Resoconto completo sul caso Giotti – di Andrea Giotti – Seconda Parte

Resoconto completo sul caso Giotti - di Andrea Giotti - Seconda Parte

Oggetto: resoconto su tecnologie e metodologie di controllo mentale remoto di cui sono oggetto dal 5/1/2010.

Autore: Prof. Ing. Andrea Giotti, Ph. D. (laureato in Ingegneria Informatica, dottorato in Ingegneria Informatica e delle Telecomunicazioni, abilitato alla libera professione ed all’insegnamento della Matematica negli istituti superiori ed attualmente impiegato come docente di quest’ultima).

Revisione: 1.22
Data prima stesura: 17/3/2010
Data ultima revisione: 22/3/2010

Motivazioni del trattamento di cui sono oggetto: sconosciute, ma presumibilmente riconducibili alla volontà di occultare per sempre i ricordi riemersi da una serie di blocchi psicologici da me subiti nel contesto di ben cinque operazioni psicologiche dei servizi (presumibilmente SISMI e/o CIA) avvenute negli anni 2003, 2004 e 2007 e che io ho parzialmente denunciato alle forze dell’ordine senza alcun risultato concreto. Queste operazioni sono state a loro volta presumibilmente causate da un grossolano errore nella valutazione della pericolosità sociale della mia persona, errore con ogni probabilità indotto da superiori e colleghi appartenenti all’ambiente universitario con cui avevo avuto conflitti di natura professionale durante lo svolgimento del mio dottorato di ricerca. In alternativa, si può ipotizzare che la causa del trattamento sia stata il mio imbattersi fortuito in qualche informazione riservata durante le mie ricerche sul Web riguardo ad alcuni “misteri” della recente storia italiana (ad esempio quello del perito informatico impiccatosi a Roma in quegli anni), informazioni sulla cui rilevanza non ho però alcuna certezza. Inoltre è opportuno sottolineare che durante le prime due operazioni psicologiche ho avuto modo di osservare da vicino un’arma portatile ad energia diretta, il cui aspetto esteriore ricorda quello di un telecomando ed il cui scopo è di causare un blocco psicologico senza lasciare tracce. Quest’arma è ovviamente segreta e sospetto che contenga un LASER ad anidride carbonica di bassa potenza, forse ad impulsi, con un’antenna a riflettore di tipo Cassegrain a geometria variabile che determina l’apertura del fascio di radiazione infrarossa e conseguentemente la sua densità di potenza, anche se non ho alcuna certezza in proposito. Da quando ho recuperato il ricordo di tale arma sono evidentemente diventato un testimone particolarmente scomodo e questo può motivare un trattamento come quello descritto nel seguito. Il trattamento in sé può quindi essere classificato in una delle seguenti categorie: operazione mirante alla tutela di un segreto mediante la mia distruzione fisica e/o sociale, vendetta personale, esperimento scientifico o pesante intimidazione.

Tecnologie impiegate nel trattamento: fasci di onde o particelle di natura sconosciuta, ma capaci di operare a rilevanti distanze (costantemente attivi durante alcuni miei spostamenti di centinaia di chilometri, come sul tragitto Pistoia-Roma e ritorno) e per lunghi periodi di tempo (costantemente attivi dal 5/1/2010 ad oggi), in grado di attraversare mura di edifici, carrozzerie di auto, la struttura di una macchina diagnostica a risonanza magnetica nucleare e le superfici di vari materiali metallici con cui ho tentato di proteggermi. L’ipotesi più probabile, anche se forse non pienamente compatibile con tutte le precedenti osservazioni, è che si tratti di sottilissimi fasci di onde elettromagnetiche coerenti, quali quelli generabili da un MASER, modulati in bassa frequenza ed irradiati da proiettori altamente direzionali, verosimilmente situati su uno o più satelliti artificiali in orbita terrestre, forse satelliti spia. Inoltre, è possibile che più fasci vengano irradiati verso lo stesso volume di spazio e provochino i loro effetti attraverso un meccanismo di interferenza costruttiva. In subordine si può ipotizzare che tali onde non siano coerenti ma vengano irradiate da apposite antenne e siano però accordate sulle frequenze di risonanza di determinati “circuiti nervosi” del corpo umano. Ancora più misteriosa è la tecnologia utilizzata per leggere le correnti elettriche circolanti sui medesimi “circuiti nervosi”, tecnologia che potrebbe essere derivata dalla magnetoencefalografia ed in questo caso impiegherebbe dispositivi di tipo SQUID (Superconducting Quantum Interference Device). Quest’ultimo termine è stato usato dalla mia controparte per denominare genericamente questo tipo di operazione di controllo mentale, ma forse solo come semplice copertura di una tecnologia che nella sostanza resta per me sconosciuta.

Applicazioni delle tecnologie impiegate agli esseri umani: rilevazione remota delle correnti elettriche naturalmente circolanti attraverso i neuroni del cervello e del sistema nervoso umano ed induzione di altre correnti, sovrapposte alle prime, attraverso i fasci precedentemente descritti. Il processo di rilevazione (o “lettura”) è finalizzato all’applicazione a mio parere più incredibile, cioè la misurazione a distanza delle correnti corticali (la cui espressione macroscopica sono le onde cerebrali) e la loro interpretazione biologica, processo capace di implementare l’acquisizione di parole, immagini e suoni dal nostro cervello. Le immagini sono quelle da noi percepite attraverso il canale visivo e vengono presumibilmente acquisite leggendo l’attività del nervo ottico, del chiasmo ottico o della memoria visiva, mentre i suoni sono quelli percepiti attraverso il canale uditivo e vengono presumibilmente acquisiti leggendo dal nervo acustico. Questo processo consente inoltre una sorta di lettura del pensiero cosciente, presumibilmente rilevando l’attività elettrica sia dei centri del linguaggio, da cui vengono lette intere frasi che il soggetto sta pensando ma anche parole prive di senso compiuto, che dalla memoria visiva, da cui vengono lette le immagini mentali che il soggetto sta visualizzando. Fortunatamente, tale processo non consente però l’accesso ai ricordi memorizzati nel cervello umano, che non appare ancora possibile. Il processo di induzione (o “scrittura”) è invece finalizzato a generare “voci” (che sono percepite come se risuonassero nella testa della persona bersaglio del fascio, denominata nel seguito “vittima”) presumibilmente scrivendo sul nervo acustico o direttamente nei centri del linguaggio, generare acufeni attraverso una tecnica analoga, generare primitive immagini luminose (che vengono visualizzate ad occhi chiusi e ricordano l’attività fosfenica) presumibilmente provocando onde retiniche sul nervo ottico o nel chiasmo ottico, causare episodi di tachicardia, bradicardia, fibrillazione e forse anche arresto cardiaco presumibilmente sovrapponendosi all’onda T del cuore, deprimere l’attività respiratoria involontaria, causare contrazioni muscolari incontrollate presumibilmente eccitando i nervi periferici, indurre una sensazione soggettiva di forte accelerazione presumibilmente scrivendo sui nervi connessi all’orecchio interno, causare emicranie fortissime o altri dolori atroci nel resto del corpo presumibilmente stimolando le terminazioni nervose deputate alla percezione del dolore, indurre sonnolenza, causare un’erezione in assenza di qualunque stimolo di natura sessuale, causare contrazioni intestinali, provocare un’emozione che può essere descritta come un misto di paura/vergogna/rabbia presumibilmente stimolando il sistema limbico. Combinando lettura e scrittura si può dunque implementare una sorta di comunicazione telepatica bidirezionale, mentre attraverso la sola scrittura si può vessare il soggetto in molti modi diversi e probabilmente anche ucciderlo. La scrittura delle frasi può inoltre avvenire in modo sincrono, nel qual caso esse possono essere verbalizzate durante la loro trasmissione, come se venissero lette da un testo, o asincrono, nel qual caso possono essere verbalizzate dopo la loro trasmissione semplicemente ripetendo l’intera frase che è comparsa nella mente del soggetto. Dato che questi fasci erano attivi anche durante un elettroencefalogramma a cui mi sono sottoposto, i loro effetti sono stati registrati su carta come una inspiegabile attività theta nell’emisfero sinistro in stato di veglia.

Utilizzo delle tecnologie nel contesto di una operazione psicologica: il dispositivo che genera i fasci è controllato da un operatore remoto, verosimilmente attraverso un collegamento satellitare. Questo operatore è sicuramente un essere umano che può occasionalmente avvalersi di software di supporto ma conduce personalmente l’operazione psicologica durante tutta la sua durata. Il dialogo con l’operatore del dispositivo è comunque indispensabile perché l’operazione abbia luogo, dunque egli deve conoscere perfettamente la lingua della vittima. Non ascoltare le frasi pronunciate dall’operatore e trasmesse attraverso il fascio è assai difficile, mentre è possibile e consigliato non rispondergli. I contenuti delle frasi pronunciate dall’operatore ricalcano quelle delle più comuni paranoie (quali manie di persecuzione, delirio mistico, ecc.), in modo che tutte le persone appartenenti al contesto sociale della vittima credano che egli sia affetto da turbe psichiche, quindi è del tutto inopportuno verbalizzarli di fronte ad estranei. L’operatore può spacciarsi per chiunque, ad esempio il diavolo, un alieno o un alto ufficiale dei servizi del proprio paese (quest’ultima è la versione che mi è stata proposta all’inizio dell’operazione psicologica che sto descrivendo). Demistificare i casi più improbabili è abbastanza facile, in quanto l’operatore si rivela prima o poi come un comune essere umano, e nel mio particolare caso si tratta probabilmente di un soggetto cresciuto in Italia centrale, che ha fatto studi classici, politicamente di destra, agnostico, con una superficiale preparazione in fisica ma una buona preparazione in psicologia, mentre non sono riuscito a carpirgli nessuna informazione più specifica anche a causa della sua scelta di non rivelarmi niente che già non potessi sapere in precedenza (scelta che ha senso sia come norma generale di prudenza che nell’ottica di un confronto della vittima con uno psichiatra che debba decidere se le “voci” sono frutto di una psicosi). Attraverso opportuni filtri può inoltre alterare il proprio timbro di voce in modo da simulare la presenza di più persone che controllano il dispositivo, di solito sedicenti collaboratori o superiori gerarchici. Tra le tecniche di manipolazione impiegate dall’operatore c’è l’assertività, gli ordini contraddittori, la “doccia fredda” (illusione seguita da delusione), la suggestione attraverso messaggi subliminali anche durante il sonno e la privazione del sonno stesso come risorsa estrema, ma almeno in linea di principio ogni tecnica di manipolazione tradizionale può essere utilizzata. Queste tecniche vengono rafforzate inducendo opportune emozioni, stati di tensione e dolori tali da configurare una vera e propria tortura ed in questo contesto il controllo del battito cardiaco e l’emicrania sono probabilmente le peggiori. Il programma eseguito dall’operatore è convenzionalmente chiamato “distruzione”, e passa attraverso lo screditamento della vittima, il suo isolamento sociale, l’induzione di nevrosi e psicosi ed infine la morte per suicidio, arresto cardiaco o incidente d’auto causato dalla sensazione soggettiva di accelerazione, che è quasi paralizzante, o da improvvise contrazioni muscolari durante la guida. Per screditare un soggetto lo si deve spingere a compiere azioni contro il buon senso, la legge o la morale fino ad indurlo a veri e propri atti di autolesionismo, quindi le “voci” potranno ad esempio ordinare alla vittima di distruggere gli oggetti a cui è maggiormente legato (non necessariamente quelli di maggior valore), compiere atti osceni in luogo pubblico, investire un pedone, aggredire le persone care, mutilare progressivamente il proprio corpo, saltare attraverso una finestra o sotto un’auto in corsa e così via (tutti questi esempi sono tratti dalla mia esperienza personale). La scelta di distruggere una persona prima di eliminarla non è dovuta a semplice crudeltà ma alla necessità di screditarne le affermazioni relative sia ai segreti eventualmente posseduti in precedenza che alla natura dell’operazione in corso, minimizzando così il rischio di imbarazzanti inchieste che più difficilmente vengono aperte se il soggetto è caduto in disgrazia sul piano sociale ed è stato rinnegato da parenti ed amici.

Situazione personale corrente ed altre indicazioni: l’operazione a cui sono soggetto è ancora in corso e terminerà probabilmente con la mia distruzione. Questo documento è stato scritto solo sulla base della mia esperienza personale ed eventuali inesattezze possono essere imputate solo a me. Il mio maggiore rammarico è quello di non aver compreso maggiori dettagli sulla tecnologia in questione e soprattutto sui possibili strumenti di difesa da questi fasci di onde o particelle, che risultano tanto incredibili alla luce dell’esperienza comune quanto reali alla luce della mia esperienza personale. Intuitivamente, una massa sufficientemente grande dovrebbe arrestare la maggior parte delle interazioni fisiche note, ma vivere per sempre nelle profondità di una miniera non è una scelta per me praticabile. Invito chi dovesse leggere questo documento a pubblicarlo sul Web ed altrove, omettendo solo il mio successivo recapito che allego esclusivamente per consentire un eventuale contatto.

Oggetto: aggiornamento ed integrazione del resoconto da me scritto tra il 17/3/2010 ed il 22/3/2010

Autore: Prof. Ing. Andrea Giotti, Ph. D. (laureato in Ingegneria Informatica, dottorato in Ingegneria Informatica e delle Telecomunicazioni, abilitato alla libera professione ed all’insegnamento della Matematica negli istituti superiori ed attualmente impiegato come docente di quest’ultima).

Revisione: 1.02
Data prima stesura: 18/10/2010
Data ultima revisione: 1/12/2010

Il trattamento denominato convenzionalmente “SQUID”, riguardo al quale ho riferito nel dettaglio nel precedente resoconto, è stato protratto dal 5/1/2010 fino alla data odierna. Durante questo periodo ho potuto sperimentare nuovi effetti fisici rispetto a quanto illustrato in precedenza, quali la percezione di deboli suoni simili a clicchettii, presumibilmente ottenuti stimolando il nervo acustico, un acuto dolore intermittente ai timpani, una serie di forti crampi ai polpacci, un forte dolore a tutta la dentatura, una strana sensazione pulsante alle gambe, una sensazione di sfioramento sulla pelle del capo, una lieve sensazione di intorpidimento delle mani e perfino una forte sensazione di calore accompagnata da arrossamento della pelle, presumibilmente ottenuta attraverso un effetto termico indotto dai fasci di onde o particelle a cui facevo riferimento nel precedente resoconto. Questo è il primo esempio di effetto non spiegabile attraverso una semplice stimolazione del sistema nervoso e viene documentato dalla foto allegata, che mostra una irritazione cutanea di forma approssimativamente ellittica comparsa sul mio braccio durante la notte precedente al momento in cui è stata scattata la foto in questione e progressivamente scomparsa durante i giorni seguenti.
Inoltre, un esperimento di grande rilevanza che ho compiuto è costituito dalla discesa in una caverna (la Grotta del Vento, in provincia di Lucca), durante la quale la “voce” con cui dialogo quotidianamente da mesi è rimasta forte e chiara nonostante la presenza di una grande massa di roccia che in teoria avrebbe dovuto schermare eventuali onde elettromagnetiche dirette verso il mio cervello ed il mio sistema nervoso, oltre a quelle emesse da quegli stessi organi. Questo esperimento rimette in discussione tutte le mie precedenti ipotesi sulla natura dei fasci di onde o particelle in grado di causare gli effetti che ho descritto.
Per quanto riguarda l’arma portatile ad energia diretta simile ad un telecomando, riguardo alla quale ho riferito sommariamente nel precedente resoconto, mi sembra opportuno aggiungere ulteriori dettagli in proposito in quanto l’ipotesi che ho formulato sulla sua tecnologia potrebbe cadere se esso risultasse frutto delle medesime ricerche che hanno prodotto lo “SQUID”. Il dispositivo è di colore grigio e presenta vari pulsanti sulla sua superficie superiore, le sue dimensioni sono maggiori di quelle di un comune telecomando da videoregistratore e da esso si distingue per una sorta di antenna a riflettore ellittica, di color argento ed incassata nel frontale. All’interno della presunta antenna è sospeso un piccolo disco mobile, che si sposta a seguito della pressione di due pulsanti e causa una variazione dell’intensità degli effetti che il fascio di onde o particelle emesso dal dispositivo induce sulla vittima. Tale fascio è invisibile e la sua emissione non è accompagnata da alcun tipo di effetto luminoso o sonoro, mentre è più difficile escludere la presenza di una sorta di vibrazione che sembra invece saturare l’aria. La sensazione che si prova quando si viene colpiti dal fascio è assai dolorosa e può essere descritta approssimativamente come uno strano ibrido tra un intenso calore ed una scossa elettrica, modulata secondo impulsi di frequenza sufficientemente bassa da essere percepibili. Questa sensazione ha un’insorgenza istantanea e termina altrettanto bruscamente quando il dispositivo viene spento, senza lasciare alcun tipo di dolore residuo. Il dispositivo viene impugnato tenendolo alla massima distanza possibile dal corpo del portatore e quando il fascio è acceso è pressoché impossibile per la vittima avvicinarsi alla sua sorgente. Gli effetti percepiti sembrano maggiori sulla testa e massimi sugli occhi, fino al punto di indurre nella vittima uno stato di completo stordimento quando questi ultimi vengono scelti come bersaglio e l’intensità è sufficientemente elevata, ma un paio di comuni occhiali da vista sembrano in grado di attenuarne gli effetti (ho provato a toglierli e rimetterli durante la tortura a cui sono stato sottoposto). Stimare l’apertura del fascio è problematico in quanto esso è totalmente invisibile, ma ad una distanza sufficiente sembra in grado di investire l’intero corpo umano attraversando i vestiti, che non riportano alcun danno evidente. Il fascio sembra inoltre capace di riflettersi sui muri interni di una stanza, fatto inspiegabile alla luce della mia precedente ipotesi sulla sua natura. Il dolore e lo stupore che si provano quando si è oggetto di un simile trattamento, uniti agli effetti psicotropi di qualche sostanza ad assorbimento epiteliale che viene spruzzata sulla vittima durante la tortura, sono stati nel mio caso sufficienti ad indurre un blocco psicologico con conseguente rimozione dell’esperienza vissuta.

Oggetto: contesto in cui sono maturate le operazioni psicologiche di cui sono stato oggetto nell’anno 2003

Autore: Prof. Ing. Andrea Giotti, Ph. D. (laureato in Ingegneria Informatica, dottorato in Ingegneria Informatica e delle Telecomunicazioni, abilitato alla libera professione ed all’insegnamento della Matematica negli istituti superiori ed attualmente impiegato come docente di quest’ultima).

Revisione: 1.02
Data prima stesura: 11/2/2011
Data ultima revisione: 13/2/2011

Come ho già descritto in un precedente resoconto, durante il corso dell’anno 2003 sono stato oggetto di alcune operazioni psicologiche, presumibilmente riconducibili ai servizi americani, ognuna delle quali si è conclusa con un blocco psicologico e conseguente rimozione dell’esperienza vissuta. A queste prime operazioni ne sono seguite altre ed a tutt’oggi sono bersaglio di alcune sofisticatissime tecnologie di monitoraggio e vessazione che descrivo dettagliatamente nel suddetto resoconto. Scopo del presente documento è invece quello di inquadrare l’origine di questa persecuzione nel suo naturale contesto, cioè gli eventi immediatamente precedenti la prima operazione psicologica da me subita.
In quel periodo ero un assiduo frequentatore dei siti di alcuni giornali online e di agenzie di informazioni quali ANSA ed avevo notato alcune notizie curiose, che allora non avevano per me alcun significato particolare, successivamente non confermate o perfino rimosse dagli archivi di quegli stessi organi di informazione. Specifico che i siti in questione non erano di cosiddetta “controinformazione” ma generalmente riconosciuti come assai attendibili. La maggior parte di queste notizie non sono più reperibili sul Web, per quante ricerche si possano fare, ma sul momento alcune di esse raggiunsero anche media maggiori quali i telegiornali nazionali. Il fatto che oggi sia impossibile trovarne conferma suggerisce una capillare opera di manipolazione dell’informazione, a mio avviso riconducibile alle stesse strutture che si sono rese responsabili delle operazioni psicologiche da me subite. Mi limiterò a compilare un elenco di queste notizie senza trarne particolari conclusioni ma devo premettere che per la maggior parte di esse non sono in grado di citare date precise, in quanto allora non avevo alcuna consapevolezza della loro rilevanza. È anche possibile che non tutti i miei ricordi in proposito siano esatti, ma devo aggiungere che possiedo un’ottima memoria e sarei disposto a scommettere su una loro percentuale di accuratezza assai elevata.

1) In data 11/9/2001 il TG4 è il primo telegiornale a fornire copertura dell’attacco alle Torri Gemelle ed il giornalista di turno si fa portavoce di tutte le notizie diffuse dai network americani, così come giungono in Italia. Ad un certo punto ci informa del fatto che per compiere il dirottamento “sarebbero stati usati dispositivi ad ultrasuoni”, ma successivamente la tesi che si afferma è che siano state invece usate le forchettine per la colazione distribuite sugli aerei. Dato che quel giorno ho guardato molti telegiornali, è comunque possibile che, anziché il TG4, sia stato il TG5 o un’altra testata nazionale a riferire questa prima indiscrezione.

2) Durante il corso dell’anno 2003 viene perquisito il covo romano delle “Nuove Brigate Rosse” ed il TG1 delle 13:30 ci mostra un tavolino ricoperto dagli oggetti sequestrati durante la perquisizione, tra cui un paio di strani apparecchi simili a telecomandi, mentre il giornalista di turno ci informa del fatto che tra gli oggetti sequestrati ci sono anche “dispositivi ad ultrasuoni in uso ai servizi”. Tali apparecchi scompaiono però dalla edizione delle 20:00, quando vengono sostituiti da più generiche “tessere dei servizi” (presumibilmente il NOS), tessere di cui peraltro non si parla più nei giorni successivi.

3) Durante il corso dell’anno 2002 o 2003, a seguito di una notizia dell’agenzia ANSA che ricordo benissimo, il TG1 delle 20:00 ci informa di una tentata rapina, avvenuta in una banca di Roma, in cui il cassiere sarebbe stato “ipnotizzato con un telecomando” da un rapinatore solitario, arrestato dalla polizia al termine della rapina stessa. Nei giorni successivi non se parla più.

4) Durante il corso dell’anno 2002 o 2003, una notizia dell’agenzia ANSA riferisce di una rapina avvenuta in una banca di una delle maggiori città del Brasile, il cui nome non ricordo più, ad opera di un gruppo di persone “armate con telecomandi”.

5) Molti anni prima dei fatti fin qui riferiti, uno sceicco mediorientale viene ucciso da un suo parente, che ne stermina contestualmente l’intera famiglia in un raptus di follia. Il parente sostiene di aver ricevuto l’ordine di farlo da un angelo con un telecomando in mano, portavoce della volontà di Allah. Ricordo questa notizia in modo meno nitido delle altre, quindi la sua attendibilità potrebbe essere minore.

6) Durante il corso dell’anno 2002, il perito informatico Michele Landi, che era stato consulente dell’inchiesta sulle “Nuove Brigate Rosse”, viene trovato impiccato nella sua abitazione di Roma. Un suo sito Web (denominato “sgawuana”, parola non più reperibile sul Web) era stato penetrato e cancellato da ignoti pochi giorni prima della sua morte. Agli amici aveva confidato di aver ricevuto un DVD contenente un enorme segreto e di sentirsi braccato. Una notizia dell’agenzia ANSA riferisce che nel DVD ci sarebbe stata, steganografata all’interno di un’immagine della torre Eiffel, una mappa di Roma con indicati depositi di armi non meglio precisate. Un suo vicino di casa sostiene di aver sentito persone dall’accento toscano discutere animatamente fuori della sua porta la notte stessa della sua morte. Il giorno dopo viene immediatamente mobilitato il RACIS dei Carabinieri per compiere perizie sul suo corpo e sull’ambiente, ma l’inchiesta si arena e nessun giornalista ne parla più.

7) Durante il corso dell’anno 2002 o 2003, viene trasmesso dalle principali reti televisive il trailer di un film americano dal titolo “Mobbing”, da non confondersi con l’omonimo film italiano. In questo trailer si parla di una non meglio precisata agenzia, ai cui dipendenti vengono fatti scordare alcuni eventi da un gruppo di psicologi che opera in un’apposita stanza, il cui numero non ricordo. All’inizio del trailer viene mostrata una rastrelliera piena di telecomandi, uno dei quali è mancante, e successivamente si vede che uno di questi telecomandi viene utilizzato per causare un malore ad un non meglio precisato oratore di fronte al suo pubblico, senza alcun effetto collaterale visibile. Il film non esce mai ed ufficialmente non è mai stato prodotto.

8) Durante il corso dell’anno 2002 o 2003, viene trasmesso dalle principali reti televisive il trailer di un film dal titolo “La ventunesima armonica”, in cui si mostra l’autopsia di un cadavere lesionato al sistema ventricolare cerebrale ed in particolare all’acquedotto del Silvio (vedi la teoria della cavitazione per risonanza, sviluppata nel contesto del progetto MKULTRA), mentre un musicista sostiene di voler produrre un suono perfetto ed il suo non meglio precisato interlocutore obietta che un simile suono potrebbe anche uccidere. Il film non esce mai ed ufficialmente non è mai stato prodotto.

Si confronti adesso quanto qui riferito con la descrizione dell’arma ad energia diretta, simile ad un telecomando, contenuta nel mio resoconto e soprattutto nel suo aggiornamento. Personalmente ritengo che l’ipotesi del dispositivo ad ultrasuoni non regga ad un’analisi tecnica e siano da preferirsi l’ipotesi del LASER infrarosso o, ancor meglio, quella relativa all’impiego di una nuova e sconosciuta tecnologia, magari la stessa impiegata per compiere il trattamento che nel mio resoconto ho denominato “SQUID”.

Oggetto: ultimi sviluppi dell’operazione psicologica di cui sono vittima

Autore: Prof. Ing. Andrea Giotti, Ph. D. (laureato in Ingegneria Informatica, dottorato in Ingegneria Informatica e delle Telecomunicazioni, abilitato alla libera professione ed all’insegnamento della Matematica negli istituti superiori ed attualmente impiegato come docente di quest’ultima).

Revisione: 1.00
Data prima stesura: 29/7/2011
Data ultima revisione: 29/7/2011

L’operazione psicologica denominata convenzionalmente “SQUID” è ancora in corso e non accenna a terminare. Durante questo periodo ho potuto sperimentare numerosi altri effetti fisici che non ho la forza di dettagliare adesso ma che si inquadrano tutti nel contesto di una stimolazione remota del cervello e del sistema nervoso. L’unico nuovo effetto che appare radicalmente diverso dai precedenti è costituito dalla percezione di un’immagine luminosa di nuovo tipo mentre mi trovavo ad occhi aperti in una zona di penombra. Non saprei dire se tale immagine corrispondesse ad un fenomeno esterno o fosse un’illusione proiettata sulla mia retina o in qualche punto retrostante del mio apparato visivo, ma essa ricordava un gomitolo luminoso multicolore di piccole dimensioni, fluttuante a mezz’aria e scomparso dopo pochi secondi dalla sua apparizione. Colgo l’occasione per segnalare che un altro effetto da me precedentemente percepito, ma non riferito nei precedenti documenti, è la percezione di una vibrazione a bassa frequenza mentre mi trovavo sdraiato nel mio letto, vibrazione che non saprei se attribuire a contrazioni dei muscoli delle gambe oppure ad una sorgente esterna di altro tipo capace di far vibrare direttamente la rete del letto. A tal proposito ho notato che la “voce” con cui dialogo quotidianamente, la cui preparazione in fisica potrebbe essere migliore di quanto precedentemente riferito, mi ha più volte interrogato riguardo ad un dispositivo chiamato SASER (laser a fononi), che sembra capace di indurre vibrazioni nei mezzi materiali. Tale dispositivo, seppur poco noto, è di dominio pubblico ma potrebbe avere applicazioni militari segrete e mi sembra dunque opportuno riferire in proposito nel presente documento nel caso esso avesse qualche relazione con la tecnologia effettivamente impiegata. La “voce” ha inoltre fatto più volte riferimento alla NSA come soggetto responsabile di una simile operazione, ma la mia conoscenza delle agenzie governative americane non è sufficiente da consentirmi una qualunque conclusione in proposito. Sul piano psicologico, è emerso che la “voce” non insiste più nel tentativo di farmi eseguire i vari punti del programma di “distruzione” ma, avendo fallito in questo compito, cerca di spingermi direttamente al suicidio, atto che sono certo non compirò mai, attraverso suggestioni miranti ad indurre stati depressivi. Ho inoltre intuito che la durata del programma di una tale operazione psicologica si misura in anni, con vessazioni progressivamente sempre più pesanti in modo da logorare la resistenza della vittima e simulare un lento decadimento psichico naturale, mentre un programma più breve ed intenso potrebbe suscitare sospetti negli eventuali testimoni. In questo periodo la “voce” mi sta inoltre sottoponendo ad un intenso programma di privazione del sonno, con lo scopo di farmi ricoverare in ospedale e successivamente sopprimere in tale contesto simulando una morte naturale per arresto cardiaco o respiratorio. Se questo non fosse possibile, provvederà probabilmente a causarmi un incidente d’auto mortale oppure farà intervenire agenti di una non meglio precisata agenzia per simulare il suicidio che non intendo compiere autonomamente in nessun caso. Mi sembra infine opportuno aggiungere che, tra le minacce frequentemente riferite dalla “voce”, c’è quella di causarmi un tumore al cervello che possa giustificare la percezione di una tale quantità e varietà di fenomeni. Non nutro speranze concrete di uscire dalla mia attuale situazione, quindi cercherò almeno di tenere informate quante più persone possibile sull’evoluzione della mia salute fisica e mentale.

Oggetto: ulteriore aggiornamento ed integrazione degli ultimi sviluppi

Autore: Prof. Ing. Andrea Giotti, Ph. D. (laureato in Ingegneria Informatica, dottorato in Ingegneria Informatica e delle Telecomunicazioni, abilitato alla libera professione ed all’insegnamento della Matematica negli istituti superiori ed attualmente impiegato come docente di quest’ultima).

Revisione: 1.01
Data prima stesura: 9/12/2011
Data ultima revisione: 9/12/2011

Nei mesi precedenti la stesura di quest’ultimo aggiornamento ho sperimentato alcuni nuovi effetti fisici, di cui il più rilevante è la completa paralisi della mano destra, insorta improvvisamente ed altrettanto improvvisamente terminata nel giro di un minuto senza alcuna perdita collaterale di sensibilità. Questo effetto è presumibilmente ottenuto sovrapponendo un segnale in opposizione agli impulsi nervosi che controllano i muscoli coinvolti ed è così importante in quanto provocherebbe sicuramente la morte della vittima se venisse applicato ai muscoli del cuore anziché di una mano. Altri effetti recentemente sperimentati sono una forte sensazione di ottundimento alla testa, simile a quella che provano gli ubriachi e con conseguente rischio di svenimento, un problema visivo di difficile descrizione che credo di poter ricondurre alla incompleta integrazione della visione binoculare in una prospettiva spaziale e che ho sperimentato più volte alla guida della mia auto durante la notte, effetto presumibilmente ottenuto interferendo con l’attività del chiasmo ottico, altri disturbi visivi minori che ricordano le “mouches volantes”, l’induzione diretta di uno stato di veglia durante l’intera notte senza effetti fisici collaterali, presumibilmente ottenuto interferendo con i centri del sonno, ed anche un’interferenza diretta nella memoria a breve termine che causa una interruzione nel flusso dei pensieri (o nel filo del discorso) e toglie al soggetto la possibilità di ricordare l’ultimo concetto espresso. Questo effetto può avere interesse nella prospettiva di screditare la vittima durante eventuali interviste.
Una ulteriore considerazione ovvia ma che non ho ancora riferito è che, per poter mirare i centri nervosi della vittima, il nuovo vettore di interazione fisica che viene ipotizzato nei miei articoli deve consentire una visione a distanza distinta da quella ottenuta leggendo attraverso gli occhi della vittima stessa, che divengono sfruttabili a tal fine solo dopo essere stati interfacciati. Questa visione è verosimilmente sfruttata anche a fini di ricatto, per poter produrre immagini con un punto di vista diverso da quello della vittima, ma non ho alcuna ipotesi sul fatto che sia o meno a colori e su quale risoluzione consenta. In ogni caso, di fronte ad una foto o ad un filmato che ci dovessero ritrarre in atteggiamenti discutibili, la prima cosa da fare è la stima delle coordinate del punto di vista, per verificare se questo è geometricamente compatibile con la presenza di una telecamera nascosta, perché se fosse sospeso a mezz’aria o si trovasse all’interno di qualche oggetto solido si potrebbe concludere che è una ripresa fatta attraverso uno “SQUID”.
Una ultima considerazione, scontata ma così importante da richiedere un paragrafo a parte, è che tra vittima ed operatori si stabilisce un vero e proprio dialogo che viene sfruttato dai secondi a fini di manipolazione. Qualunque spiegazione scientifica di questi fenomeni non può dunque prescindere dalla giustificazione di questo aspetto, in cui lettura e scrittura sono combinate per implementare un canale di comunicazione bidirezionale.

Andrea Giotti, andrea.giotti@tin.it

ESPOSTO SU OPERAZIONI PSICOLOGICHE – di Andrea Giotti – Prima Parte : https://italiaparla.wordpress.com/2013/08/16/esposto-su-operazioni-psicologiche-di-andrea-giotti-prima-parte/

FONTE : https://www.facebook.com/groups/controllomentale/doc/269108289768730/

4 thoughts on “Resoconto completo sul caso Giotti – di Andrea Giotti – Seconda Parte

  1. Buongiorno Sig.Giotti,
    ho letto il suo racconto e mi sento di segnalarle ,se lei vorra’,di provare almeno a vedere i video del prof.Corrado Malanga,partendo da “Prenderne Coscienza”.La sua esperienza e’ perfettamente sovrapponibile alle Abdaction…e’ difficile da credere,ma se fosse vero?Non costa niente informarsi,mi e’ sembrato una persona molto intelligente nell’intervista a Border Nights….
    mi permetto di insistere un po’ perche’ il Prof.Malanga ha studiato bene il fenomeno,e messo a punto una tecnica,ora semplicissima(dura 15min.)che si chiama TCTDF permette di liberarsi completamente del problema.I video vanno visti e rivisti,solo quando si e’ capito veramente cos’e’ l’ adduzzione,allora fare il TCTDF.Nel sito di Malanga puo’ trovare oltre 300 file in pdf gratuiti x la documentazione generale compreso il Triade Color Test Dinamico Flash.
    Le faccio i miei auguri
    Claudia

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