MUOS: PER L’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA’ NESSUN RISCHIO

MUOS: PER L’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA’ NESSUN RISCHIO

Articolo di Roberto Abis

Il 9 luglio 2013 il TAR di Palermo (l’ordinanza è reperibile al seguente indirizzo http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Palermo/Sezione%201/2013/201300950/Provvedimenti/201300470_05.XML) rigetta il ricorso del Ministero della Difesa italiana contro la revoca delle autorizzazioni (concesse dall’amministrazione Lombardo) per la realizzazione del MUOS di Niscemi imposta dal governatore Rosario Crocetta. La Giunta Regionale, però, subordinò la decisione finale sul via libera all’impianto della Marina Militare USA all’esito della Commissione di esperti insediata all’Istituto Superiore di Sanità.
Ebbene l’esito di tale studio è stato reso noto alcuni giorni. L’11 luglio, si è tenuta l’ultima riunione del Tavolo Tecnico sul MUOS presso l’Istituto Superiore della Sanità in Roma. Come da verbale della riunione, i lavori si sono conclusi con un Rapporto dell’ISS (reperibile al seguente indirizzo https://docs.google.com/file/d/0Bx7LkTDLpiaDWDVhcXFoZHREUm8/edit?pli=1) al quale era allegato una Nota-Rapporto (reperibile al seguente indirizzo http://blog.ilmanifesto.it/scienziato/files/2013/07/Relazione-degli-esperti-nominati-dalla-Regione-Sicilia-3.0.pdf) di otto pagine da parte degli esperti nominati dalla Regione Sicilia, Mario Palermo e Massimo Zucchetti, che dissentivano su parte delle conclusione del ISS, specialmente sulla questione della pericolosità del MUOS e della valutazione dei campi elettromagnetici della base NRTF.
Il 12 luglio, l’ISS ha consegnato il Rapporto – con l’allegato e il verbale – ai committenti: Presidenza del Consiglio, Ministero della Salute, Regione Sicilia. Anche il Ministero della Difesa ha ricevuto il Rapporto, con il verbale e gli allegati.

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità «i risultati delle misure sperimentali effettuate dall’Ispra – sulle antenne del sistema Muos degli Usa a Niscemi (Caltanissetta) – indicano che tutti i limiti previsti dalla legislazione italiana in materia di protezione della salute umana dai campi elettromagnetici sono attualmente rispettati in larga misura».
Secondo lo studio «non sono prevedibili rischi dovuti agli effetti noti dei campi elettromagnetici e anche nell’ipotesi, poco probabile, di un puntamento delle antenne paraboliche a livello del terreno, o comunque nelle direzioni di persone che potrebbero essere esposte al fascio principale, si ritiene che tali rischi possano essere considerati del tutto trascurabili».
Per quanto riguarda le possibili interferenze su apparecchiature elettromedicali «non sono prevedibili particolari problemi, connessi alla messa in funzione delle antenne MUOS in quanto i livelli di campo elettrico nei luoghi dove è possibile la presenza di tali apparecchiature sono inferiori a 0,6 V/m, compatibili quindi con i normali livelli di campo elettromagnetico di fondo». Nessun rischio, prosegue la relazione, anche per dispositivi come «pacemaker e defibrillatori cardiaci impiantati».

Per il Coordinamento regionale dei Comitati NO MUOS sono stati diffusi dei frammenti della relazione in maniera parziale e alterata. Si tratterebbe infatti di porzioni di relazione diffuse ad hoc per tenere all’oscuro i cittadini del reale contenuto della relazione.
Qualora la relazione venisse diffusa completamente emergerebbe una realtà differente, e cioè che il MUOS contrasta nettamente con le normative italiane vigenti e che le 46 antenne esistenti superano costantemente i limiti di legge. Si tratterebbe, quindi, di una verità alquanto scomoda per il nostro Governo.
La Commissione che si è occupata della vicenda ha prudenzialmente osservato che, allo stato attuale degli studi, non esiste una relazione dimostrata di causa-effetto fra esposizione all’elettromagnetismo ed immediata insorgenza di patologie. Per tale motivo la normativa, per evitare l’insorgenza di patologie, impone dei limiti che non si devono superare.
Nella stessa relazione si dice che le misurazioni effettuate dall’ISPRA (Istituto Superiore Per l’Ambiente), in accordo con i tecnici americani, non sono attendibili: misurazioni eseguite in cinque giorni che contraddicono cinque anni di misurazione effettuata dell’ARPA Sicilia. Dubbi e sospetti quindi si insinuano anche all’interno dell’ISS. La relazione, infatti, si riferisce alle antenne attualmente in funzione non potendo esprimere nessun giudizio sul MUOS di cui non esistono dati se non quelli diffusi dal costruttore (la Lockheed Martin, gli stessi degli F35).

Per saperne di più:

L’art, del Prof. Massimo Zucchetti del Politecnico di Torino corredato di relazioni
http://blog.ilmanifesto.it/scienziato/2013/07/19/muos-non-tutti-sono-gentiluomini/

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...