MANIFESTAZIONE A NISCEMI. GLI ATTIVISTI NO MUOS VIOLANO LA BASE USA

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10 AGOSTO 2013 – di Roberto Abis

Gli attivisti NO MUOS, che nei giorni scorsi hanno incassato la solidarietà di venti intellettuali americani che hanno chiesto al Presidente Obama di bloccare l’installazione del MUOS di Niscemi in quanto «il progetto MUOS e la militarizzazione della Sicilia non sono nell’interesse dei cittadini e delle cittadine americani», hanno manifestato il giorno 9 agosto il loro dissenso contro l’installazione della stazione di comunicazione satellitare della Marina militare USA in contrada Ulmo.
Una manifestazione che si è mantenuta pacifica fino a quando il corteo non è giunto nei pressi dei cancelli della base. Qui i manifestanti sono venuti in contatto con le forze dell’ordine e oggi la Procura della Repubblica di Caltagirone ha aperto un’inchiesta: i reati ipotizzati sarebbero resistenza e violenza a pubblico ufficiale e danneggiamento. I manifestanti, dopo aver sfondato il cordone delle forze dell’ordine, hanno divelto circa un chilometro di recinzione e sono entrati all’interno della base con l’intenzione di portare fuori i loro compagni che si erano introdotti la sera precedente (8 agosto) ed arrampicati su alcune antenne: «Oggi violazione vera e reale della base americana MUOS – afferma uno degli attivisti – Storico. Mai accaduto agli USA in Europa. Siamo entrati in mille attivisti NO MUOS usando solo i corpi e le cesoie».

Anche il Presidente della Regione Rosario Crocetta, che alcuni giorni fa ha denunciato infiltrazioni mafiose tra i manifestanti, aventi lo scopo di bloccare i lavori, è intervenuto dalla sua pagina Facebook rivolgendo un appello alle organizzazioni NO MUOS esortandole «a riprendere il dialogo e il confronto ed evitare che accadano ulteriori episodi di violenza, per niente belli in un paese civile e democratico».
«Ho impedito in tutti i modi l’installazione del MUOS a Niscemi, sia quand’ero parlamentare europeo sia da presidente della Regione» afferma Crocetta. «Da parlamentare europeo mi è stato risposto che le direttive comunitarie in materia ambientale non si applicano per i siti di rilevanza strategica militare, da presidente ho fatto molto di più: ho revocato l’autorizzazione data dai precedenti governi nazionale e regionale per l’installazione dell’impianto per una sola questione di competenza regionale, quella della valutazione ambientale. Quando l’Istituto Superiore di Sanità ha dichiarato che il MUOS non supera i limiti di emissione previsti dalla legge, il governo siciliano non ha avuto altra scelta che rispettare la legge, a meno di non commettere reati penali ed esporre regione a un risarcimento danni di 18 miliardi dollari».

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«Qualche gruppo che mi attacca – afferma Crocetta – mente sapendo di mentire, perché sa che oggi, quella del MUOS, è una vicenda nazionale e che le decisioni possono prenderle il governo nazionale e il Ministero della Difesa. Eppure tali gruppi non hanno presentato, fin ora, alcuna richiesta al Ministro della Difesa chiedendo di rivedere l’installazione, come dire: demagoghi in piazza e reticenti in parlamento. Tale scorrettezza istituzionale e politica non si illudano non venga compresa dal popolo siciliano, che sa benissimo quale sia la posizione del presidente della Regione e del governo. I “duri e puri” rivolgano altrove la loro attenzione, facciano il proprio dovere e si distacchino da manifestazioni violente perché non è trasformando Niscemi in un’arena di violenze e scontri che si risolve la situazione, ma affrontando un dialettico e democratico confronto col governo nazionale. D’altra parte, alcuni sono gli stessi che anche in presenza di una revoca notificata dal governo regionale, che aveva ratificato la richiesta di 25 mila euro di danni al giorno nei miei confronti, continuavano a dire che non era vero che avevo revocato le autorizzazioni per il MUOS.
Inoltre sarebbe opportuno, specialmente quando si protesta, chiedersi sempre con chi si sta accanto. Il governo regionale non ha alcuno strumento normativo per disciplinare o negare l’autorizzazione all’impianto militare già autorizzato dal precedente governo, definito dal Ministero di rilevante importanza strategica per la difesa. Faccio appello alle organizzazioni NO MUOS di riprendere il dialogo e il confronto e di evitare che accadano ulteriori episodi di violenza, per niente belli in un paese civile e democratico».

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