Finmeccanica è sempre più NATO

Finmeccanica è sempre più NATO

di Antonio Mazzeo

Le società produttrici di armi controllate da Finmeccanica si confermano importanti contractor dell’Alleanza Atlantica. Selex Elsag, specializzata nella progettazione e nello sviluppo dei sistemi di comunicazione militare, si è aggiudicata in collaborazione con il colosso statunitense Northrop Grumman, un contratto di circa 50 milioni di euro per l’implementazione e la gestione del programma Computer Incident Response Capability (NCIRC) – Full Operating Capability (FOC) dell’agenzia NC3A della NATO.

“Il programma NCIRC consentirà di monitorare e rispondere rapidamente ed efficacemente alle minacce e ai problemi di vulnerabilità alla cyber security, in linea con gli obiettivi stabiliti dai capi di Stato dei paesi NATO nel novembre 2010 a Lisbona”, spiegano i manager di Finmeccanica. “Il contratto riguarda un servizio completo per garantire la sicurezza delle informazioni a oltre 50 tra comandi e siti in 28 paesi dell’Alleanza”. Alla commessa è prevista la partecipazione di Vega, la società con sede in Gran Bretagna acquistata da Finmeccanica nel 2008, attiva nella consulenza ingegneristica e tecnologica nei settori della difesa e aerospaziali.

“Questo risultato dimostra chiaramente la capacità di Finmeccanica di integrare le migliori competenze del Gruppo per fornire soluzioni avanzate di protezione da attacchi cyber a un’organizzazione internazionale di tale importanza”, ha commentato Giuseppe Orsi, presidente e amministratore delegato della holding. Particolarmente soddisfatto per la partnership con Finmeccanica si è dichiarato Mike Papay, vicepresidente di Northrop Grumman Information Systems, società dell’omonimo gruppo leader nella produzione di cacciabombardieri, sistemi missilistici convenzionali e nucleari e dei famigerati velivoli senza pilota “Global Hawk” che le forze armate Usa e NATO stanno dislocando principalmente nella base siciliana di Sigonella.

“Northrop Grumman – ha dichiarato Papay – è lieta di contribuire a questo programma con le proprie risorse ed un’esperienza pluridecennale nella realizzazione e gestione di centri di cyber security management, sia negli Stati Uniti che nel Regno Unito, al fine di proteggere le reti della NATO da minacce di natura cyber”. Northrop Grumman, insieme a MCAfee Security, ha pure firmato contratti per 189 milioni di dollari con il Dipartimento della difesa e la Defense Information Systems Agency (DISA) per lo sviluppo dell’Host Based Security System (HBSS), un software destinato alla protezione della rete dei terminali militari Usa.

Sempre in ambito NATO, un paio di mesi fa, la filiale britannica di Selex Elsag aveva sottoscritto un contratto dell’ordine di decine di milioni di euro per gestire l’ammodernamento dei centri di telecomunicazioni satellitari e delle infrastrutture collegate. Il contratto, in particolare, prevede l’installazione di un centro per le comunicazioni via satellite in Belgio, l’ammodernamento delle stazioni di terra ad antenna multipla di Kester (Belgio) e Lughezzano (Verona) e dei siti ad antenna singola di Oglaganasi (Turchia) e Atalanti (Grecia). I tecnici dell’azienda italiana sono pure chiamati alla formazione e all’addestramento del personale militare dell’Alleanza presso la NATO Communications & Information Systems School di Borgo Piave, Latina.

Nel maggio 2011, a Selex era andato un altro importante contratto della NACMA – NATO Air Command and Control System Management Agency, del valore di circa 30 milioni di euro, per la fornitura e l’installazione di sistemi di comunicazione in diversi siti terrestri, nell’ambito della cosiddetta “Rete Link 16” che consentirà lo scambio dati con i vettori aerei a 29.000 piedi di altitudine nello spazio aereo europeo, migliorando il sistema di “difesa missilistica” della NATO. I terminali saranno consegnati a partire di quest’anno a quattordici paesi (Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Italia, Norvegia, Olanda, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Spagna, Turchia e Ungheria).

Con NACMA, Selex Sistemi Integrati (altra controllata Finmeccanica), aveva siglato nel 2011 un contratto del valore di 10 milioni di euro per lo sviluppo del programma interalleato Air Command and Control System (ACCS). L’azienda curerà la progettazione e la realizzazione entro il 2015 di due siti ACCS (uno in Ungheria e l’altro in Norvegia) per la gestione delle operazioni aeree. Le attività prevedono l’installazione di 173 posti operatore e l’integrazione con i sistemi nazionali e gli altri centri ACCS NATO. Nel febbraio 2010, ancora l’agenzia NACMA della NATO aveva affidato a Selex Sistemi Integrati i lavori d’“integrazione di 230 sensori per tutti gli undici siti di replica ACCS” (valore 14,5 milioni di euro).

Sempre nel 2010, Selex Sistemi Integrati ha ottenuto un contratto del valore di circa 5 milioni di euro dalla NATO Consultation, Command and Control Agency (NC3A) per fornire alle forze armate polacche tre sistemi radar secondari del tipo IFF (Identification Friend or Foe). La società italiana dovrà garantire anche il supporto logistico e l’addestramento degli operatori.

“Con questo nuovo contratto, Selex Sistemi Integrati conferma la sua posizione di fornitore di riferimento nel mercato dei sistemi radar per la difesa aerea in Europa ed in particolare per la NATO”, hanno dichiarato i responsabili di Finmeccanica. “Il sistema radar IFF incrementa la capacità di trasmissione dei dati tra aeromobili e centri di controllo a terra, migliorando le tecniche di riconoscimento ed aumentando la sicurezza del sistema e la protezione delle informazioni”. I nuovi radar saranno integrati con i tre sistemi per la difesa aerea RAT 31DL che la stessa Selex Sistemi ha recentemente installato in Polonia.

ARMI AD ENERGIA DIRETTA PRODOTTE IN ITALIA

Selex Sistemi Integrati (Finmeccanica)…

17152094_inchiesta-di-antonio-mazzeo-radar-con-tangente-di-selex-sistemi-integrati-0

… ha presentato due prodotti che soddisfano delle esigenze specifiche per le forze di polizia, per l’esercito italiano e per i vigili del fuoco.

Il primo sistema bellico si chiama “Desto”, ed è un’arma ad energia diretta in grado di danneggiare o bloccare il funzionamento degli apparati elettronici.

In sostanza, si tratta di un cannone a microonde indicato dai ricercatori di Finmeccanica per assicurare la protezione intorno ad obbiettivi sensibili, creando una specie di “bolla” elettromagnetica che impedisce ad esempio ad un attentatore di portare a destinazione un’auto bomba. Un sistema così potrebbe anche essere installato a bordo di un’autovettura o di un elicottero delle forze di polizia per bloccare il motore di un veicolo in fuga. Il “Desto” è un disturbatore efficace, che potrebbe avere un ruolo di primo piano nel contrasto agli ordigni improvvisati, agendo sia sull’elettronica degli stessi che sui sistemi di comunicazione utilizzati per attivarli. L’“inibizione” delle comunicazioni elettroniche ed informatiche in una determinata area è un’altra funzione. I punti deboli del “Desto” sono determinati dal limitato raggio d’azione ( 800 m.), e dal fatto che la letalità del sistema d’arma dipende dal tempo di esposizione del bersaglio al fascio di microonde e dall’eventuale presenza di “schermi” che possono proteggere il bersaglio.

Il secondo sistema bellico è denominato “TWS-R”. È un’arma portatile dalle ridotte dimensioni (600 per 320 per 120 mm) e dal peso ridotto (4 Kg), adatto per le forze di polizia, le forze militari e il corpo dei vigili del fuoco. Il “TWS-R” riesce a “vedere” oltre i muri ed è in grado di ricostruire la geometria interna di una stanza o di un edificio e di accertare l’eventuale presenza di persone all’interno dei locali, seguendone i movimenti ed il loro stato di salute. È in grado di rilevare il movimento dello sterno dovuto al respiro di un essere umano.

Il radar di cui è dotato opera in banda S, ha una copertura in azimuth di 150 gradi e i singoli impulsi del radar riescono ad attraversare muri in cemento armato spessi 20-30 cm e ad avere 15 metri di campo visivo oltre gli ostacoli. I punti deboli del sistema sono determinati dall’incapacità del sistema di vedere ordigni nella stanza o trappole.

Il sistema, frutto della ricerca anche di alcuni atenei (come il gruppo Eledia dell’Università di Trento) è pronto per la produzione per le forze di polizia e l’esercito italiano.

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