SIGILLI AL MUOS DI NISCEMI E’ ABUSIVO.

MUOS

Dopo la decisione del TAR di Palermo del febbraio scorso (https://italiaparla.wordpress.com/2015/02/14/il-tar-decide-stop-al-muos/), che aveva accolto i ricorsi dei No-Muos contro la prosecuzione dei lavori di realizzazione dell’impianto di telecomunicazioni satellitari della Marina Militare statunitense sito nella sughereta di Niscemi (Caltanissetta), in Contrada Ulmo, nuovo intervento della magistratura sulla vicenda MUOS.
Su richiesta del Procuratore Capo Giuseppe Verzera, il GIP di Caltagirone, Salvatore Ettore Cavallaro, ha disposto il sequestro del MUOS «per violazione del vincolo paesaggistico di inedificabilità assoluta presente nella riserva naturale di Niscemi» al quale sono sottoposte anche le costruzioni di carattere militare.
Il Procuratore Verzera ha, inoltre, dichiarato: «La decisione del TAR di Palermo cambia radicalmente la situazione, ho ritenuto fondato chiedere il sequestro preventivo che il GIP ha confermato».
Il provvedimento è stato notificato ieri (1 aprile 2015), dai carabinieri e dalla Polizia Municipale, al Comandante del contingente militare statunitense presente nella base di Sigonella.

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IL TAR DECIDE: STOP AL MUOS

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Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, Sezione Prima di Palermo, si è espresso sui 5 ricorsi presentati riguardo la questione MUOS di Niscemi, pubblicando la sentenza n° 461 del 13 febbraio 2015 (http://www.nomuos.info/ecco-la-sentenza) con la quale accoglie il ricorso presentato da Legambiente e dal Movimento no MUOS Sicilia dichiarando “improcedibile” il ricorso presentato nel 2011 dal Comune di Niscemi.
Il TAR, dunque, ha accolto i ricorsi n° 1825/13 R.G. e n° 2397/13 R.G. e per l’effetto di ciò, ha annullato il provvedimento del Dirigente Generale del Dipartimento dell’Ambiente dell’Assessorato del Territorio e dell’Ambiente della Regione Siciliana del 24 luglio 2013, prot. n° 32513 riguardante il provvedimento di “revoca della revoca” delle autorizzazioni, impugnato dal Comitato regionale Legambiente e dall’Associazione Movimento NO MUOS Sicilia, insieme a tre cittadini niscemesi.
Dunque, non essendo valida la cosiddetta “revoca della revoca”, a produrre effetti è la revoca del 29 marzo del 2013, quella con cui il Presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, aveva annullato tutte le autorizzazioni concesse dalla Regione Sicilia nel 2011 riguardanti l’installazione del MUOS.

Secondo i giudici il sistema sarebbe pericoloso per la salute dei cittadini. La decisione scaturisce dall’analisi sulla pericolosità del MUOS (http://www.nomuos.org/documents/relazione_tar_DAmore_UniSapienza_2013-06-24.pdf) condotta dal Professor Ingegner Marcello D’Amore, Ordinario di Elettrotecnica in quiescenza della Sapienza Università di Roma, verificatore nominato dal TAR dopo il ricorso del Comune di Niscemi, e riconvocato il 16 aprile 2014 «con lo specifico compito – spiegano i magistrati – di integrare la precedente verificazione, estendendola allo studio dell’Istituto superiore di Sanità e alle osservazioni critiche dei due esperti Mario Palermo e Massimo Zucchetti».
Secondo i magistrati, «l’Istituto Superiore di Sanità si è basato su procedure di calcolo semplificate che non forniscono accettabili indicazioni nell’ottica del caso peggiore. Il verificatore afferma che le problematiche riguardanti la mappa del campo elettromagnetico irradiato dalle parabole satellitari del MUOS in asse, fuori asse e in particolare in prossimità del terreno, il livello del campo elettromagnetico irradiato dalle antenne della base NRTF nel breve e nel lungo periodo, i possibili effetti causati dall’interazione di aeromobili con il fascio del MUOS sono trattate rispettivamente dall’ISS, dall’ISPRA e dall’ENAV in maniera non esaustiva e come tale suscettibile di ulteriori doverosi approfondimenti».
Sulla base dei documenti ora giudicati insufficienti dal TAR, l’assessorato all’Ambiente della Regione Sicilia basò il provvedimento di revoca della precedente revoca delle autorizzazioni, dando sostanzialmente il via libera alla realizzazione del MUOS.

A.R.

NISCEMI MARCIA CONTRO IL MUOS

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Circa duemila persone, sindaci e amministratori con fasce tricolore, movimenti e sindacati, qualche bandiera di partito. Un lungo e coloratissimo corteo, guidato dalle mamme No Muos, questo pomeriggio ha raggiunto la base di Contrada Ulmo per dire no all’area militare e alle sue antenne.
Da tutta Italia il popolo che contesta il mega impianto di telecomunicazioni della Marina statunitense è giunta a Niscemi per il NO MUOS DAY.
Subito dopo la partenza alcuni attivisti No MUOS hanno dato fuoco ai 29 fogli di via e divieti di dimora ricevuti nelle scorse settimane per mano di polizia e magistratura. Il messaggio indirizzato a chi pensava di scoraggiare la partecipazione di coloro che fino ad ora sono stati la parte attiva e propulsiva del movimento non poteva essere più chiaro.
La protesta aveva una doppia finalità: ribadire ancora una volta la preoccupazione dei niscemesi per la salute pubblica e il no netto alla guerra. La manifestazione è stata caratterizzata, infatti, anche dalla presenza di tante bandiere palestinesi, sottolineando come il MUOS (attualmente non operativo ma, pare, in fase di test) sarà direttamente coinvolto in operazioni del tutto simili in quanto a brutalità e morte indirizzate a conquistare e controllare risorse e territori.
Massiccia la presenza delle forze dell’ordine che hanno vigilato sulla manifestazione. Non sono mancati momenti di tensione soprattutto quando gli attivisti hanno tentato di tagliare la rete di recinzione per entrare nella base e raggiungere i sette attivisti sui tralicci. La polizia dall’interno della base vigilava per non far entrare nessuno ma immediatamente dopo il taglio delle reti gli agenti hanno tentato di bloccare, con qualche manganellata, le prime persone che attraversavano il varco. Dopo aver fatto breccia nella recinzione la polizia non ha potuto far altro che retrocedere di fronte all’ingresso dell’intero corteo dentro la base.
Un gesto di disobbedienza civile, giustificato, come hanno sottolineato i manifestanti «dall’amore e dal rispetto per un territorio violentato e reso quantomai pericoloso a causa della presenza di questi sofisticati strumenti di morte».

A conclusione della manifestazione, mentre gli altri manifestanti ritornavano al campeggio-presidio, alcuni attivisti sui tralicci hanno deciso di interrompere l’occupazione stremati dalle due lunghe giornate di lotta passati sotto il sole cocente, gli altri continuano invece la lotta a oltranza.

A. Roberto

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DOMANI 9 AGOSTO MANIFESTAZIONE NO MUOS A NISCEMI

Domani, sabato 9 agosto 2014, a Niscemi è in programma una nuova manifestazione dei comitati che si oppongono al MUOS ormai definitivamente completato e, a quanto pare, in fase di test.

Nella giornata di ieri, 7 agosto, intorno alle ore 22.00, sette attivisti, dopo aver tagliato un tratto della recinzione hanno effettuato una incursione all’interno della base arrampicandosi su tre tralicci intenzionati a stazionarci il più possibile. Almeno un centinaio di attivisti nel frattempo sono entrati nella base sostando in prossimità dei tralicci occupati. Si tratta in sostanza della riedizione dell’occupazione andata in scena l’estate scorsa nella stessa base USA.

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In questi ultimi giorni, la Questura e la Magistratura, hanno tentato di intimorire il movimento (che ha anche subito il danneggiamento del Presidio) emettendo ben 29 fogli di via e divieti di dimora. Con questa nuova azione i NO MUOS vogliono dimostrare non solo di non aver paura ma che i divieti possono infrangersi.

Riportiamo di seguito il comunicato degli attivisti che si trovano sulle antenne:

QUESTA VOLTA VOGLIAMO TUTTO IL DIRITTO DI VIVERE IN PACE

Dall’alto di queste antenne contempliamo la bellezza della sughereta, dell’alba e del tramonto, la luna e l’abbondanza della natura.La vista delle parabole, delle antenne e l’aridità della base ci fa percepire tutta la bruttezza della guerra. Si tratta di strumenti orribile che servono a uccidere, bombardare, creare sofferenza, mutilazione, paura, morte.

Noi oggi decidiamo di restare a oltranza, su queste antenne diaboliche e maligne, perché vogliamo liberare il pianeta, la Sicilia, la sughereta da un pezzo importante di questo incubo. Amiamo la libertà, ma siamo disposti ad affrontare l’orrore del carcere pur di ottenere una vera liberazione dalla logica e dalla logistica della guerra. Soprattutto questa volta siamo determinati a ottenere tutto.

1. Lo smantellamento della base e la sua riconversione in centro internazionale per l’accoglienza, la solidarietà e la pace.

2. Il trasferimento del denaro per gli F-35 per progetti sociali ed ecologici elaborati dal basso.

3. La fine della collaborazione militare e commerciale con Israele, da poco condannato per violazione dei diritti umani, fino a quando si arrivi a una soluzione giusta e condivisa tra Israele e Palestina. Il blocco delle vendite di aerei e armi da combattimento da parte delle nostre fabbriche a tutti i paesi violatori di diritti umani.

4. La conversione del denaro e degli sforzi militari e polizieschi (Marenostrum, Cie, Cara) usati per solo per rinchiudere migranti e deportarli, creando e rendendo operativo da subito un piano di accoglienza solidale e diffuso che preveda il salvacondotto consolare europeo per i migranti che scappano da guerre e dittature, dando l’esempio agli altri paesi.

Questo è fare politica. Il Movimento No Muos crede in soluzioni pratiche, umane e solidali per il benessere collettivo e per la salute di madre terra (come la chiamano gli indigeni delle Americhe). Fino ad adesso il Parlamento, il Governo e la Presidenza della Repubblica hanno ignorato il problema della guerra e si sono rifiutati di interloquire con il Movimento. Noi oggi chiediamo un cambiamento e lo domandiamo a partire da richieste precise e concrete. Ai compagni e alle compagne, ad amici e parenti, a tutte le persone che amano la pace, la libertà e la terra domandiamo: vogliamo veramente mettercela tutta per fermare l’orrore e creare la bellezza?

Gaza brucia, bambini e grandi vivono e muoiono nella disperazione della guerra. Militari di tutto il mondo giocano e interpretano il ruolo dei boia perdendo l’umanità nelle loro divise. In solidarietà al popolo palestinese abbiamo colorato simbolicamente il nostro corpo di rosso.

Per liberarci dalla rassegnazione e ribellarci alla guerra, se lo vogliamo, il momento è ora, Il momento è qui: a Niscemi. Siamo qui a riprenderci la terra per terminare questo stupro fatto alla sughereta e rifertilizzarla con alberi e allegria. Ora è il momento di ottenere tutto. Ora vogliamo il diritto di vivere in pace.

Ai giudici e ai magistrati che vogliono veramente esercitare un’azione di giustizia, chiediamo di appoggiare quest’azione e tutte le azioni di liberazione della sughereta e della terra dalla guerra. Chiediamo di desistere dalla bieca applicazione di leggi lontane dal rendere giustizia nei confronti di popoli oppressi che vogliono una libertà vera.

Fonti:

http://www.infoaut.org/index.php/blog/no-tavabenicomuni/item/12493-sette-nomuos-occupano-le-antenne

http://www.linksicilia.it/2014/08/i-militanti-no-muos-hanno-occupato-la-base-militare-di-niscemi/

A. Roberto

LA CAMERA RESPINGE LA MOZIONE 1-344 E APPROVA LE MOZIONI 1-511 E 1-513

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Dopo la seduta del 23 giugno 2014 e quella odierna (25 giugno 2014) la Camera dei Deputati respinge la mozione 1-344 (Palazzotto e altri) che impegna il Governo «a sospendere l’esecuzione di ogni accordo bilaterale relativo alla realizzazione del sistema di trasmissione satellitare denominato MUOS nella base militare di Niscemi e a rimettere ogni accordo al riguardo al Parlamento, ai fini dell’approvazione preventiva ai sensi degli articoli 80 ed 87 della Costituzione, chiarendo le reali caratteristiche e le condizioni d’uso dell’impianto di trasmissione, la sua possibile esclusione in occasione di eventi bellici, i costi sostenuti dal Governo italiano per le basi militari statunitensi e lo stazionamento dei militari degli Usa in Italia».

Approva, invece, le mozioni 1-511 (Dorina Bianchi e altri) e 1-513 (Scanu e altri).
La mozione 1-511 impegna il Governo «ad attivare e mantenere in stato di perfetta e costante efficienza la rete di rilevazione dell’attività elettromagnetica già prevista dal protocollo d’intesa sottoscritto dal Ministero della Difesa e la regione siciliana, con il coinvolgimento diretto dell’ARPA Sicilia, sin dal 1 giugno 2011; a dare immediato corso a tutte le compensazioni previste in vista della realizzazione del MUOS; a far immediatamente sospendere l’attività del MUOS, anche dopo che sarà attivato, qualora emerga da detta rete di rilevazione un segnalato pericolo per la salute pubblica; a verificare costantemente che l’attività per l’installazione del MUOS, ed ogni altra attività eventualmente militare connessa svolta da forze armate alleate sul suolo nazionale, sia compiuta nel rispetto ed in esecuzione dei condivisi principi sanciti dal Trattato Nord Atlantico; a dare piena, immediata e rispettosa attuazione alle decisioni delle competenti autorità giudiziarie in ordine alla legittimità degli accordi tecnici sanciti con i Paesi alleati».
La mozione 1-513 impegna il Governo «a prevedere l’obbligatorietà per le autorità nazionali di condurre valutazioni periodiche per verificare l’impatto ambientale degli impianti MUOS e gli effetti sulla salute per le popolazioni, garantendo che le verifiche siano condotte in piena autonomia e sotto la responsabilità delle autorità italiane; a rispondere con sistematicità, trasparenza ed accuratezza alle gravi perplessità insorte a causa della costruzione del MUOS e manifestate dai cittadini, veicolando una corretta informazione;
ad adottare ed accelerare le misure per l’adozione di un sistema di monitoraggio continuo dei campi elettromagnetici, secondo quanto già previsto dal protocollo d’intesa del 1 giugno 2011, tra il Ministero della Difesa e la Regione siciliana, coinvolgendo il sistema pubblico, nel rispetto dei limiti delle emissioni previsti dalla legge; a valutare e sostenere, nel rispetto delle previsioni disciplinate dal protocollo d’intesa del 1 giugno 2011 citato, la fattibilità di un programma sistematico comprendente, tra l’altro:

  • il monitoraggio e la caratterizzazione delle emissioni dell’impianto MUOS;
  • campagne ambientali di misura dei campi elettromagnetici da radiofrequenze nell’area, orientate a produrre stime affidabili dei valori puntuali dei livelli di esposizione della popolazione nel tempo e nello spazio, anche applicando adeguati metodi di modellizzazione, utili nel futuro per contribuire a produrre conoscenze sugli effetti sulla salute;
  • ad assicurare la riuscita del predetto programma attraverso un percorso che coinvolga anche enti e istituzioni competenti ed autonomi; a far rispettare il protocollo d’intesa tra il Ministero della Difesa e la Regione siciliana del 1 giugno 2011 che prevedeva, tra gli altri, i seguenti impegni da parte del Ministero della Difesa:

  • la riduzione delle emissioni a radiofrequenza grazie all’installazione di un sistema di trasmissione interrato a fibre ottiche, per mitigare l’esposizione ai campi elettromagnetici generati dagli apparati di trasmissione già esistenti;
  • la fornitura di strumentazione necessaria all’installazione di un sistema di monitoraggio in continuo dei campi elettromagnetici, da integrare nella rete regionale di monitoraggio dell’ARPA della Sicilia, che ne curerà la gestione e l’elaborazione dei dati, i quali saranno resi sempre disponibili all’Amministrazione di Niscemi;
  • la rimozione tempestiva delle antenne in disuso, privilegiando tecnologie di trasmissione alternative ed innovative e tali da ridurre i consumi energetici e le emissioni;
  • a mettere in atto da subito l’azione, prevista al punto 3.6 del protocollo d’intesa, di supporto agli organismi territoriali per la promozione del prodotto agro-alimentare dell’area di Niscemi non solo sul territorio nazionale, ma anche su quello internazionale, avvalendosi anche dell’ICE; a prevedere l’immediata interruzione del sistema laddove, dal monitoraggio, emergessero risultati nocivi per la popolazione, come previsto dall’accordo del 2011; a valutare l’opportunità che le attività di controllo e di prevenzione del rischio ambientale e sanitario nell’area di Niscemi vengano svolte anche mediante l’impiego del locale distaccamento dei volontari dei vigili del fuoco, con una copertura dei relativi servizi sulle 24 ore, e che i costi per la realizzazione di tali servizi siano posti, nell’ambito di un apposito atto convenzionale, a carico del soggetto responsabile della gestione amministrativa della centrale di radiotrasmissione in cui è ubicato il MUOS; a presentare annualmente al Parlamento una relazione sintetica, ma esaustiva, delle azioni realizzate e del percorso compiuto in adempimento di quanto previsto dal presente atto di indirizzo».

    SEDUTA CAMERA DEI DEPUTATI DEL 23/06/2014

    SEDUTA CAMERA DEI DEPUTATI DEL 25/06/2014

    ABIS ROBERTO

    IL SENATO RESPINGE LA MOZIONE SULLA SOSPENSIONE LAVORI DEL MUOS

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    ROMA. L’Aula del Senato respinge le mozioni M5S e Sel con le quali si chiedeva al governo di sospendere l’esecuzione di ogni accordo bilaterale per la realizzazione del sistema di trasmissione satellitare MUOS nella base militare di Niscemi per rimettere ogni decisione al Parlamento. Approvata la risoluzione (presa dalle commissioni Ambiente e Sanità e trasformata in ordine del giorno) con la quale si dà sostanziale via libera all’operazione mettendo alcuni paletti come più informazione e un monitoraggio continuo dei campi magnetici.

    Al termine dell’esame delle mozioni sul MUOS, il sistema di comunicazione satellitare essenziale per le finalità strategiche USA, l’Assemblea di Palazzo Madama, nella seduta antimeridiana di giovedì 19 giugno, ha accolto gli ordini del giorno denominati G3 e G4 ed ha respinto le mozioni di M5S e SEL e l’ordine del giorno G1 della Lega Nord.

    L’ordine del giorno G3, dei Senatori Manuela Granaiola (PD) e Di Biagio (PI), impegna il Governo a rispondere alle preoccupazioni espresse dai cittadini; ad accelerare l’adozione di un sistema di monitoraggio dei campi elettromagnetici; a far rispettare il protocollo d’intesa tra Ministero della Difesa e Regione Siciliana per la produzione di emissioni a radiofrequenza; a prevedere misure di compensazione in caso di danni accertati alla popolazione; a prevedere l’immediata sospensione del sistema ove dal monitoraggio emergessero risultati nocivi per la popolazione e a presentare al Parlamento una relazione annuale.
    L’ordine del giorno G4 del Senatore Compagnone (GAL) richiama le patologie conseguenti alla presenza del petrolchimico di Gela e impegna il Governo a rassicurare la popolazione prevedendo un monitoraggio costante dei limiti di emissioni elettromagnetiche.

    La mozione n° 125 del Senatore Santangelo (M5S) e altri impegnava il Governo a verificare le conseguenze dell’istallazione di impianti satellitari sulla salute umana, sull’ecosistema, sulla qualità dei prodotti agricoli, sul diritto alla mobilità, allo sviluppo, alla sicurezza del territorio e a rendere effettiva la sospensione dei lavori per la realizzazione del MUOS.
    La mozione n° 213 della Senatrice De Petris (Misto-SEL) impegnava il Governo ad attivarsi per sospendere l’esecuzione di ogni accordo bilaterale relativo alla realizzazione del sistema di trasmissione satellitare nella base militare di Niscemi (Caltanissetta), rimettendo ogni decisione al Parlamento previa informativa su caratteristiche, condizioni d’uso dell’impianto e costi delle basi militari statunitensi.
    L’ordine del giorno G1, illustrato dal Senatore Crosio (LN-Aut), impegnava il Governo a garantire il diritto alla salute degli abitanti della zona di Niscemi, assicurando il monitoraggio delle emissioni elettromagnetiche del MUOS; ad attivare un tavolo di coordinamento con le autorità militari americane preposte al comando del MUOS per accrescere l’efficacia delle attività di contrasto ai flussi migratori illegali.

    Il Sottosegretario di Stato per la Difesa Angelino Alfano ha fatto presente che «l’accordo bilaterale sul sito di Niscemi rientra tra gli obblighi di assistenza difensiva previsti dalla NATO. L’impianto satellitare, che non è sistema d’arma, non risponde esclusivamente a interessi statunitensi, ma riveste interesse strategico anche per l’Italia».
    Il rappresentante del Governo ha ricordato che le infrastrutture militari non sono soggette a concessione edilizia e ha evidenziato che un documento dell’Istituto Superiore di Sanità nega l’esistenza di pericoli per la salute dei cittadini. Ha espresso quindi parere contrario sulle mozioni di SEL e M5S. Ha accolto l’ordine del giorno di PD e PI; ha chiesto la soppressione del secondo punto dell’ordine del giorno della Lega Nord, non potendosi utilizzare il sistema MUOS come radar per contrastare i flussi migratori. Ha chiesto modifiche all’ordine del giorno di GAL che, come già detto, richiama le patologie conseguenti alla presenza del petrolchimico di Gela e impegna il Governo a rassicurare la popolazione prevedendo un monitoraggio costante dei limiti di emissioni elettromagnetiche.

    ABIS ROBERTO

    NO MUOS: MANIFESTAZIONE IN CONTRADA ULMO

    «Per la prima volta marciamo con le tre antenne già installate, rivendicando che queste antenne debbono essere immediatamente smantellate …»


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    Niscemi. Nel pomeriggio di oggi (1° marzo 2014) circa 2.000 persone, sfidando i divieti della Questura di Caltanissetta, hanno marciato verso i cancelli della base della Marina Militare statunitense in Contrada Ulmo a Niscemi, per protestare nuovamente contro il MUOS, il sistema di comunicazioni satellitari del Dipartimento della Difesa americana.
    Non sono mancati momenti di tensione con scontri con le forze dell’ordine in coda al corteo.

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    La manifestazione si è mantenuta pacifica fino a quando la testa del corteo, giunta, davanti al cancello n° 1 della base, ha tentato di forzare il blocco del reparto mobile. Negli scontri una dimostrante è rimasta ferita al volto ed un agente ha riportato la frattura del setto nasale.

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    Successivamente il corteo ha cambiato direzione, dirigendosi verso una collinetta dalla quale si possono vedere le parabole del MUOS. È tornata la calma ma la tensione è rimasta alta fino al termine della manifestazione.

    Da Washington, intanto, il Pentagono annuncia ufficialmente che entro il 2017 il MUOS di Niscemi sarà operativo. Nel 2015 sarà lanciato il satellite e subito dopo inizieranno gli esperimenti e via via l’impianto funzionerà a pieno regime. Secondo gli esperti americani non esistono rischi per la popolazione, anzi un telefonino o un forno a microonde procurerebbero più danni di una sola di quelle gigantesche parabole puntate verso l’alto. Tant’è vero che in Virginia (Norfolk), Australia (Geraldton) e Hawaai (Wahiawa), affermano gli esperti, nessuno se ne lamenta. Ma a Niscemi la popolazione non ci sta anche in base agli studi eseguiti dal Prof. Massimo Zucchetti del Politecnico di Torino e dal fisico Massimo Coraddu.
    Anche il Governo USA lancia un’offensiva mediatica ospitando i giornalisti delle testate italiane e siciliane per dimostrare che il MUOS non è pericoloso.

    Il 27 marzo nuovo appuntamento davanti al TAR di Palermo dove i Comitati attenderanno una risposta positiva sull’istanza di revoca della concessione di costruzione delle parabole.

    A.R.

    ULTIMATA LA REALIZZAZIONE DEL MUOS DI NISCEMI

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    Dopo la “revoca della revoca” con cui il 24 luglio scorso il Presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta autorizzava la prosecuzione dei lavori del MUOS (Mobile User Objective System) nella sughereta di Niscemi, si è verificato quello che tutti temevano.
    Tra il 24 e il 26 gennaio 2014, in tutta fretta, con gli operai che lavoravano giorno e notte, gli USA portano a termine il loro programma militare in Sicilia, issando le tre parabole del sistema di comunicazione satellitare.

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    Dopo anni di proteste, ricorsi, perizie e studi il gigante USA, con la complicità delle istituzioni italiane, più preoccupate di irretire l’alleato che di difendere la popolazione, ha avuto la meglio sul popolo siciliano.
    Popolo siciliano che però non si arrende. Infatti, il Coordinamento Regionale dei Comitati No MUOS ha indetto per il 22 febbraio una giornata di mobilitazione nazionale che prevede un sit-in davanti alla Prefettura di Caltanissetta per protestare contro i provvedimenti repressivi messi in atto contro gli attivisti No MUOS e per ricordare al Governo italiano l’incostituzionalità del MUOS mentre per il 1° marzo è in programma una manifestazione popolare.

    Secondo la comunicazione ufficiale dell’ambasciata statunitense «il sito non è operativo e non lo sarà ancora per molti mesi. Ci stiamo coordinando con il Ministero della Difesa e con l’Arpa Sicilia per sviluppare un sistema di monitoraggio del sito». Prima di entrare in funzione il sistema dovrà essere sottoposto ad un periodo di test e solo dopo che il Ministero della Difesa darà l’ultimo via libera potrà essere completamente operativo (si presume verso novembre 2014).
    Sempre secondo gli USA «ci vorranno diversi mesi per essere assolutamente sicuri che non sono presenti dei rischi, ma i test realizzati in precedenza dimostrano già che la popolazione non ha nulla da temere».

    Roberto Abis

    MANIFESTAZIONE A NISCEMI. GLI ATTIVISTI NO MUOS VIOLANO LA BASE USA

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    10 AGOSTO 2013 – di Roberto Abis

    Gli attivisti NO MUOS, che nei giorni scorsi hanno incassato la solidarietà di venti intellettuali americani che hanno chiesto al Presidente Obama di bloccare l’installazione del MUOS di Niscemi in quanto «il progetto MUOS e la militarizzazione della Sicilia non sono nell’interesse dei cittadini e delle cittadine americani», hanno manifestato il giorno 9 agosto il loro dissenso contro l’installazione della stazione di comunicazione satellitare della Marina militare USA in contrada Ulmo.
    Una manifestazione che si è mantenuta pacifica fino a quando il corteo non è giunto nei pressi dei cancelli della base. Qui i manifestanti sono venuti in contatto con le forze dell’ordine e oggi la Procura della Repubblica di Caltagirone ha aperto un’inchiesta: i reati ipotizzati sarebbero resistenza e violenza a pubblico ufficiale e danneggiamento. I manifestanti, dopo aver sfondato il cordone delle forze dell’ordine, hanno divelto circa un chilometro di recinzione e sono entrati all’interno della base con l’intenzione di portare fuori i loro compagni che si erano introdotti la sera precedente (8 agosto) ed arrampicati su alcune antenne: «Oggi violazione vera e reale della base americana MUOS – afferma uno degli attivisti – Storico. Mai accaduto agli USA in Europa. Siamo entrati in mille attivisti NO MUOS usando solo i corpi e le cesoie».

    Anche il Presidente della Regione Rosario Crocetta, che alcuni giorni fa ha denunciato infiltrazioni mafiose tra i manifestanti, aventi lo scopo di bloccare i lavori, è intervenuto dalla sua pagina Facebook rivolgendo un appello alle organizzazioni NO MUOS esortandole «a riprendere il dialogo e il confronto ed evitare che accadano ulteriori episodi di violenza, per niente belli in un paese civile e democratico».
    «Ho impedito in tutti i modi l’installazione del MUOS a Niscemi, sia quand’ero parlamentare europeo sia da presidente della Regione» afferma Crocetta. «Da parlamentare europeo mi è stato risposto che le direttive comunitarie in materia ambientale non si applicano per i siti di rilevanza strategica militare, da presidente ho fatto molto di più: ho revocato l’autorizzazione data dai precedenti governi nazionale e regionale per l’installazione dell’impianto per una sola questione di competenza regionale, quella della valutazione ambientale. Quando l’Istituto Superiore di Sanità ha dichiarato che il MUOS non supera i limiti di emissione previsti dalla legge, il governo siciliano non ha avuto altra scelta che rispettare la legge, a meno di non commettere reati penali ed esporre regione a un risarcimento danni di 18 miliardi dollari».

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    «Qualche gruppo che mi attacca – afferma Crocetta – mente sapendo di mentire, perché sa che oggi, quella del MUOS, è una vicenda nazionale e che le decisioni possono prenderle il governo nazionale e il Ministero della Difesa. Eppure tali gruppi non hanno presentato, fin ora, alcuna richiesta al Ministro della Difesa chiedendo di rivedere l’installazione, come dire: demagoghi in piazza e reticenti in parlamento. Tale scorrettezza istituzionale e politica non si illudano non venga compresa dal popolo siciliano, che sa benissimo quale sia la posizione del presidente della Regione e del governo. I “duri e puri” rivolgano altrove la loro attenzione, facciano il proprio dovere e si distacchino da manifestazioni violente perché non è trasformando Niscemi in un’arena di violenze e scontri che si risolve la situazione, ma affrontando un dialettico e democratico confronto col governo nazionale. D’altra parte, alcuni sono gli stessi che anche in presenza di una revoca notificata dal governo regionale, che aveva ratificato la richiesta di 25 mila euro di danni al giorno nei miei confronti, continuavano a dire che non era vero che avevo revocato le autorizzazioni per il MUOS.
    Inoltre sarebbe opportuno, specialmente quando si protesta, chiedersi sempre con chi si sta accanto. Il governo regionale non ha alcuno strumento normativo per disciplinare o negare l’autorizzazione all’impianto militare già autorizzato dal precedente governo, definito dal Ministero di rilevante importanza strategica per la difesa. Faccio appello alle organizzazioni NO MUOS di riprendere il dialogo e il confronto e di evitare che accadano ulteriori episodi di violenza, per niente belli in un paese civile e democratico».

    NO MUOS: GLI ATTIVISTI OCCUPANO I COMUNI. IL 9 AGOSTO MANIFESTAZIONE NAZIONALE.

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    06 Agosto 2013 – di Abis Roberto

    Niscemi, Caltagirone, Modica, Ragusa, Piazza Armerina e Palermo. Questi, almeno per ora, i Comuni occupati dagli attivisti NO MUOS dopo la decisione del Presidente della Regione Rosario Crocetta di autorizzare la ripresa dei lavori (in verità mai interrotti) di costruzione del MUOS a Niscemi, in Contrada Ulmo.

    Il Presidente Crocetta precisa che «il governo regionale da me presieduto non ha mai condiviso, neppure sul piano di principio, l’istallazione del MUOS poiché ha ritenuto sempre che tale istallazione si inserisce in un territorio fortemente degradato per presenza di altri impianti, sul piano ambientale» ma giustifica la revoca della revoca come una scelta obbligata. «Gli americani – afferma il Governatore – sostengono che l’intero complesso MUOS a livello mondiale costi 18 miliardi di dollari e che tale installazione non può funzionare senza l’impianto di Niscemi. L’autorizzazione del governo precedente ha quindi prodotto legittimi interessi a favore di terzi che, in caso di diniego ad effettuare l’istallazione, hanno diritto di essere risarciti».
    18 miliardi di dollari. Una cifra enorme, a cui gli Stati Uniti non hanno mai fatto riferimento per un eventuale risarcimento. Gli stessi legali del Coordinamento regionale dei Comitati No MUOS, Paola Ottaviano e Sebastiano Papandrea, affermano che dalla lettura degli atti in loro possesso non si riscontra che il governo USA possa chiedere una simile penale. Anzi, sempre secondo i legali, la Regione avrebbe validi motivi per continuare ad applicare il principio di precauzione poiché la zona MUOS ricade in un’area ad alto rischio ambientale.
    Secondo gli attivisti del Coordinamento regionale «Crocetta si è spinto oltre dichiarando il falso a proposito delle presunte penali da milioni di dollari che la Regione avrebbe dovuto pagare alla Marina militare USA per il blocco dei lavori del MUOS. Non esiste alcuna penale; c’è solo stata una richiesta di risarcimento danni da parte del Ministero della Difesa, che il Tar Sicilia ha rigettato in quanto il Ministero non aveva alcun titolo per avanzare tale pretesa».
    E il Comitato delle Mamme No Muos, il Movimento No Muos Sicilia, l’attivista Giuseppe Maida e l’associazione Rita Atria si sono rivolti alle Procure di Palermo e Caltagirone presentando una denuncia-querela, contro la revoca della revoca.

    Nel frattempo Douglas Hengel, Charge d’Affairs (incaricato d’affari) ad interim dell’Ambasciata americana a Roma si augura che nel sito di Niscemi i lavori del MUOS possano «ricominciare quanto prima» sostenendo che questo «non entrerà in funzione finché non verrà eseguito un test finale che certifichi il rispetto delle norme previste in materia di sicurezza e tutela dell’ambiente»
    E il Governatore Crocetta intervistato dal quotidiano on-line La voce di New York alla domanda «Qual è la verità, gli americani dettano legge, o c’è un’altra lettura?» risponde: «Mi sembra disonesta questa accusa degli attivisti intransigenti, i No Muos, alcuni No Global, parte degli anarco-insurrezionalisti ed esponenti degli ambienti mafiosi. In questa vicenda non ho fatto né l’antiamericano, né il filoamericano, sono stato un uomo delle istituzioni. L’Italia ha un accordo politico-militare con gli Stati Uniti che hanno contribuito alla libertà del nostro Paese e non dobbiamo dimenticarlo».
    Nel corso dell’intervista Crocetta afferma anche che «nell’ambito di quell’accordo è stato deciso di creare un’installazione satellitare che serve a garantire meglio la difesa dell’Occidente. Cioè la pace».

    In Sicilia fervono i preparativi di una serie di iniziative che culmineranno il 9 agosto (anniversario del bombardamento atomico di Nagasaki) a Niscemi con una nuova manifestazione nazionale per dire NO! Al MUOS, alla quale parteciperanno oltre i Comitati anche gli amministratori dei Comuni occupati e la Cgil Sicilia.