NO MUOS: GLI ATTIVISTI OCCUPANO I COMUNI. IL 9 AGOSTO MANIFESTAZIONE NAZIONALE.

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06 Agosto 2013 – di Abis Roberto

Niscemi, Caltagirone, Modica, Ragusa, Piazza Armerina e Palermo. Questi, almeno per ora, i Comuni occupati dagli attivisti NO MUOS dopo la decisione del Presidente della Regione Rosario Crocetta di autorizzare la ripresa dei lavori (in verità mai interrotti) di costruzione del MUOS a Niscemi, in Contrada Ulmo.

Il Presidente Crocetta precisa che «il governo regionale da me presieduto non ha mai condiviso, neppure sul piano di principio, l’istallazione del MUOS poiché ha ritenuto sempre che tale istallazione si inserisce in un territorio fortemente degradato per presenza di altri impianti, sul piano ambientale» ma giustifica la revoca della revoca come una scelta obbligata. «Gli americani – afferma il Governatore – sostengono che l’intero complesso MUOS a livello mondiale costi 18 miliardi di dollari e che tale installazione non può funzionare senza l’impianto di Niscemi. L’autorizzazione del governo precedente ha quindi prodotto legittimi interessi a favore di terzi che, in caso di diniego ad effettuare l’istallazione, hanno diritto di essere risarciti».
18 miliardi di dollari. Una cifra enorme, a cui gli Stati Uniti non hanno mai fatto riferimento per un eventuale risarcimento. Gli stessi legali del Coordinamento regionale dei Comitati No MUOS, Paola Ottaviano e Sebastiano Papandrea, affermano che dalla lettura degli atti in loro possesso non si riscontra che il governo USA possa chiedere una simile penale. Anzi, sempre secondo i legali, la Regione avrebbe validi motivi per continuare ad applicare il principio di precauzione poiché la zona MUOS ricade in un’area ad alto rischio ambientale.
Secondo gli attivisti del Coordinamento regionale «Crocetta si è spinto oltre dichiarando il falso a proposito delle presunte penali da milioni di dollari che la Regione avrebbe dovuto pagare alla Marina militare USA per il blocco dei lavori del MUOS. Non esiste alcuna penale; c’è solo stata una richiesta di risarcimento danni da parte del Ministero della Difesa, che il Tar Sicilia ha rigettato in quanto il Ministero non aveva alcun titolo per avanzare tale pretesa».
E il Comitato delle Mamme No Muos, il Movimento No Muos Sicilia, l’attivista Giuseppe Maida e l’associazione Rita Atria si sono rivolti alle Procure di Palermo e Caltagirone presentando una denuncia-querela, contro la revoca della revoca.

Nel frattempo Douglas Hengel, Charge d’Affairs (incaricato d’affari) ad interim dell’Ambasciata americana a Roma si augura che nel sito di Niscemi i lavori del MUOS possano «ricominciare quanto prima» sostenendo che questo «non entrerà in funzione finché non verrà eseguito un test finale che certifichi il rispetto delle norme previste in materia di sicurezza e tutela dell’ambiente»
E il Governatore Crocetta intervistato dal quotidiano on-line La voce di New York alla domanda «Qual è la verità, gli americani dettano legge, o c’è un’altra lettura?» risponde: «Mi sembra disonesta questa accusa degli attivisti intransigenti, i No Muos, alcuni No Global, parte degli anarco-insurrezionalisti ed esponenti degli ambienti mafiosi. In questa vicenda non ho fatto né l’antiamericano, né il filoamericano, sono stato un uomo delle istituzioni. L’Italia ha un accordo politico-militare con gli Stati Uniti che hanno contribuito alla libertà del nostro Paese e non dobbiamo dimenticarlo».
Nel corso dell’intervista Crocetta afferma anche che «nell’ambito di quell’accordo è stato deciso di creare un’installazione satellitare che serve a garantire meglio la difesa dell’Occidente. Cioè la pace».

In Sicilia fervono i preparativi di una serie di iniziative che culmineranno il 9 agosto (anniversario del bombardamento atomico di Nagasaki) a Niscemi con una nuova manifestazione nazionale per dire NO! Al MUOS, alla quale parteciperanno oltre i Comitati anche gli amministratori dei Comuni occupati e la Cgil Sicilia.

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