intervallo 100 megahertz a 10.000 megahertz, che sono modulati con una forma d’onda particolare. La forma d’onda consiste di raffiche modulazione di frequenza. Ogni raffica si compone di 10 a 20 impulsi uniformemente distanziate raggruppati strettamente insieme. La larghezza burst è  tra 500 e 100 microsecondi nanosecondi. Le esplosioni sono la frequenza modulata nell’ingresso audio per creare la sensazione di far  sentire alla persona qualcosa che viene irradiato tramite microonde.

3.951.134 (20 aprile 1976) Apparato e metodo per il monitoraggio remoto e Alterare onde cerebrali
Abstract: Apparato e metodo di rilevamento onde cerebrali in una posizione distante da un soggetto quale segnali elettromagnetici di diverse frequenze vengono simultaneamente trasmessi al cervello del soggetto in cui i segnali interferiscono uno con l’altro per produrre una forma d’onda  modulata per il soggetto dalle onde cerebrali. La forma d’onda di interferenza … viene ritrasmesso dal cervello di un ricevitore in cui è demodulato e amplificato. La forma d’onda demodulata può anche essere utilizzato per produrre un segnale di compensazione che viene trasmesso al cervello per effettuare un cambiamento desiderato di un attività elettrica del cervello del soggetto.

Quanto segue è stato scritto da ex insider della Casa Bianca Fred Burks (tranne che per il brevetto, ovviamente),

Il brevetto di seguito descrive la tecnologia utilizzata per la modifica del comportamento attraverso la TV, monitor di computer, video, DVD e programmazione. Se si dispone di un background scientifico, vi invito a leggere per intero il brevetto descritto in 16 pagine per vedere l’elevato livello di sofisticazione elabora. La manipolazione non avviene attraverso l’inserimento di singoli frames o anomalie, come è stato fatto in passato, ma piuttosto dalla modulazione del segnale di alimentazione. 

Nota: per l’US Patent and Trademark Office pagina brevetto ricerca, vedi questo link . Oppure clicca qui per andare direttamente al brevetto # 6.506.148. Come il brevetto completo  di 16 pagine, solo estratti principali sono stati inseriti.

United States Patent 6506148
Loos, 14 gennaio 2003
Sistema di manipolazione nervoso da campi elettromagnetici dai monitor

Effetti fisiologici sono stati osservati in un soggetto umano in risposta alla stimolazione della pelle con deboli campi elettromagnetici che sono pulsate con determinate frequenze vicine a 1/2 Hz o 2,4 Hz, tale da eccitare una risonanza sensoriale. Molti monitor TV e tubi, quando si visualizzano immagini pulsati, emettono campi elettromagnetici pulsati di ampiezza sufficiente per causare tale eccitazione. E’ quindi possibile manipolare il sistema nervoso di un soggetto facendo pulsare immagini visualizzate su un monitor di computer vicino o televisore. Per questi ultimi, la pulsazione immagine può essere inserita nel materiale di programma, o può essere sovrapposto modulando un flusso video, sia come un segnale RF o come segnale video. L’immagine visualizzata sul monitor di un computer può essere pulsata efficacemente da un semplice programma. Per i monitor alcuni campi elettromagnetici pulsati in grado di eccitare risonanze sensoriali nei soggetti vicini può essere generata anche se le immagini visualizzate sono impulsi con intensità subliminale.

Inventori: Loos; Hendricus G. (3019 Via Cresta, Laguna Beach, CA 92651)
Appl. Codice: 872528
Archiviato: 1 Giugno 2001

SINTESI

Computer monitor e monitor TV può essere fatto per emettere deboli bassa frequenza campi elettromagnetici semplicemente facendo pulsare l’intensità delle immagini visualizzate. Esperimenti hanno dimostrato che la risonanza 1/2 Hz sensoriali possono essere eccitati in questo modo in un soggetto vicino al monitor. La risonanza 2,4 Hz sensoriale può anche essere eccitato in questo modo. Quindi, un monitor TV o monitor del computer può essere utilizzato per manipolare il sistema nervoso di persone vicine.

Le implementazioni dell’invenzione sono adattati alla sorgente del flusso video che guida il monitor, sia esso un programma per computer, una trasmissione televisiva, una videocassetta o un disco video digitale (DVD).

Di un monitor, gli impulsi immagine può essere prodotta da un programma per computer. La frequenza degli impulsi può essere controllata attraverso l’ingresso tastiera, in modo che il soggetto può sintonizzarsi ad una frequenza di risonanza sensoriale individuale. L’ampiezza di impulso può essere controllato anche in questo modo. Un programma scritto in Visual Basic (R) è particolarmente adatto per l’utilizzo su computer che eseguono Windows 95 (R) o Windows 98 (R) Â La struttura di tale programma è descritto nel brevetto. Produzione di impulsi periodici richiede una procedura accurata temporizzazione. Tale procedura è costruita dalla funzione GetTimeCount disponibile Application Program Interface (API) del sistema operativo Windows, insieme ad una procedura di estrapolazione che migliora l’accuratezza di temporizzazione.

La Variabilità di un  impulso può essere introdotta attraverso il software, allo scopo di contrastare assuefazione del sistema nervoso alla stimolazione di campo, o quando la frequenza di risonanza esatta non è nota. La variabilità può essere una pseudo-casuale variazioni entro uno stretto intervallo, oppure può assumere la forma di una frequenza o ampiezza scansione in tempo. La variabilità di impulsi può essere usata per tenere sotto controllo il soggetto.

Il programma che causa un’immagine pulsante può essere eseguito su un computer remoto che è connesso al computer dell’utente da un legame, la seconda parte può appartenere ad una rete, che può essere la Internet.

Per un monitor TV, il pulsare dell’immagine possono essere inerenti il flusso video che scorre dalla sorgente video, oppure la corrente può essere modulata in modo da sovrapporre le pulsazioni. Nel primo caso, una trasmissione diretta TV possono essere disposti ad avere la funzione inserita semplicemente leggermente pulsare l’illuminazione della scena che viene trasmessa. Questo metodo può naturalmente essere utilizzato anche nella realizzazione di pellicole e nastri di registrazione video e DVD.

Le videocassette possono essere modificati in modo da sovrapporre le pulsazioni per mezzo di hardware modulare. Un modulatore semplice in cui il segnale di luminanza del video composito è pulsata senza influenzare il segnale normale. Lo stesso effetto può essere introdotto alla fine consumatore, modulando il flusso video che viene prodotto dalla sorgente video. Un DVD può essere modificato tramite software, introducendo impulsi come variazioni dei segnali RGB digitali. Impulsi di intensità delle immagini possono essere sovrapposti l’uscita analogica componenti video di un lettore DVD modulando la componente di luminanza del segnale. Prima di entrare nel televisore, un segnale televisivo modulato può essere tale da provocare pulsante della intensità di immagine mediante una linea di ritardo variabile che è collegato ad un generatore di impulsi.

Alcuni monitor possono emettere impulsi di campo elettromagnetico che eccitano una risonanza sensoriale in un soggetto vicino, tramite impulsi di immagine che sono così deboli da essere subliminali .

FONTE : http://prigioniero.tumblr.com/post/41067834004/i-brevetti-sul-controllo-mentale