Violenza sulle donne, online o offline non fa differenza.I dani sono gli stessi,lo dice l’ONU.

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Un nuovo report punta i riflettori sulle molestie cibernetiche che prendono di mira le donne. In Europa il 18% di loro ha subito serie forme di maltrattamento su Internet fin dall’adolescenza

di ROSITA RIJTANO

CHE SIA ONLINE oppure offline, poco importa, si tratta sempre di violenza: imbarazza, fa male, e a volte distrugge. Un fenomeno che nel mondo riguarda ben una donna su tre. Lo mette in evidenza un duro report redatto grazie alla collaborazione tra UN Women, un’entità dell’Organizzazione delle Nazioni Unite che promuovel’uguaglianza di genere, e la Broadband Commission for Digital Development, nata nel maggio del 2010 per iniziativa dell’Unesco e dell’Unione internazionale delle comunicazioni (ITU). “A world-wide wake up call” è il titolo. Un invito all’azione, più che una semplice analisi, dove si chiede ai governi di tutto il mondo maggiore impegno riguardo a un problema destinato a crescere in modo esponenziale. Con l’obiettivo di garantire alle signore del web più sicurezza.

http://www.repubblica.it/tecnologia/2015/09/27/foto/donne_e_violenza_online_sei_casi_di_cronaca-123780089/1/?ref=nrct-1#1

Sono nove milioni le europee vittime di violenza online. Grazie alla rapida diffusione degli smartphone e quindi dell’accesso a Internet, infatti, aumenta anche il numero di persone coinvolte. E il momento di agire è ora, prima che sia troppo tardi. Perché, puntualizzano gli autori dello studio, se da un lato questi strumenti sono degli “ottimi mezzi di emancipazione e conoscenza”; dall’altro vengono pure usati “come armi per danneggiare donne e ragazze”. Da insulti sessisti diffusi attraverso i social network, difficili da cancellare, ai messaggi ricattatori, passando per il revenge porn: il catalogo delle violazioni possibili è sterminato. Basta scorrere i dati per comprendere la portata del fenomeno. Le quote rosa connesse corrono il rischio di essere molestate online 27 volte di più dei maschi. E il 73% di loro ha già subito un attacco cibernetico. A finire di più nel mirino sono ragazze che hanno un’età compresa tra i 18 e i 24 anni. Un’idea di come potrebbe essere la situazione in futuro la dà il numero che riguarda i 28 paesi dell’Unione Europea, dove ben il 18% di donne è stata vittima di gravi forme di violenza online da quando aveva solo 15 anni. Questo vuol dire nove milioni in tutto.
L’INCHIESTA: DONNE E TECNOLOGIA, DIVORZIO ALL’ITALIANA

Un problema che riguarda tutti. Ma gli abusi rimangono imprigionati tra le mura digitali? La risposta è no. Chi fa esperienza di bullismo cibernetico riporta nella vita reale conseguenze sia sul piano emotivo sia finanziario, a causa del costo di eventuali processi legali e dei mancati stipendi pagati dovuti all’assenza dal lavoro. Non solo. “Violenza online e offline si alimentano a vicenda”, si legge ancora nel documento Onu, “l’abuso può rimanere confinato dentro al network o essere integrato con molestie fuori da Internet, incluso vandalismo, telefonate e assalti fisici”. Perciò il “tocco” cibernetico è dannoso “al pari di quello fisico”. Con la diretta conseguenza che anche la percezione che le donne hanno della Rete cambia. E che potrebbero scegliere di rimanerne volontariamente fuori. Un’autoesclusione dagli effetti notevoli. “Se la donna è tormentata potrebbe decidere di non voler avere nulla a che fare con la tecnologia”, ha spiegato Phumzile Mlambo-Ngcuk, direttrice esecutiva di UN Women. “Ed essere disconnessi nel ventunesimo secolo, è come aver distrutto il proprio diritto alla libertà, al lavoro, a incontrare persone, a imparare, e a esprimersi liberamente”. Un problema cui devono prestare attenzione sia i governi, adottando politiche ad hoc, sia i grandi colossi digitali. Non a caso nelle 70 pagine dello studio viene chiamato in causa direttamente Mark Zuckerberg, bacchettato per i tempi lunghi che passano tra la segnalazione degli abusi e l’effettiva reazione da parte dello staff del suo social network. Per non parlare di Twitter che per stessa ammissione dell’ex Ceo Dick Costolo fatica a fronteggiare i troll. Gli esempi da fare, però, sarebbero tanti, persino troppi. Un’azione sembra, quindi, necessaria – conclude l’Onu – anche per abbattere ogni barriera che ostacola la piena inclusione digitale. Perché il digital divide che vede quattro miliardi di persone ancora tagliate fuori dal mondo connesso, lo dimostrano i dati, pesa soprattutto sulle donne.

“La tecnologia è uno straordinario alleato di tutti: uomini e donne”, commenta Roberta Cocco, manager di Microsoft e ideatrice di Nuvola Rosa, iniziativa volta a promuovere l’hi-tech in rosa. “E ho trovato molto interessante questo rapporto sul cyberbullismo che guarda al digitale come a una forma di inclusione sociale. Per contrastare il rischio di violenze online e offline a carico delle donne, occorre lavorare sempre più con forza per diffondere le competenze tecnologiche necessarie alla comprensione dei meccanismi dei nuovi media. E promuovere la conoscenza delle migliori strategie per proteggere la propria privacy”.

FONTE : http://www.repubblica.it/tecnologia/2015/09/29/news/violenza_sulle_donne_online_o_offline_non_fa_differenza_i_danni_sono_gli_stessi_lo_dice_l_onu-123779460/#gallery-slider=123780074

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Italia sotto controllo totale NATO

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L’Italia è sotto il controllo totale della NATO. A dimostrarlo sono le numerosissime basi militari americane sparse per il Paese, la trasformazione della Sicilia in un centro tecnologico di droni, aeroporti adibiti a massicce esercitazioni internazionali, sistemi di guerra probabilmente pericolosi per la salute come il Muos.

Ora, come può l’Italia avere una politica estera indipendente se è totalmente militarizzata dalla NATO? I media questa domanda non se la pongono, del resto le basi militari americane sono praticamente un tabù sulla stampa italiana.

I cittadini però potranno pur sapere quello che avviene sul loro territorio? Nel frattempo si avvicina la più grande esercitazione NATO dai tempi della guerra fredda, la “Trident Juncture 2105”, ospitata anche dal Belpaese. L’importante è essere consapevoli del ruolo fondamentale che ha l’Italia nei giochi di guerra firmati NATO. C’è però chi lancia l’allarme e dice “no” alla guerra e alla Nato come Padre Alex Zanotelli, che ha gentilmente rilasciato un’intervista in merito a Sputnik Italia.— Padre Alex, qual è il suo punto di vista sulle esercitazioni NATO “Trident Juncture 2015” che si svolgeranno in Italia quest’autunno?

Padre Alex Zanotelli
Padre Alex Zanotelli

— Siamo davanti alla più grande esercitazione militare mai fatta dopo il crollo del muro di Berlino. Le esercitazioni si svolgeranno dal 3 ottobre fino al 6 novembre con la partecipazione dei rappresentanti di tutte le fabbriche di armi. Parliamo di una cosa imponente che esprime la militarizzazione di questo nostro sistema economico e finanziario. Il comando centrale sarà proprio Napoli, a Lago Patria. Ecco perché noi a Napoli ci stiamo mobilitando per una manifestazione nazionale del 24 ottobre nel cuore di queste esercitazioni.

Vogliamo lanciare un grido di allarme, perché vediamo un mondo che sta andando a rotoli, ma non ci accorgiamo che dietro tutto questo c’è la guerra. Noi diciamo “no” al militarismo, che si esprime con la NATO, la quale di tutte le spese di armi al mondo spende il 70%.

— Oltre alle imminenti esercitazioni, l’Italia è già piena di basi militari americane, ha il Muos in Sicilia. Possiamo dire che l’Italia è già un teatro di guerra ed è sempre più sotto il controllo NATO?   

— Sì, è sotto il totale controllo NATO. Io ho citato Napoli prima perché sarà il quartier generale delle esercitazioni, ma la Sicilia è fondamentale. Sigonella sarà la capitale mondiale dei droni. Niscemi è stata scelta come quarta capitale delle comunicazioni militari. L’Italia gioca un ruolo fondamentale in tutto questo, che purtroppo la gente non sa.

— Non tutti sanno che sul territorio italiano ci sono anche 80 bombe atomiche. Secondo lei, Padre Alex, perché la stampa parla così poco di quello che avviene nelle basi militari americane?

— È chiaro che la stampa è in mano al potere economico e finanziario. Per questo la gente non sa queste cose, i telegiornali e la stampa non ne parlano. Questo è gravissimo, parliamo di una grande ignoranza voluta della gente. Se la gente sapesse, si ribellerebbe a questo assurdo sistema nel quale viviamo.

— Per questa militarizzazione americana, l’Italia potrebbe non essere libera anche da un punto di vista politico?

— La nostra politica estera non esiste, la nostra politica estera la fa la NATO. Lo abbiamo visto quando siamo andati in guerra con la NATO in Afghanistan, in Libia. È importante iniziare a capire che l’Italia non è un Paese libero, siamo parte integrante di questo impero mondiale che è protetto da armi superpotenti.

— Padre Alex, che messaggio vorrebbe lanciare all’opinione pubblica? Qual è il suo auspicio?

— Prima di tutto dobbiamo ripensare a livello politico la nostra presenza nella NATO, dobbiamo uscirne fuori. Da questo punto di vista mi sento in compagnia con gli unici due che della democrazia cristiana nel ’48 votarono contro la presenza nella NATO. Uno di loro due si è ritirato dalla politica ed è diventato un monaco. Era molto arrabbiato, perché capiva che non poteva farci niente, parlo di Giuseppe Dossetti, un grande, l’anima della Costituzione italiana. Lui ha votato contro la presenza nella NATO, votò contro il proprio partito.

Oggi il mio appello è prima di tutto alle istituzioni. Dobbiamo uscire dalla NATO se vogliamo un minimo di libertà per fare noi una nostra politica.

Secondo: vorrei fare una domanda alla politica. Quando ero direttore di “Nigrizia” sono stato tartassato per aver sollevato il problema delle armi, perché sapevo che una somma di soldi andava ai partiti che erano allora al governo. Ho scritto un’altra lettera recentemente: voglio sapere quanti soldi oggi vanno ai partiti che sono al governo sulle tangenti d’armi. Sono questioni fondamentali, se la gente sapesse queste cose, comincerebbe a reagire in un’altra maniera. Purtroppo la gente non sa.

Il mio terzo appello è alla gente. Dobbiamo rafforzare il movimento per la pace, noi siamo frantumati, dobbiamo sentirci invece un’unica realtà, dalla Sicilia al Trentino. Dobbiamo creare una cittadinanza attiva, capace di dire “no” con chiarezza a questo sistema economico militarizzato che sta in piedi per la super potenza delle nostre armi.

FONTE : http://it.sputniknews.com/italia/20150916/1167336.html#ixzz3ps7x0rZM

messa al bando x le armi cd.non letali, invece anche mortali, di tortura-controllo mentale

La Associazione Vittime armi elettroniche-mentali fondata da Maurizio Bassetti  e Paolo Dorigo nel 2005, dal 2009 ACOFOINMENEF, Associazione contro ogni forma di controllo mentale e neurofisiologico, combatte da10 anni nel quasi totale silenzio, una gravissima battaglia. Sul piano internazionale ACOFOINMENEF sostiene ed aderisce alla rete mondiale delle vittime di queste armi, che i carabinieri (generale Castello) definiscono “non letali” e non “vietabili”, si tratta negli ultimi anni della rete che organizza le COVERT HARASSMENT CONFERENCE (2014 Bruxelles e 2015 Berlino).

In Italia il Presidente della Repubblica nel 2005 ha invitato Paolo Dorigo a rivolgersi al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Nel 2010 Paolo Dorigo ha denunciato questo Dipartimento.

In Italia oltre 450 persone subiscono questi trattamenti e hanno contattato e/o partecipato alla Associazione. Tra queste, alcune sono state uccise “indirettamente”, come Maurizio Bassetti , morto di tumore ai polmoni (non fumatore, non viveva con fumatori, non lavorava in fabbrica, non aveva mai guidato un’auto, era sempre stato un impiegato e poi l’Economo denunciatore a Montecitorio nel 1992), o come Paolo Sacchetto , editore di Lanusei BL, della rivista GOLA e di molte altre pubblicazioni.

MALATEMPORA ha pubblicato La tortura nel bel paese nel 2006 e 2008. Chissà come, ma MALATEMPORA non esiste più.

Vogliamo la messa al bando di queste armi e strumenti, vogliamo l’estensione della legge contro la tortura ad ogni trattamento inumano e degradante anche di tipo mentale, vogliamo l’abolizione dei TSO che sono usati in gran numero contro chi denuncia questi trattamenti, vogliamo che le Procure della Repubblica debbano rispondere della loro posizione di protezione di queste violenze ed omicidi bianchi.

Vogliamo un Paese in cui chi utilizza queste armi sia passibile di reato come se avesse sparato con un mitra contro una persona.

LETTERA A
ONU – UE – GOVERNI PAESI “DEMOCRATICI”
VOLANTINO PRESENTATO ALLA CONFERENZA DI BERLINO “COVERT HARASSMENT CONFERENCE” OTTOBRE 2015

Le “fasulle” torri cellulari fanno parte della Network Smart per il controllo mentale

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The “Phony” Cell Towers Are Part of the Smart Grid Mind Control Network
5 settembre 2014

by Dave Hodges

Traduzione alla cura di Lorella Binaghi

Le “fasulle” torri cellulari fanno parte della Network Smart per il controllo mentale

http://www.thecommonsenseshow.com/2014/09/05/the-phony-cell-towers-are-part-of-the-smart-grid-mind-control-network/

Quali sono le “false” torri di telefonia cellulare delle quali parliamo? Sono quelle che hanno lo scopo di “rubare” i dati provenienti dai dispositivi elettronici di persone ignare? La risposta a questa domanda potrebbe sorprendervi.

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Un recente rapporto di Paul Watson, raccontato nel video di seguito elencato, ritrae esattamente il 50% sul funzionamento operativo di quel che attualmente sono denominate “torri cellulari fasulle”. Watson è veritiero poiché queste ” fasulle torri per la telefonia” stanno effettivamente rubando i dati dai dispositivi elettronici.

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SRB (Stazione Radio Base) a Gazzada (VA)

Tuttavia la dichiarazione di Watson dimostrante che le torri non siano state basate per telefonia cellulare rappresentano solo la metà del quadro. Un altro fatto è che queste torri sono parte di un apparato di controllo mentale. Ecco un estratto del brevetto in questione.

United States Patent – 4,858,612

Stocklin – August 22, 1989

Hearing device (apparecchio per ascoltare).

Introduzione

Vengono mostrati e descritti un metodo ed un apparato per la simulazione auditiva nei mammiferi con l’introduzione di una pluralità di microonde nella regione della corteccia uditiva. Un microfono viene utilizzato per trasformare i segnali audio in segnali elettrici che sono a loro volta analizzati ed elaborati per fornire controlli generando una pluralità di segnali a microonde alle frequenze diverse. Le microonde a multifrequenza vengono poi applicate al cervello nella regione della corteccia uditiva. Con questo metodo i suoni rappresentativi percepiti dal mammifero sono come il suono originale ricevuto al microfono.

Inventors:         Stocklin; Philip L. (Satellite Beach, FL)

Family ID:        24247585

Appl. No.:       06/562,742

Filed:    December 19, 1983

Nel brevetto l’uso della frase “… è mostrata l’introduzione di una pluralità di microonde nella regione della corteccia uditiva … Le microonde in multi frequenze vengono poi applicate al cervello nella regione della corteccia uditiva. Con questo metodo i suoni rappresentativi percepiti dal mammifero sono come il suono originale ricevuto al microfono”. In altre parole, questo è un brevetto per quel che viene spesso definita come tecnologia per la “voce craniale”. Ciò significa che i pensieri (cioè parole) nella tua testa potrebbero non essere le tue. Questo brevetto dimostra chiaramente che la tecnologia esiste per controllare i vostri pensieri da più di 35 anni.

Oggi, i vostri contatori intelligenti, elettrodomestici intelligenti e le reti wi-fi in casa hanno tutte quella capacità. In effetti, una delle mie fonti militari, una volta l’ha associato con il progetto denominato “Owning the Weather 2025″ (“Possedere il Tempo 2025”), dicendomi che qualsiasi dispositivo in grado di ricevere o inviare un segnale elettrico rende vulnerabile gli stati mentali attraverso la manipolazione psicotronica della mente. Le false torri peri i telefoni cellulari recentemente esposte sono solo una parte di un sistema di rete intelligente complessiva escogitata, in parte, per effettuare il controllo della mente. Le mie fonti militari mi dicono che questo sistema è parte di ciò che è popolarmente conosciuta come “Smart Grid”. Le varie Smart Grids essendo tutte collegate in quella che viene chiamata “Land Area Network” (area di rete al suolo). Le mie fonti mi dicono che anche il controllo della mente è solo una funzione di questa rete e che attualmente vi è uno sforzo in corso per integrare i vari terreni delle aree reticolate in vari continenti (per esempio Nord America ed Europa). Il sistema, una volta completamente integrato comprenderà l’assistenza sanitaria e l’utilizzo globale di energia. Il controllo mentale è un sottoprodotto di questa tecnologia.

La tecnologia funziona su due livelli. In primo luogo, le parole esterne che possono manifestare pensieri integrati, possono anche artificialmente ed elettronicamente essere collocate all’interno del tuo capo. In secondo luogo, il vostro funzionamento emotivo generale e l’immediata percezione emotiva possono notevolmente essere modificati attraverso l’applicazione delle frequenze “mirate” progettate per manipolare e produrre uno stato emotivo. La genesi di questa tecnologia è iniziata con un neurologo spagnolo oltre 50 anni fa.

L’alba del controllo mentale
Nel 1960, il neurologo spagnolo, Jose Delgado è stato coinvolto in una corrida notevole. Senza alcuna formazione sulla vera corrida entrando coraggiosamente nel ring con un toro molto pericoloso e mortale. Tuttavia, Delgado aveva un’arma segreta. In precedenza aveva impiantato un elettrodo radio-attrezzato nel sistema limbico del toro (cioè il centro emozionale del cervello) chiamato “stimoceiver.” Delgado successivamente ha dimostrato che poteva manipolare la mente e il corpo di un organismo attraverso una tecnologia per il controllo remoto (bio telemetria). Così, quando il toro caricava, un segnale elettrico invasivo penetrava il suo sistema limbico e il toro tranquillamente interruppe l’attacco a metà carica.
Delgado scoprì che stimolando diverse regioni del sistema limbico, che controlla le emozioni, avrebbe anche potuto indurre la paura, la rabbia e una varietà di altre emozioni, che erano in grado di manipolare il tipo e l’intensità delle reazioni emotive. In tale modo Delgado ha scoperto l’arte del controllo mentale.
Il curioso lavoro di Delgado gli procurò un invito ad insegnare come docente ospite presso importanti università quali Harvard e Yale. Nel 1968, Delgado andò a lavorare presso lo Stanford Research Institute (SRI) dove però gran parte della sua linea di ricerca si raffredda. Ora sappiamo che SRI era una copertura della CIA connessa agli esperimenti del MK/Ultra. Nel 1974, Delgado improvvisamente tornò in Spagna e più tardi divenne un oppositore del controllo mentale e del suo potenziale danno e abuso delle società totalitarie. Forse, non accettò la fine del popolo americano prevista dalla CIA.

In gatti, scimmie, tori e anche esseri umani Delgado ha dimostrato più volte che poteva controllarne le emozioni e, in definitiva il comportamento. In un esperimento, Delgado ha stimolato il lobo temporale di una donna ventunenne epilettica mentre stava tranquillamente giocando con una chitarra; in risposta, lei si arrabbiò e fracassò la sua chitarra contro un muro, mancando di poco la testa di un ricercatore. Forse la scoperta più promettente medicalmente fu che la stimolazione di una regione limbica chiamata setto poteva innescare euforia, abbastanza forte in alcuni casi per contrastare la depressione e anche il dolore fisico.

Più tardi Delgado fu in grado d’influenzare l’ipotalamo di un gatto e di indurre la rabbia incontrollabile nell’animale. Tenete a mente che questa tecnologia ha giù più di 60 anni. Si può solo immaginare quanto questa tecnologia si sia aggiornata da quel periodo.

La famosa corrida di Delgado e il gatto arrabbiato sono raffigurati nel seguente video.

CIA Funded Mind Control Experiments – Bull & Cat Tests by Dr Delgado in the 1960s

https://www.youtube.com/watch?v=Ni2FFSAhTcA

La lezione è chiara, i chip incorporati possono rendere persone normali in assassini folli e si possono trasformare degli assassini folli in esseri passivi. È interessante notare che il più famoso laureato del programma MK Ultra era “Unabomber”, Ted Kaczynski.

Il sistema di controllo per la consegna Mente: Progetto HAARP

(The Mind Control Delivery System: Project HAARP)

La principale minaccia per l’umanità risiede nel fatto che esista la tecnologia per controllare tutti i comportamenti umani in una sola volta. Una persona ragionevole certamente chiederebbe “come è possibile?” Per rispondere a questa domanda, mi riferisco ai lettori del sito di Nick Begich in cui si descrive come massa di segnali elettrici possano da una serie di sistemi per antenne rimbalzino sulla ionosfera in un fascio stretto coprente un’area geografica specifica e definita, oppure come i segnali elettrici possano essere riflessi a terra con una vasta applicazione del fascio in cui milioni potrebbero venire influenzati tramite un segnale elettrico destinato a cambiare il comportamento umano. Sappiamo che questa tecnologia è progetto HAARP.

Negli Stati Uniti il Brevetto 5,159,703, Lowery, October 27, 1992, Silent Subliminal Presentation System, Inventore: Lowery, Oliver M. Appl. No. 458339 Archiviato il 28 dicembre 1989, discute la tecnologia alle microonde necessaria per il controllo mentale. In questo brevetto, si assiste al passaggio dal controllo mentale di certi individui che potrebbero essere stati programmati, già abbastanza spaventoso, alla testimonianza su intere popolazioni controllate. Il brevetto discute la possibilità di impatto su milioni d’individui alla volta. L’effetto della tecnologia è migliorato nettamente quando vi è un trasduttore nel corpo come un microchip.

La tecnologia s’è pubblicamente avanzata al punto dove delle memorie possono essere impiantate attraverso l’uso di dispositivi specializzati “USB” inseriti direttamente nelle regioni del cervello responsabile di alcune memorie. L’implicazione è sensazionale. Non solo i pensieri possono essere impiantati all’esterno nel vostro cervello senza il vostro consenso ma ora esiste anche la tecnologia per impiantare falsi ricordi.

Clip – Silent Sound Explained Pt 2: Pre-Recorded Brainwaves Instead of Hypnotist & via Satellite

Il controllo mentale è stato diffuso nella nostra società per diversi decenni. Ecco un elenco di 23 tecnologie per il controllo mentale emesse dall’US Patent Office dal 1950.

Clip –  23 Mind Control US Patents 1956- 2003

Il centro di ricerca DARPA sta ora sviluppando un “sistema a circuito chiuso impiantabile” che può aiutare a ripristinare la memoria. In termini semplificati, l’agenzia sta creando una chiavetta USB per il cervello. La grande domanda senza risposta è chi controllerà i ricordi impiantati sulla memoria della chiavetta USB?

Clip – DARPA creating USB memory stick for human brain

Conclusione

Potenzialmente una sottomissione con un’invasione di un esercito permanente negli Stati Uniti, o l’occupazione da parte di truppe straniere e la piena attuazione della legge marziale, non può mai essere sufficiente per controllare le persone. Se la tecnologia per il controllo mentale attualmente disponibile sarà permessa per essere pienamente integrata nei sistemi emergenti delle Smart Grid e della comunicazione, allora potrà compiersi un controllo completo sulla popolazione. Nemmeno George Orwell avrebbe potuto immaginare un tale scenario da incubo.

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Approfondimenti

Fake mobile phone towers sucking in data across US

http://www.siliconrepublic.com/enterprise/item/38205-fake-mobile-phone-towers-su

Secure phones find 17 cell towers of unknown origin

http://www.itworld.com/article/2694152/mobile/secure-phones-find-17-cell-towers-of-unknown-origin.html

FONTE : http://www.cieliparalleli.com/Scienza-e-Tecnologia/le-qfasulleq-torri-cellulari-fanno-parte-della-network-smart-per-il-controllo-mentale.html

LE MIE MOLESTIE ELETTRONICHE, ABUSI E SPERIMENTAZIONE

Sono Elena di Firenze, sono vittima dI gang stalking e molestie elettroniche con armi ad energia diretta, da molto tempo, ma in una maniera bestiale e atroce, da vedere la morte con gli occhi. Iniziò nel 2007, come conseguenza ad un diverbio con la condomine di origine russa che abita nell’appartamento di sopra. In Italia il 25% dei casi di stalking rappresentano lo  “stalking condominiale”,è ciò che ho letto nel sito della polizia. Segue la procedura internazionale, vado alla Polizia nel febbraio 2011, dove sparisce la mia denuncia e la chiavetta con le prove, dopo un mese mi chiama una psichiatra, che cerca di costruirmi un profilo schizofrenico, della sua terapia ho preso una sola pasticca, mi sono resa conto subito che si trattava di una ridicola messinscena . Ho saputo all’estero del mio nuovo profilo montato dalla Polizia italiana  “devo andare immediatamente dal dottore”, anche questa , una procedura internazionale…

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Ora io dico — VERGOGNA AI MILITARI E AI POLIZIOTTI COINVOLTI NELLA TORTURA, SIETE DIVENTATI BESTIE, ANDATE A CURARVI, AVETE PERSO IL SENNO !!

Quando ho visto veicoli utilitari militari correre dopo di me, ho pensato che  doveva esserci un terrorista  vicino a me, che centro io? ! io sono una pensionata insegnante di matematica al liceo, in Romania. Mi interessa viaggiare con pocchi soldi, niente altro.

Cattura di schermata (14)

I miei video sono modificati, alcuni anche dall’ inizio, mentre salvo il titolo, la miniattura, salvare dura ore e ore, una volta sono stata dall’undici di sera fini alle 4 di mattina, e la procedura non era ancora finita, sono in network con i perpetratori;in tutto questo tempo i video sono stati anche criptati .

Ho radunato in un video 50 fotografie, tratte dai video da me effettuati, foto-document che dimostrano l’esistenza e l’effetto delle armi ad energia diretta sul mio corpo, in casa e nella strada. Buona visione: https://youtu.be/qGCx_5haJhU ELENA BROBONEA TI, ebrobonea@gmail.com

L’immagine è più forte della parola, il solo modo per far conoscere al mondo queste atrocità commesse in questa era è far vedere !

Raccogliate prove: fare ogni sforzo per raccogliere la più possibile quantità di prove di molestie elettroniche!

Smile, you are being watched!

Souriez, vous etes espionnés!
Sorridi, sei spiato!
Espionnés, fara z!
Elena

ARMI NON LETALI ED ARMI DI DISTRUZIONE DI MASSA “CONVENZIONALI”: la guerra nell’era della “globalizzazione”

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V.F. Polcaro
Senior Scientist
CNR-IAS
Area di Ricerca Roma-Tor Vergata
e-mail: polcaro@saturn.ias.rm.cnr.it

Premessa

    Questo lavoro è stato scritto un anno fa, in occasione del Convegno “Cultura, Scienza e Informazione di fronte alle nuove guerre” del Comitato Scienziate e Scienziati contro la guerra, tenutosi al Politecnico di Torino nel giugno 2000, i cui atti sono reperibili nel libro: M. Zucchetti (a cura di), “Contro le nuove guerre”, Odradek, 2000.
Dopo quella data, sono stati resi disponibili nuovi dati in aggiunta a quelli sui quali era basato l’articolo.
Per quanto riguarda le armi non letali, il bilancio degli Stati Uniti stanzia cifre considerevoli per il loro sviluppo, mentre alcuni modelli derivati dai prototipi descritti in questo lavoro sono ormai considerati operativi (in particolare per quanto riguarda i sistemi di barriere antiuomo a radiazione elettromagnetica ed ultrasonica).
Per quanto riguarda quelle che ho chiamato “armi di distruzione di massa convenzionali”, purtroppo tutte quelle descritte nel testo sono state impiegate nella recente guerra afgana dalle truppe USA e, per quel che riguarda le “bombe a grappolo” anche inglesi.
Se ne conoscono quindi ora maggiori dettagli ed in particolare: La “Cannoniera volante” descritta nel testo si e’ evoluta nell’ AC 130 U “Spooky”. Il nuovo modello, impiegato nella seconda fase del conflitto, si differenzia dal precedente nell’armamento, che ora e’ costituito da un cannone da 25 mm a canne rotanti, da un cannone da 40 mm anticarro e da un obice da 105 mm, tutti montati sul lato sinistro, in modo da poter tenere sotto il proprio fuoco un punto fisso sul terreno, mentre l’aereo gli gira intorno. E’ stata inoltre potenziata l’avionica e le contromisure per poter sostenere anche una certa, limitata, azione antiaerea ostile.
Nel conflitto afgano sono anche state usate almeno due bombe FAE, ora designate dalla sigla BLU-82 e dal nome in codice “Dasy cutter” (“Tagliamargherite”). Dell’ordigno sono state rilasciate alcune fotografie ed anche un breve filmato, che la vede sganciata da un C 130 (non dai B 52), e fatta discendere con un paracadute, in modo da non coinvolgere nell’esplosione (che avviene a circa 1 m da terra) l’aereo che la sgancia e di dare il tempo all’esplosivo liquido di mescolarsi con l’aria. I dati sulla sua potenza sono ancora abbastanza contradditori e sulla natura dell’esplosivo e’ stata riferita una composizione piuttosto incredibile (nitrato di ammonio, alluminio, idrogeno e ossigeno).
Fino a prova contraria, riteniamo quindi ancora validi i dati riportati in questo lavoro.

Riassunto

A partire dall’inizio degli anni ’90, lo scenario politico mondiale si e’ notevolmente modificato. In particolare, l’unica superpotenza sopravvissuta alla “guerra fredda” si e’ trovata nella necessita’ di disporre, oltre al suo arsenale militare prevalentemente concepito per combattere una guerra nucleare totale o guerre locali tradizionali, di armi che rendano possibile il controllo di territori spesso molto vasti ed abitati da una popolazione fortemente ostile e anche molto numerosa, ma male armata.
La risposta a questa esigenza e’ stato lo sviluppo di due categorie di armi che sono sempre esistite ma che hanno trovato nelle moderne tecnologie e nell’attuale situazione politica mezzi e ragioni di uno sviluppo impensabile sino a pochi anni fa: le “armi non letali” e le “armi di distruzione di massa convenzionali”.
Vengono descritte, con il particolare riferimento alle guerre in Iraq, Somalia e Yugoslavia, le principali tipologie, le modalità e gli scopi, tattici e strategici, dell’impiego di queste armi.

Le armi non letali nel nuovo quadro politico

Da sempre, non tutte le armi, definite come oggetti atti a produrre un danno fisico ad un avversario, sono state progettate per uccidere. Infatti, la morte del nemico non è mai stata considerata in tutte le occasioni l’unica o la migliore conclusione di uno scontro.
Il laccio, le “bolas”, la rete, la frusta e lo stesso bastone sono armi non letali (o almeno non necessariamente letali) di origine antichissima e di uso assai frequente in tutte le culture, nelle condizioni più svariate nelle quali si è preferito fermare o disabilitare, piuttosto che uccidere, il nemico.
La necessità di armi non letali, delle quali dotare i corpi incaricati dell’ordine pubblico, si è fatta sentire maggiormente con lo svilupparsi della lotta di classe e quindi con il verificarsi di condizioni economiche e storiche nelle quali era da un lato necessario, per il potere costituito, fronteggiare masse umane ostili e notevolmente organizzate ma disarmate od armate di strumenti rudimentali mentre dall’altro era politicamente poco conveniente ed economicamente controproducente trasformare inevitabilmente gli scontri di piazza in massacri.
Nascono così tra la fine del XIX e quella del XX secolo lo sfollagente, l’idrante antisommossa, i gas lacrimogeni, le pallottole di gomma, il pungolo elettrico, il Myotron (dispositivo elettrico a contatto in grado di paralizzare la muscolatura striata, in dotazione alla Polizia di Stato dell’Arizona) come armi non letali d’attacco e tutta la panoplia di armi di difesa delle quali è ormai dotato qualsiasi corpo di polizia del mondo, indipendentemente dal maggiore o minore grado di democraticità del potere statale che difende.
Tuttavia, la guerra, intesa come scontro armato tra nazioni diverse, è rimasta sempre legata al principio che vince la nazione che è in grado di uccidere il maggior numero possibile di nemici, sicché l’armamento militare, dalle armi individuali a quelle di distruzione di massa, è stato, fino a pochissimo tempo fa, finalizzato sostanzialmente solo al massimo possibile di letalità.
L’attuale quadro politico ed economico si presenta però sotto molti aspetti inedito: per la prima volta nella storia moderna, il mondo è sostanzialmente dominato da un’unica nazione alla quale non se ne contrappone alcuna capace di presentarsi come un avversario in grado di “vincere”, almeno sotto il profilo strettamente militare e nel senso prima enunciato. Inoltre, l’economia mondiale è così strettamente collegata che appare difficile identificare regioni del pianeta nelle quali sia possibile produrre danni materiali che non si ripercuotano, più o meno direttamente, anche sull’economia della nazione dominante o su quella di nazioni ad essa strettamente collegate.
D’altro canto, questa situazione non si traduce certamente in migliori condizioni di vita per tutta la popolazione mondiale, ma anzi popolazioni sempre più numerose sono espropriate delle proprie risorse e del proprio lavoro in favore della potenza dominante e di coloro che ad essa si sono aggregati. Inevitabilmente quindi alcune nazioni tentano ed ancor più tenteranno in futuro di opporsi a questo “nuovo ordine mondiale”, anche con l’uso della forza. Tuttavia la repressione di questa opposizione, proprio per la sproporzione della potenza militare delle parti che si affrontano, non può configurarsi come una “guerra”, ma viene oggettivamente a configurarsi come una “operazione di polizia internazionale”, non dissimile concettualmente dall’intervento delle forze dell’ordine di una nazione contro una manifestazione di piazza che non si riesce a controllare pacificamente. E, come in questo caso, sarebbe ovviamente conveniente se si riuscisse a neutralizzare l’avversario senza ridurre lo scontro ad un massacro.
In queste condizioni, è naturale che negli USA si siano sviluppate e si stiano ulteriormente sviluppando, i più disparati tipi di armi da guerra non letali.

2. Le armi da guerra non letali operative.

Attualmente, solo due categorie di armi da guerra non letali sono in una fase operativa: le armi a colla e le armi laser. Ad esse devono naturalmente essere aggiunti svariati tipi di gas ed aerosol disabilitanti, che agiscono in base a diversi tipi di principi chimici e biologici e che sono ormai noti da decenni. Tuttavia, l’uso operativo di quest’ultima classe di aggressivi è drasticamente limitato dai trattati internazionali, che difficilmente possono essere indeboliti dato che ciò darebbe legittimità all’impiego di armi chimiche, cosa che certo non andrebbe a vantaggio di chi vuole controllare il mondo. Si descriveranno quindi nel seguito solo le armi delle prime due categorie.
2.1 Le armi a colla
Il “fucile lancia-colla” è in dotazione ad alcuni corpi di polizia metropolitana negli USA ed è stato usato dalle truppe americane durante l’operazione “Restore Hope” in Somalia nel 1995. Si tratta in pratica di un dispositivo ad aria compressa che spruzza fino ad una distanza di qualche decina di metri una colla rapida che, nel giro di alcuni secondi, solidifica bloccando completamente i movimenti di chi ne venga ricoperto. La vittima viene successivamente liberata cospargendola di un opportuno solvente. La colla è permeabile ai gas, anche dopo essere solidificata, sicché chi ne venga colpito può agevolmente continuare a respirare e le autorità militari garantiscono che sia la colla che il suo solvente sono completamente atossici. L’arma è però ingombrante, pesante, difficile da maneggiare e con un numero estremamente limitato di “colpi”. Inoltre, la sua gittata è corta e molto inferiore alla più scadente arma da fuoco della quale possa essere armato l’avversario. In pratica, essa non si è dimostrata di alcuna utilità.
Le “barriere adesive” sono invece costituite da bande di tessuto di fibra di vetro ricoperte di un potente adesivo che polimerizza quasi istantaneamente sotto un carico di qualche decina di kg. Fissate al suolo, bloccano, incollandoli al terreno, sia chi le calpesti a piedi che le ruote di un automezzo che tenti di attraversarle. Esse sono state concepite come alternativa “non letale” ai campi minati ed alle barriere di filo spinato per la difesa di aree delimitate di territorio e sono state usate dalle truppe USA in Somalia. Tuttavia, anch’esse si sono mostrate completamente inefficaci in quanto sono state neutralizzate dalle milizie somale spargendovi sopra sabbia o semplici fogli di giornale.
2.2 Le armi laser
Sono già stati sviluppati laser che possono accecare temporaneamente o permanentemente un uomo. In realtà, qualsiasi laser commerciale di potenza non trascurabile, puntato agli occhi di una persona, produce questo effetto. Un’arma laser è quindi solo un normalissimo laser dotato di una impugnatura capace di permetterne il puntamento verso il nemico. Naturalmente, accecare in modo permanente una persona si deve considerare più inumano che ucciderla e per questo motivo un trattato, firmato anche dagli USA alla fine del 1995, vieta lo sviluppo di armi laser che possano accecare permanentemente una persona. La convenzione non vieta però lo sviluppo di laser che producano un abbagliamento od una cecità temporanea. Il problema consiste nel regolare opportunamente la potenza e la frequenza del fascio, dato che la soglia che separa l’effetto temporaneo da quello permanente non è ben definita e probabilmente varia da persona a persona.
Negli USA è stato sviluppato un laser applicabile sotto la canna della carabina M16, che può emettere un brevissimo impulso di potenza adeguata a provocare l’abbagliamento dell’avversario. Anche questo tipo di arma è stato dato in dotazione al alcuni corpi statunitensi durante le operazioni in Somalia nel 1995, precedentemente alla firma della convenzione contro i laser accecanti. Tuttavia, il comandante dei Marines, per evitare il rischio di essere poi accusato di condotta di guerra inumana, fece regolare la potenza dei laser al minimo, in modo da usarli solo come dispositivo di puntamento per i più convenzionali (e decisamente letali) fucili di precisione.(Pasternak, 1997). Le truppe Russe sono state accusate di aver usato laser accecanti durante le operazioni in Cecenia, ma non è chiaro se invece non si sia trattato di incidenti, più o meno volontari, nell’uso di mirini laser regolati a potenza troppo alta.

3. Le armi non letali sperimentali

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3.1 Armi acustiche
Un fascio di vibrazioni ultrasoniche può trasportare una quantità considerevole di energia che può interagire con vari equilibri biologici del corpo umano. Fasci ultrasonici di opportuna frequenza possono mettere in risonanza gli organi dell’equilibrio, provocando vertigini o nausea, o l’intestino, provocando una incontenibile diarrea.
Un fascio ultrasonico può essere usato anche con il solo scopo di trasportare energia contro un bersaglio: è noto che gli scienziati nazisti avevano costruito un “cannone ultrasonico” in grado di abbattere un aereo. Il dispositivo fu replicato nel 1949 da un tecnico americano, Guy Obolensky, ma il Pentagono, che aveva già sperimentato dispositivi analoghi durante la Guerra, non fu interessato all’arma, in quanto non competitiva rispetto ad un tradizionale cannone antiaereo, più potente e molto meno ingombrante.
La società privata SARA, di Huntington Beach (California) ha invece sviluppato e sperimentato per il DoD statunitense un dispositivo chiamato “barriera ultrasonica” che emette intorno ad un’area localizzata fasci di ultrasuoni che provocano effetti sempre più gravi via via che ci avvicina alle sorgenti d’onda (Pasternak, 1997). La stessa ditta ha dichiarato di stare sviluppando diversi altri tipi di armi acustiche che saranno operativi entro dieci anni.
Ovviamente, la potenza di un’arma ad ultrasuoni, a differenza di quella di un proiettile, decresce con il quadrato della distanza dall’obiettivo ed è quindi inutilizzabile contro un nemico sufficientemente lontano.
3.2 Armi a radiofrequenza
Nel 1987 il Pentagono dichiarò che i sovietici avevano sperimentato un’arma capace di uccidere una capra ad un km di distanza con un fascio di radiazione elettromagnetica a radiofrequenza. Mancano riscontri oggettivi di questa affermazione, ma sicuramente il DoD statunitense stanzia fondi per ricerche in questa direzione dall’inizio degli anni ’60. Una sperimentazione (fallita) per un’arma di questo tipo fu anche svolta in Italia da Marconi per conto del governo fascista.
Recentemente Clay Easterly, un ricercatore della Divisione di Scienze Mediche degli Oak Ridge National Labs, una delle istituzioni di ricerca pubblica statunitense più attiva nella ricerca militare, ha presentato al Corpo dei Marines il progetto di massima un “fucile a radiofrequenza” capace di indurre attacchi di epilessia e di un “fucile termico” capace di indurre, per riscaldamento elettromagnetico, un innalzamento della temperatura corporea del bersaglio di due gradi, producendo effetti analoghi a quelli di una fortissima febbre (Pasternak, 1997).
Lo sviluppo di questo tipo di armi appare però problematico, data la grande potenza dell’emissione elettromagnetica richiesta. Inoltre, la focalizzazione di radiazioni a radiofrequenza richiede intrinsecamente l’uso di antenne di grandi dimensioni e quindi di difficile maneggio e facilmente vulnerabili da parte di colpi di arma da fuoco sparati da distanze molto maggiori di quelle alle quali si può ragionevolmente sperare di ottenere un flusso di energia dall’arma con qualche effetto biologico.
Ad ogni modo, gli studi su questo tipo di armi continuano negli USA, tanto che l’USAF ha stanziato a questo fine 110 milioni di dollari per ricerche su queste armi nel 1996 (Pasternak, 1997).
3.3 Armi a bassa frequenza
Una radiazione elettromagnetica a bassa frequenza può stimolare l’emissione di istamina da parte delle cellule cerebrali e quindi indurre sonnolenza od anche un sonno profondo. E’ noto che studi di un’arma basata su questo effetto furono condotti dal Corpo dei Marines agli inizi degli anni ’80, ma non ne sono noti gli sviluppi.

4. I problemi delle armi da guerra non letali

Come abbiamo visto nell’introduzione, lo sviluppo di armi da guerra non letali sarebbe estremamente conveniente per la nazione che controlla l’attuale situazione mondiale, sicché non vengono risparmiate risorse economiche ed umane per questi progetti. Abbiamo però anche visto come questo obiettivo sia difficile da realizzare.
Le armi sviluppate sino ad ora sono ingombranti, scarsamente maneggevoli, efficaci solo a breve distanza. Inoltre, tutti i progetti che sono attualmente noti hanno prodotto prototipi di armi che non mettono in grado chi le usi di difendersi da un avversario armato di armi da fuoco tradizionali più potenti di una pistola.
Infine, le “armi non letali” possono essere più inumane delle armi convenzionali, esponendo chi le impieghi alla reazione della stessa opinione pubblica del proprio paese. Quindi, come è stato recentemente mostrato da Hertog (1998), che pure è favorevole allo sviluppo di questi strumenti bellici, le armi non letali pongono problemi politici, legali ed etici che debbono essere risolti prima che esse possano essere considerate operative, indipendentemente dalla soluzione dei problemi tecnici tuttora irrisolti.
Esse potranno quindi forse evolversi fino a fornire nuovi dispositivi antitumulto ma, a differenza del caso delle operazioni di ordine pubblico su scala locale, le cosiddette “operazioni di polizia internazionale” debbono affrontare eserciti dotati di armamenti spesso di tutto rispetto (anche se certamente non paragonabili come potenza a quelli che possono mettere in campo gli USA o la NATO), di addestramento a livello altamente professionale, oltre che di una motivazione ovviamente superiore a quello degli aggressori.

5. Le armi di distruzione di massa “convenzionali”

Per quanto abbiamo esposto in precedenza, per ora, e probabilmente per un lunghissimo periodo, le operazioni di polizia internazionale saranno condotte con il tradizionale fine di ogni guerra  : uccidere il maggior numero possibile di “nemici”. Tuttavia, una operazione di “peace keeping”, per poter continuare ad apparire giustificata agli occhi della propria opinione pubblica e rimanere compatibile con i vincoli di bilancio che l’economia moderna impone ad ogni amministrazione pubblica, deve potersi concludere rapidamente con una indiscutibile vittoria, con scarse perdite nelle proprie truppe, e non trasformarsi in una interminabile guerra “a bassa intensità”, come la guerra nel Vietnam. Il problema non è quindi solo quello di uccidere moltissimi (o anche tutti i) soldati dell’esercito nemico: questo era possibile già dagli inizi dell’epoca storica, con una adeguata potenza militare disponibile. Il problema è ora di riuscire a farlo abbastanza in fretta ed economicamente.
E’ quindi necessario colpire lo “stato terrorista” con la massima violenza possibile, con l’obiettivo teorico di infliggere un singolo “primo colpo disarmante”.
A parte la mistificazione delle “armi intelligenti” (Polcaro, 1999), è chiaro che lo strumento tecnicamente più adatto a questo scopo rimane l’uso di un arma nucleare tattica, più o meno della potenza della bomba di Hiroshima (20 kton). Tuttavia, la situazione politica internazionale non permette ancora questa soluzione ottimale del problema del “peace keeping” (Polcaro, 2000).
Tuttavia, alcuni sistemi d’arma “convenzionali”, cioè non compresi nelle categorie delle armi atomiche, biologiche e chimiche, impiegati negli ultimi conflitti (Guerra del Golfo, Somalia, Balcani) hanno capacità letali che dovrebbero, a parere di chi scrive, farli considerare tra le “armi di distruzione di massa”.
Se ne descriveranno nel seguito alcuni tipi già operativi.

Bombe FAE (Fuel – Air Explosive”)
Questo tipo di armamento aereo di caduta si basa sul principio delle “bomba Molotov”: una miscela stechiometrica di combustibile liquido ed aria, innescata in un contenitore ermetico con spessore adeguato, detona con una potenza esplosiva molte volte superiore a quella del tritolo. Questo tipo di esplosivo fu inventato nella Repubblica Federale Tedesca, verso l’inizio degli anni ’70, ed arma bombe da 2 t in dotazione all’USAF. Anche se mancano dati ufficiali precisi, la potenza di questi ordigni si stima in 2 kton, corrispondenti ad una bomba nucleare “da teatro”. Sono state impiegate contro le colonne di blindati irakeni in ritirata dal Kuwait. L’ingombro ne limita l’uso, che è possibile solo con il bombardiere strategico B 52. Data la vulnerabilità del vettore, sono impiegabili solo contro avversari con scarse capacità antiaeree.
Cannoniera volante
Si tratta di un velivolo da trasporto C 130 “Hercules”, modificato aprendo 4 portelli su ciascun lato della fusoliera. Da ognuno di essi, opera un cannoncino “Vulcan” da 30 mm a canne rotanti, con rapidità di tiro di 2000 colpi al minuto. Si stima che, intervenendo da una quota di 500 m su di un assembramento, sia in grado di uccidere 10000 persone in 5 minuti. E’ stato impiegato dall’USAF durante la campagna “Restore Hope” in Somalia nel 1995. Data la bassa velocità, la vulnerabilità e la bassa quota operativa, è impiegabile solo contro avversari completamente privi di copertura antiaerea.
Bombe a grappolo
Si tratta di contenitori da caduta, lanciabili da praticamente tutti i tipi di bombardieri, caccia-bombardieri e velivoli d’assalto. Dopo una breve discesa libera, la caduta del contenitore viene rallentata da un paracadute. A questo punto, il contenitore, al comando di un dispositivo barometrico, si apre, liberando un numero variabile da qualche decina a diverse centinaia di mine di varia potenza e tecnologia, che discendono a loro volta frenate da piccoli paracadute, disseminandosi su di una vasta area. In dotazione alla maggior parte delle aviazioni militari del mondo, ne è documentato l’uso da parte della RAF durante la Guerra delle Malvine del 1982 e di diverse aviazioni di paesi NATO durante la Guerra dei Balcani del 1999. Non vi sono problemi tecnici di tipo particolare al loro impiego. La capacità di distruzione di massa dell’ordigno non deriva dal singolo intervento, ma dal suo uso estensivo che produce ad ogni effetto un risultato analogo a quello delle mine anti-uomo, ormai vietate da una convenzione internazionale, disseminando il territorio nemico di milioni di mine che permangono letali, prevalentemente per la popolazione civile, anche molti anni dopo la fine del conflitto.

Conclusioni

La fine della “Guerra Fredda” e la dissoluzione del Blocco Orientale, al contrario di quanto avevano sperato molti pacifisti, non ha affatto posto termine alla violenza ed alla guerra. Anzi, i milioni di “morti virtuali” dell’epoca dell’equilibrio del terrore tra le due superpotenze sono stati sostituiti dalle centinaia di migliaia di morti reali nelle guerre che si sono verificate nell’ultimo decennio, perché la possibilità concreta di una parte di imporre il proprio dominio economico e politico sull’intero pianeta, anche ricorrendo all’uso della forza, resa prima impossibile dal rischio di una guerra nucleare non poteva e non potrà portare ad un mondo pacifico.
E’ dovere della comunità scientifica e delle persone di cultura contribuire a far divenire coscienza comune l’idea che la pace nasce solo dalla prevenzione dei conflitti, tramite accordi che risultino accettabili ad entrambe le parti, non dalla vittoria di una parte o dal possesso di armi che possano imporre la pace: il sogno di Nobel ed Einstein dell’ “arma che ponga fine alle guerre” si è dimostrato irrealizzabile.

Bibliografia

Hertog M. K., “Nonlethal Weapons and Their Role in Military Police Missions”, http:/www.au.af.mil/au/database/research/ay1996/awc/hertgog_mk.htm, Mar 10, 1998
Pasternak, D., “Wonder Weapons”, U.S. News, July 07, 1997
Polcaro V. F., “L’imbroglio dell’intervento chirurgico”, in F. Marenco (ed.) “Imbrogli di guerra”, Odradek, Pisa, 1999
Polcaro, V. F., “I rischi per la pace derivanti dallo sviluppo di sistemi di difesa antimissile”, memoria presentata al Convegno ” Cultura, Scienza e Informazione di fronte alle nuove guerre”, Politecnico, Torino, 22-23 giugno 2000

Fonte: Atti del Convegno “Scudo spaziale, Industria Bellica, Tecnologie Militari: quale utilità, quali interessi in campo?”
Tenutosi il 24 Settembre 2001 al Politecnico di Torino.
A cura di Massimo Zucchetti (Politecnico di Torino, Comitato Scienziate e Scienziati contro la guerra)

USO DELLE ARMI A MICROONDE CONTRO LA POPOLAZIONE

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Scienziati trovano legami tra i telefono cellulari, Wi-Fi e il cancro. Inciampi o dimentichi spesso le cose? I cellulari ed internet provocano disordini cerebrali.Se pensate che i vari tablet non possano emettere tante radiazioni, vi sbagliate!

La radiazione wireless è stata messa in relazione con l’autismo, la leucemia, il cancro e l’Alzheimer, si perchè secondo alcuni ricercaori, la radiazione emessa da queste apparecchiature, altera il DNA,  indebolendo la barriera protettiva del cervello e rilasciando i radicali liberi altamente reattivi e nocivi.

Da un’intervista al Dott. Martin Blank, Professore di Chimica Fisica dell’Università della Columbia:
Sono qui per dirvi che abbiamo creato qualcosa che ci sta pregiudicando, e che è fuori controllo. Parlando chiaramente, i telefoni cellulari, i tablet, Wi-Fi… , stanno danneggiando le cellule vive dei nostri corpi ed uccidendo prematuramente molti di noi. Un esempio è che in questo momento molti di noi hanno nelle nostre tasche un telefono cellulare.

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Uno studio dimostra che, essendosi esteso tanto ampiamente l’uso del cellulare, l’incidenza del cancro mortale al cervello nelle persone più giovani si è più che triplicato. Stiamo mettendo antenne cellulari in edifici residenziali, e nei tetti degli ospedali, dove le persone stanno cercando di curarsi.  Contatori Wi-Fi e torri di telefonia cellulare, stanno coprendo i nostri quartieri con radiazioni elettromagnetiche.
Per molti biologi è chiaro che questo può avere a che fare con l’aumento del tasso di cancro.  Le future generazioni, i nostri figli, sono in pericolo. I fatti relativi ai danni biologici sono ignorati e come risultato, i limiti dei range di sicurezza sono troppo alti.  L’OMS, Organizzazione Mondiale della Salute e gli altri organismi internazionali che dovrebbero far rispettare le norme,  non stanno agendo per proteggere la salute ed il benessere dei cittadini.  Le norme internazionali d’esposizione ai campi elettromagnetici devono rinforzarsi, ed imporre le regole, tali da far comprendere la realtà del loro impatto sui nostri corpi, ovvero, il danno biologico, in particolare sul nostro DNA.”

Controllo mentale governativo

A che serve realmente una Torre GWEN? GWEN sta per Ground Wave Emergency Network, ovvero Rete di Emergenza per le Onde di Superficie. L’utilizzo del potenziale di frequenze sintonizzate, e in particolare delle onde di frequenza molto bassa, sembra che stimolino (elettronicamente) aree del cervello e alterare lo stato d’animo e tutto questo è stato documentato per decenni nella ricerca scientifica. Si dice inoltre che siano state utilizzate delle microonde nelle guerre nascoste, che utilizzavano tecnologie dei Black Project, e questo è avvenuto sin dagli inizi della Guerra Fredda.

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Da un intervista fatta al Dott. Barrie Trower, Fisico britannico esperto in armi a microonde, emergono conferme a dir poco sconvolgenti, di seguito vi riporto una sua intervista:
“Ho una lista di circa 25 o 30 frequenze che possono indurre circa, fino a 50 malattie fisiologiche e neurologiche. Il problema che abbiamo oggi giorno è che la maggior parte dei paesi occidentali, sotto la direzione del governo USA, sono stati avvertiti di non dire la verità alla popolazione e così, ciò che abbiamo adesso è un treno impazzito.

Questo proviene dal Centro Tecnologie per le Armi di Superficie del Pentagono: ‘Possiamo cambiare il comportamento delle cellule, tessuti e di tutto l’organismo.’ Cioè, qualsiasi parte del corpo. ‘Possiamo avere un indice di mortalità fetale 6 volte più alto, produrre difetti congeniti ed indurre tumori maligni nelle cellule umane.’

Barrie-Trower

Addirittura adesso TETRA (Terrestrial Tunked Radio, sistema mobile digitale radio di frequenza molto bassa utilizzato dalle agenzie governative, servizi d’emergenza ed esercito) è diventato un esperimento. E’ stato iniziato a viva forza dal governo USA ed inglese. L’obiettivo è vendere TETRA a tanti paesi europei in qualsiasi modo possibile, però si tratta di un esperimento.
Tutti i politici, i pompieri ed i lavoratori delle ambulanze fanno parte dell’esperimento però non gli è mai stato detto nulla al riguardo. Si sa che la frequenza del polso che produce un flusso di uscita del calcio, cioè, la frequenza del polso colpisce la forma in cui il nostro cervello funziona, colpisce ogni organo del corpo e può generare tumori. I poliziotti diventeranno di mal umore, aggressivi e violenti. Ci saranno più casi di cancro tra i poliziotti e l’indice delle malattie aumenterà. Quello che questa industria è capace di fare adesso è qualcosa di spettacolare e possono sempre ascoltare ciò che sta dicendo ogni persona, anche se il telefono è spento.

Sanno esattamente dove si trova ogni persona, ciò che dice, con chi sta…tutto. Siamo davanti ad una guerra biologica e di microonde, possono farci ammalare, possono convertirci nei loro bersagli. Non solo possono produrre suoni nelle nostre orecchie, ma possono mettere delle parole nelle nostre orecchie e farci ascoltare voci reali.
Loro sanno di noi, voglio dire che se hanno ascoltato le nostre conversazioni per anni, sanno in chi abbiamo fiducia e in chi crediamo, allora possono fare si che ‘la voce’ inizi a dirci ciò che dobbiamo fare, anche commettere un crimine, uccidere qualcuno.

Questo è ciò che succede nel corpo. I nostri organi hanno le loro proprie frequenze di risonanza che possono essere controllate.
Tutto il nostro corpo pulsa e fluttua alla sua propria velocità. Con HAARP si possono emettere microonde e qualsiasi luogo del mondo, si possono dirigere verso case e verso interi paesi.
Così ora siamo arrivati ad una fase in cui possiamo letteralmente distruggere il pianeta.
Uno scienziato mi ha chiesto di vederci e mi ha detto: ‘ho un problema davvero grave, Barrie. Ho appena fatto un esperimento per il governo.

Mi hanno chiesto di comprovare gli effetti sul cuore e sul cervello dell’onda di frequenza TETRA’.
E lui mi ha chiesto: ‘Quanto tempo ti ci vorrebbe per fare questo esperimento?’
Gli ho risposto: ’10 anni’.
Mi ha detto: ‘Sai quanto tempo mi hanno dato per questo? In un’ora ho finito entrambi ed ho avuto tempo per un caffè’.
Ovviamente, il risultato è stato negativo, era sicuro, e a tutte queste persone gli hanno detto che lo scienziato più famoso del paese aveva comprovato che era sicuro.  E mi ha detto: ‘So che produce il cancro. Cosa posso fare? Se dico una parola, perderò il mio posto di lavoro e non potrò mai averne un altro’.

Dr.George CarloQuesto è un esempio. Un altro è quello del Dr.George Carlo, dottore Epidemologo e investigatore medico. Ha fatto un esperimento per l’industria durato 10 anni e ha scoperto che le microonde producono il cancro.
Gli hanno detto: ‘Non lo pubblichiamo’, e lui gli ha risposto: ‘Dovete pubblicarlo perchè è necessario che le persone lo sappiano’.
E gli dissero: ‘No, abbiamo deciso di non pubblicarlo’. Lui ha continuato e lo ha pubblicato lo stesso. Ha perso il suo lavoro, la sua ricerca e gli hanno bruciato casa sua. Questo ci da un esempio di ciò che l’industria è capace di fare.
Tutto il sistema di comunicazione potrebbe essere sicuro. Ci sono molti modi per impedire che le microonde producano frequenze di risonanza che danneggino l’intero corpo, però questo costerebbe denaro e non darebbe benefici, quindi non lo faranno”.
Non sembra tutto ancora una volta da fantascienza o cospirazione?  Senza rendercene conto, siamo esposti a frequenze invisibili e nocive con le quali ci manipolano e ci fanno ammalare intenzionalmente, ed i colpiti li chiamano ‘ipocondriaci’ .Non sarebbe urgente mettere in discussione la nostra fiducia cieca nell’industria senza scrupoli, nei politici corrotti e nella scienza ufficiale che lavora al loro servizio?

di Sergio Tracchi

FONTE : http://www.segnidalcielo.it/uso-delle-armi-a-microonde-contro-la-popolazione/

Come hanno sostituito elettori consapevoli con tanti maniaci sessuali invasati

ComeHannoSostituitoElettoriConsapevoliManiaciSessuali

di M.Blondet

La libera e gioiosa conquista del sesso senza tabù è una delle promesse – ed uno dei condizionamenti – di quello che è stato definito “il capitalismo della seduzione”. Così un marxista pensante, Michel Clouscard, ridefinì negli anni ’80 quel che noi chiamiamo “consumismo”.

Nel nuovo capitalismo, innescato in Europa dal Piano Marshall, Clouscard vide un metodo (americano) di “dressage” del cittadino fatto apposta per preservare in lui, da adulto, la funzione di consumo propria dell’età infantile. si tratta (scrisse, usando termini psicanalitici) di mantenere il “principio di piacere” a detrimento del “principio di realtà”. Attraverso una ‘educazione’ sempre più ludica, il cittadino europeo adulto e responsabile del passato (troppo frugale e risparmiatore, per il marketing) viene mutato nell’essere “emancipato” in cui il desiderio di consumare è diventato potente come un bisogno. La promessa, l’incitamento che viene da tutti i megafoni controllati (tv, pubblicità, Hollywood) è: “Minimo sforzo per il massimo del piacere. Divertirsi nell’istante presente, senza passato né futuro. Un’industria della voluttà al servizio dei nostri desideri. Beninteso: desideri condizionati, predeterminati. Desideri che l’industria del superfluo s’è preparata a soddisfare.

Prima c’erano “famiglie e lavoratori” che richiedevano beni di sussistenza e strumentali per migliorare la vita quotidiana delle famiglie in quanto famiglie, dei lavoratori in quanto lavoratori. Ma ciò non bastava più al capitalismo sovra-produttore: bisognava gabellare a milioni oggetti futili, perituri, ricreativi (marchi, griffes, mode in rapido deperimento, oggetti di culto). Tutto “un gigantesco apparato di incitamenti estetici, economici, politici” incitanti alla “liberazione e al “godimento”, attraverso l’acquisto di oggetti “mitici” che ti segnalano come uno che “è”, che esiste.

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Naturalmente, per riuscire, il gioco doveva togliere alla gente l‘essere: il fondamento intimo di certezze e di valori, di storia comune e personale, di educazione al carattere, su cui fondava la propria dignità profonda. Tolto questo, si possono offrire agli individui svuotati i “godimenti epidermici”, gli “orgasmi corrotti” che sono anestetici per attutire la mancanza del fondamento, sordo dolore affondato nell’anima. “Il capitalismo ha fabbricato veleni per meglio vendere i suoi rimedi” illusori. Del resto, adulti con “io” da adolescenti sono anche “elettori dalle ambizioni servili, schiavi che si credono liberi, resistenti collaborazionisti”, disertori dalla cittadinanza politica con le sue responsabilità: l’ideale, per i padroni. Il capitalismo ha inventato la società libidinale che ci cresce attorno, e infatti i “diritti” che chiediamo sono “diritto al piacere”, mentre ci tolgono quelli politici e del lavoro.

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Leggi tutto l’articolo: “La felicità sessuale non esiste“.

FONTE : http://www.byoblu.com/post/minipost/come-hanno-sostituito-elettori-consapevoli-con-tanti-maniaci-sessuali-invasati

Armi psicotroniche installate sui mezzi di polizia. E le parabole sempre più presenti sui tetti delle nostre città hanno lo stesso scopo?

Disquisendo

Ecco la soluzione di politici e governanti per arginare e sconfiggere le manifestazioni di massa. Armi psicotroniche. Parabole installate sui mezzi militari e di polizia per diperdere i manifestanti. A Baltimora, nel Maryland, USA, dopo diversi giorni di manifestazioni e guerriglia, ecco che oltre ai mezzi militari da guerra hanno fatto la loro apparizione mezzi militari e di polizia con installate parabole.

https://disquisendo.wordpress.com/2015/04/30/baltimora-maryland-dopo-ennesimo-omicidio-per-mano-della-polizia-assetto-da-guerra/

http://www.whatdoesitmean.com/index1865.htm

Baltimora sonic wave

Ecco altre immagini relative a queste armi in mano alle forze di polizia americane

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Nelle immagini che seguono si vedono cittadini vicini ad un mega-camion della polizia americana, con parola installata sul tetto, tapparsi le orecchie

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E son convinto che tutte quelle parabole, più o meno grandi, installate nei pressi di ripetitori di cellulari, antenne televisive e altro, influenzino le nostre menti. Trovo analogie con le parabole installate sui mezzi militari o di polizia riportate di sopra. Negli ultimi anni sono spuntate come funghi nei tetti…

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COVERT HARASSMENT CONFERENCE 2014 BRUSSELS, 20 NOVEMBRE- INTERVENTO DI PAOLO DORIGO – MICROCHIP E TORTURA IN ITALIA

http://covertharassmentconference.com/home http://www.associazionevittimearmielettroniche-mentali.org/ABSTRACT-COVERT.HARASSMENT.pdf COVERT HARASSMENT CONFERENCE – BRUSSELS – 2014, NOVEMBER, 20th Intervento di Paolo Dorigo per ACOFOINMENEF (ex AVae-m) Breve sintesi del caso della tortura tecnologica su Paolo Dorigo e della nascita e sviluppo della AVae-m fondata con Maurizio Bassetti e attuale situazione della Associazione. In Italia, la riflessione che portiamo a questa conferenza non vuole soffermarsi sulle caratteristiche dei metodi utilizzati, controllo mentale con impianti sottocutanei, manipolazione mentale onirica, manipolazione mentale massiva, manipolazione mentale tramite trasmissioni televisive e telefoniche e la pubblicità, quindi, attacchi elettromagnetici a microonde finalizzati all’uccisione delle persone, od alla loro neutralizzazione sociale, e strutture che agiscono di concerto per tacere e coprire questi sistemi di morte. Vogliamo soffermarci sui moventi SOCIALI di questi trattamenti “inumani e degradanti”, parliamo del fatto che non è una nuova legge quello che manca, manca invece la VOLONTA’ di perseguire questo crimine sociale ed istituzionale che è la tortura tecnologica in Italia. Lo faremo parlando dell’origine dei trattamenti, da dove iniziano, come, chi copre il tutto. Giungeremo brevemente e sinteticamente ad ipotizzare una terribile realtà: in Italia tutti sanno, e tacciono. Questo è un sistema tecnologico di controllo e di repressione del popolo. (Proiezione e spiegazione Tabella Statistica per regioni in Italia e Tabella Moventi del Crimine della tortura tecnologica)

Tabella 1

ACOFOINMENEF – statistica Casi e contatti per regione mercoledì 19 novembre 2014  WWW.ASSOCIAZIONEVITTIMEARMIELETTRONICHE-MENTALI.ORG

LISTA DEL NUMERO DI VITTIME CHE HANNO CONTATTATO L’ASSOCIAZIONE FINO AL 2014

total NORTH ITALY 156

Emilia-Romagna 24

Friuli VG 7

Liguria 8

Lombardia 58

Piemonte 23

Trentino Alto Adige 5

Val d’Aosta 1

Veneto 30

total CENTRAL ITALY 67

Lazio 43

Marche 5

Toscana 17

Umbria 2

total SOUTH ITALY 66

Abruzzi 9

Basilicata 1

Calabria 8

Campania 15

Puglia 13

Sardegna 8

Sicilia 14

foreigns in Italy and Italy living in other country 11- stranieri in Italia e italiani che vivono all’estero 

ALBANIA-Emilia R 1

ALBANIA-Toscana 1

GERMANIA 1

GRAN BRETAGNA 2

GRECIA 1

INGHILTERRA 1

SLOVENIA 1

SPAGNA-CANARIE 1

Svizzera 2 foreigns in Italy and Italy living in other country 11

Tabella 2

AVAE-M 2005 FOUNDED BY PAOLO DORIGO AND MAURIZIO BASSETTI

our friends KILLED PAOLO SACCHETTO, ARTPUBLISHER 2007

MAURIZIO BASSETTI, EX-ACCOUNTANT FOR ITALIAN PARLIEMENT AND AVAE-M PRESIDENT 2010

170 victim case sure 400 victim contacts in Italy 2006

CONFERENCE BOOK LA TORTURA NEL BEL PAESE 2007 DOSSIER IL NAZISMO SOFT CONGRESSO AVAE-M ARRESTO MICHELE FABIANI, NS.PORTAVOCE

2009 FONDAZIONE DELLA ACOFOINMENEF http://www.associazionevittimearmielettroniche-mentali.org

Interventation of Paolo Dorigo for ACOFOINMENEF (ex AVae-m) (Brief synthesis of the case of the technological torture against Paolo Dorigo and of the birth and development of the AVae-m founded with Maurice Bassetti and actual situation of the Association.)

The remark we bring to this conference on Italy’s torture -system, doesn’t want confine on the characteristics of the used methods of covert harassment: Mind control with subcutaneous implants, dreaming manipulation , massive mind manipulation, mind manipulation through tv and telephone and the commercials. Or, microwaves attacks finalized to the selecting killing of people, or to their social neutralization and structures that act together to keep silent and to cover these systems of death. We want to analyze the social motives of these treatments “inhuman and degratading” (opposite to the UN international declaration), we speak of the fact that is not a new law that is necessary, but we need instead to struggle to defeat this social and institutional crime that is the technological torture in Italy. We will do it speaking of the origin of the treatments, from where they begin, as, who covers everything. The sources of those harrassments: family, industrial secrets, economics interest, military environment, justice and home affairs. Often, the women are often object of torture from husbands or fiance’, also police officers or military. We will shortly and synthetically hypothesize a terrible reality: in Italy everibody know the truth, and keep silent. To the beginning, the system is theVatican system. At the end, there is the technological systemof control and repression the people. (Projection and explanation Statistic Chart for regions in Italy and Chart Motives of the Crime of the technological torture) link Table 1 link Table 2