L’era Tecnotronica secondo Z. Brzezinski

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Articolo scritto da Corrado Penna

Qui di seguito riporto alcuni estratti dal libro di Zbigniew Brzezinski intitolato “Tra due età, il ruolo dell’America nell’era tecnotronica” (Between two ages: America’s Role in the Technetronic Era)

“Allo stesso tempo, la capacità di affermare il controllo sociale e politico sulla volontà individuale sarà intensificato. Presto sarà possibile affermare il controllo quasi continuo su ogni cittadino e di tenere aggiornati i file, che contengono anche i dettagli più personali sulla salute e sul comportamento di ogni cittadino, oltre ai dati più usuali.”

“Questi file saranno oggetto di tracciatura istantanea da parte delle autorità. Il potere è in mano a coloro che controllano le informazioni. Le nostre attuali istituzioni saranno sostituite da istituzioni preposte alla gestione delle crisi, il cui compito sarà quello di individuare, in anticipo, probabili crisi sociali e di sviluppare programmi per affrontarle”

“Questo incoraggerà le tendenze nel corso dei decenni successivi verso un’era tecnotronica, una dittatura, lasciando ancora meno spazio alle istituzioni politiche nel modo in cui le conosciamo. Infine, in vista della fine del secolo, la possibilità del controllo biochimico della mente, della manipolazione genetico dell’uomo, compresi gli esseri che funzioneranno e ragioneranno come uomini, potrebbe dar luogo ad alcune difficili questioni”.

“Ciò che rende l’America unica è la sua volontà di sperimentare il futuro, che si tratti di popart o LSD. Oggi, l’America è la società creativa, gli altri, più o meno consapevolmente, sono al rimorchio.”

Se qualcuno si chiede chi sia questo Brzezinski ricordiamo la sua posizione di docente di scienze politiche ed il suo ruolo di consigliere alla sicurezza nazionale sotto il presidente degli Stati Uniti Carter. Egli è membro del Club di Roma, del CFR e, secondo le ricerche di John Coleman, sarebbe membro anche del “Comitato dei 300” nonché della vecchia nobiltà nera polacca (laddove per nobiltà nera si intende una nobiltà molto elitaria coinvolta nella costruzione del Nuovo Ordine Mondiale).

Oltre al libro suddetto Brzezinski ha scritto anche il trattato di geopolitica “La grande scacchiera“, nel quale vengono esposte idee di lì a poco messe in pratica (l’intervento armato degli USA nei Balcani, realizzato all’inizio di questo secolo, è preconizzato nel libro). Come potrebbe scrivere certe cose se non fosse messo a conoscenza di certi piani o se non fosse lui stesso ad elaborarli all’interno di certi organismi elitari?
Quanto scrive Brzezinski non è quindi il vaneggiamento di un folle, ma la lucida enunciazione di un programma che i membri di una certa élite intendono perseguire. La progressiva digitalizzazione dei documenti (eufemisticamente detta “smaterializzazione”) all’interno della pubblica amministrazione e della scuola italiana è solo un esempio di quanto preconizzato da Brzezinski nel suo libro sull’era tecnotronica. Il movimento transumanista che “sogna” (o forse dovremmo dire preannuncia) uomini con innesti robotici è un altro. La tessera sanitaria che serve a digitalizzare tutte le informazioni sulla salute di un individuo corrisponde esattamente a quanto scritto nel libro (“tenere aggiornati i file, che contengono anche i dettagli più personali sulla salute e sul comportamento di ogni cittadino”). La propaganda martellante per l’innesto del microchip prima negli animali e poi negli uomini fa evidentemente parte del medesimo piano diabolico, così come la diffusione di programmi per bambini in cui si vedono personaggi con l’antenna sul capo e lo schermo sulla pancia (i famosi Teletubbies).
Quanto al “controllo biochimico della mente” questo è in realtà già da tempo una realtà attraverso l’uso sempre più diffuso di psicofarmaci per non parlare delle sostanze aereodisperse, delle tecniche di lavaggio del cervello o delle tecnologie parallele di controllo delle mente tramite segnali elettromagnetici.
E mentre i membri dell’élite globale preannunciano future manipolazioni del DNA umano, i governi da essi controllati iniziano la schedatura genetica della popolazione mentre gli scienziati hanno portato a termine il progetto genoma per l’identificazione di tutti i geni dell’uomo. Che quest’ultimo progetto serva a qualcosa di buono per la salute degli esseri umani è difficile crederlo, altrimenti i cittadini ed i medici verrebbero avvisati dell’alta percentuale di persone detentrici di quei geni che predispongono all’intolleranza al glutine.
Di conseguenza possiamo facilmente arguire che quando Brzezinski afferma “Ciò che rende l’America unica è la sua volontà di sperimentare il futuro, che si tratti di popart o LSD” intende dire in realtà che gli Stati Uniti sono il luogo ove le élite occulte sperimentano molte delle tecniche che vengono poi utilizzate nel resto del mondo.
John Rappaport in un suo recente articolo ci informa su un “programma di ricerca per cui l’Esercito USA sta tentando di ottenere i dati biometrici di tutta la popolazione afghana” illustrato nel documento dell’esercito statunitense intitolato “Guida agli ufficiali per i rilievi biometrici in Afganistan: osservazioni, note e modalità” e consultabile a questo link.
Come scrive Rappaport:

Attraverso l’uso di apparecchi elettronici, le impronte digitali, la raccolta di campioni di DNA e le “interviste” fatte alla popolazione, l’esercito USA sta perseguendo un obbiettivo terrificante: l’identificazione e la schedatura di tutti i 25 milioni di afgani che vivono non solo nelle città e nei villaggi, ma anche di quelli che vivono su montagne impervie o nelle grotte del paese. I profili individuali includono una valutazione sull’eventuale livello pericolosità del soggetto.

E mentre l’esercito, la polizia, i servizi segreti, si dotano di sempre più nuove e potenti tecnologie che permettono di identificare, controllare, monitorare qualsiasi spostamento di qualsiasi persona, intercettandone le comunicazioni, possiamo davvero credere che non si riesca a bloccare il traffico e lo spaccio della droga? La realtà non è che non si riesce ma che non si vuole. Ai più alti livelli delle élite mondiali si è infatto deciso, come rivela Brzezinski nel suo libro, di implementare il “controllo biochimico della mente”, evidentemente anche attraverso droghe legali (psicofarmaci) e illegali (eroina, cocaina, crack e quant’altro).

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