A Pisa si sperimenta il primo radar fotonico

 Un radar con il “cuore” fotonico. Potrà garantire più sicurezza nei trasporti

Lo studio di ricercatori italiani sul primo radar del tutto digitale basato su tecnologie fotoniche, sviluppato nell’ambito del progetto “Phodir” (Photonic-based fully digital radar system) su finanziamento dell’Erc (European Research Council), è stato pubblicato sulla rivista Nature

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Nei giorni in cui ancora nulla si sa del volo della Malaysia Airlines, scomparso ormai da oltre due settimane, arriva su Nature la notizia di una nuova tecnologia ideata da scienziati italiani. È il radar con il “cuore” fotonico, caratterizzato da un innovativo sistema di generazione e di acquisizione dei segnali, basato su laser e “lettori” di luce, che può garantire maggiore sicurezza e rapidità nella gestione del traffico aeroportuale e marittimo, anche in condizioni meteo non ottimali, ed è in grado di permettere l’incremento dei collegamenti. Il “radar fotonico”, per la precisione il primo radar del tutto digitale basato su tecnologie fotoniche, sviluppato nell’ambito del progetto “Phodir” (Photonic-based fully digital radar system) su finanziamento dell’Erc (European Research Council), riceve adesso un importante, ulteriore riconoscimento. L’articolo rappresenta il nuovo importantissimo risultato che premia il sistema della ricerca italiano e, in particolare, quello pisano, poiché il progetto “Phodir” è stato condotto per intero a Pisa, sotto il coordinamento di Antonella Bogoni, ricercatrice del Laboratorio nazionale di reti fotoniche (Lnrf) del Consorzio nazionale interuniversitario per le telecomunicazioni (Cnit), ed è stato sviluppato nel laboratorio congiunto presso l’Istituto di tecnologie delle comunicazione, dell’informazione e della percezione (Tecip) della Scuola Superiore Sant’Anna, dove Antonella Bogoni è responsabile dell’area di ricerca “Digital & microwave photonics”, in collaborazione con il Laboratorio radar e sistemi di sorveglianza (Rass) del Cnit. radar-640 Rispetto a un radar di tipo convenzionale, quello dal “cuore” fotonico permette migliori prestazioni, garantisce più di una funzionalità, risulta meno intercettabile, è più piccolo e può anche garantire la capacità di assolvere a compiti di comunicazione. Il nuovo radar è stato già testato all’aeroporto di Pisa e al porto di Livorno, grazie alla collaborazione attivata con l’Aeronautica militare di Pisa, con la Direzione sviluppo e innovazione dell’Autorità portuale, con la Capitaneria di porto e con l’istituto “Vallauri” dell’Accademia navale di Livorno. “La realizzazione del ‘cuore’ fotonico ha rappresentato l’autentica sfida del progetto vinta grazie alla professionalità, alla competenza scientifica, alla passione di tutti i ricercatori coinvolti e anche per merito delle strumentazioni a disposizione, che hanno permesso di raggiungere l’obiettivo”, come sottolinea Paolo Ghelfi, ricercatore del Laboratorio nazionale di reti fotoniche del Consorzio nazionale interuniversitario per le telecomunicazioni, autore di molte delle soluzioni tecniche innovative che hanno portato alla realizzazione del radar fotonico, nonché responsabile delle attività di sperimentazione. “Gli obiettivi raggiunti da questo progetto sono stati decisamente superiori rispetto alle aspettative iniziali – racconta la coordinatrice Antonella Bogoni – perché, quando abbiamo intrapreso la strada, avevamo molti dubbi su come raggiungere il risultato e ogni giorno scoprivamo cose nuove che ci obbligavano a modificare le strategie e a ripartire da capo, ma tutto il gruppo non ha mollato e, passo dopo passo, è andato ben oltre la dimostrazione di un principio innovativo, ottenendo un ‘dimostratore’ (prototipo, ndr) funzionante, trasportabile, che adesso le aziende e le istituzioni ci chiedono per test preliminari”. FONTEIL FATTO QUOTIDIANO

Il radar fotonico di Pisa arriva su Nature

Arriva un nuovo prestigioso riconoscimento per il radar fotonico a ‘marchio italiano’: il magazine Nature infatti ha pubblicato un articolo scientifico dedicato al dispositivo sviluppato nell’ambito del progetto “Phodir” (Photonic-based fully digital radar system), finanziato dall’European Research Council e condotto interamente a Pisa, presso l’Istituto di tecnologie delle comunicazione, dell’informazione e della percezione (Tecip) della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa. Il radar sviluppato nell’ateneo pisano è caratterizzato da un innovativo sistema di generazione e di acquisizione dei segnali, basato su laser e “lettori” di luce, che può garantire maggiore sicurezza e rapidità nella gestione del traffico aeroportuale e marittimo, anche in condizioni meteo non ottimali, ed è in grado di permettere l’incremento dei collegamenti. Rispetto a un radar tradizionale, permette migliori prestazioni, garantisce più di una funzionalità, risulta meno intercettabile, è più piccolo e può anche garantire la capacità di assolvere a compiti di comunicazione. Nature ha riconosciuto alla ricerca il valore per “l’approccio rivoluzionario con l’introduzione della fotonica nei sistemi radar” e di “traguardo all’avanguardia scientifica per le prestazioni ottenute sia come sistema di sorveglianza, sia come sistema di comunicazione radio”. Già testato all’aeroporto di Pisa e al porto di Livorno, il radar è stato sviluppato sotto il coordinamento di Antonella Bogoni, ricercatrice del Laboratorio nazionale di reti fotoniche (Lnrf) del Consorzio nazionale interuniversitario per le telecomunicazioni (Cnit), che è anche responsabile dell’area di ricerca “Digital & microwave photonics” del Tecip, e in collaborazione con il Laboratorio nazionale sul radar e sui sistemi di sorveglianza (Rass) del Cnit. FONTE : http://www.tecnici.it/il-radar-fotonico-di-pisa-arriva-su-nature_news_x_22316.html

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