INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO

elettrosmog   Si chiamano elettrosensibili. Ma in Italia è come se non esistessero.

Articolo di Alessandro Barcella

Mentre in Italia i limiti della soglia d’ allarme (per una malattia che tra l’altro ufficialmente non esiste) sono notevolmente sopra la media generale, nel resto del mondo la strada intrapresa è ben diversa. Accade allora che in Svezia l’elettrosensibilità sia considerata malattia invalidante, oggetto di disabilità riconosciuta e regolarmente pagata dal locale ente di previdenza. L’impiegato svedese ha diritto poi ad una postazione di lavoro o ad un incarico che non comporti la vicinanza a fonti di elettrosmog. Numerose aree “electric free” sono state posizionate infine in diverse zone, soprattutto nel centro del Paese. Anche la Francia ha detto la sua in materia: Parigi ha recentemente sospeso il servizio di wi-fi gratuito all’interno di 4 delle sue biblioteche pubbliche, mentre esiste una “zona rifugio bianca” nel Sud Ovest del Paese. Lo stato di Israele concentra i suoi sforzi informativi sui più piccoli, imponendo ai costruttori e agli operatori di telefonia di indicare chiaramente sulle confezioni dei cellulari il pericolo di esposizione alle radiazioni. In altri Paesi si sono mossi anche i Tribunali, come a Madrid dove più giudici hanno espresso sentenze favorevoli al riconoscimento dell’elettrosensibilità come malattia invalidante. In Belgio infine (dove già vige il divieto di uso dei cellulari per i bambini al di sotto dei 7 anni d’età) il tema è entrato in Parlamento attraverso un’interrogazione alla Camera dei Rappresentanti. FONTE : http://www.lanotiziagiornale.it/si-chiamano-elettrosensibili-ma-in-italia-e-come-se-non-esistessero/

images     Possibili meccanismi d’azione biologica della Elettrosensibilità

Uno dei misteri più grandi della scienza moderna è capire come i campi elettromagnetici possono influenzare la biologia umana soprattutto perché questi campi sono composti da fotoni a bassa energia, un’energia troppo bassa per agire sulla chimica del corpo umano. Allora com’è possibile che avvengano questi effetti? Molti scienziati sostengono la sola azione che questi campi possono avere sia il riscaldamento, eppure è chiaro che i livelli di esposizione che causano effetti biologici sostanziali riescono a produrre solo un riscaldamento minimo. Oggi questo mistero è stato risolto in un articolo del Prof. Martin Pall dell’Università di Washington, già autore di molti studi sulla Sensibilità Chimica Multipla, Sindrome da Fatica Cronica e Fibromialgia, pubblicato sul Journal of Cellular and Molecular Medicine, e disponibile gratuitamente online a questo link: http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/jcmm.12088/pdf. Questo articolo revisiona 24 studi diversi nei quali l’esposizione a campi elettromagnetici produce effetti biologici che possono essere bloccati usando dei bloccanti dei canali di calcio, dei farmaci che bloccano l’azione dei canali che bloccano l’azione dei canali del calcio dipendenti dal voltaggio (anche detti “VGCCs”). La maggior parte di qeusti farmaci comprendono un blocco dei canali di calcio di tipo L, dimostrando un blocco causato dagli antagonisti specifici per questi bloccanti dei canali di calcio di tipo L; tuttavia, in altri studi erano coinvolti alti tre classi di bloccanti dei canali di calcio dipendenti dal voltaggio. Questi e altri studi dimostrano che le esposizioni ai campi elettromagnetici agiscono parzialmente depolarizzando la carica elettrica attraverso la membrana plasmatica delle cellule, attivando i bloccanti dei canali di calcio dipendenti dal voltaggio e che è l’aumento dei livelli intracellulari di calcio ad essere responsabili per la reazione all’esposizione a campi elettromagnetici. Questi 24 studi implicano che il blocco dei canali di calcio dipendenti dal voltaggio avviene in risposta a vari tipi di campi elettromagnetici, compresi quelli a basse frequenze come quelli a 50 e 60 cicli prodotti dalla corrente alternata dei nostri impianti elettrici, e ai campi elettromagnetici a radiofrequenza e a micro-onde e i campi elettrici pulsati ogni nanosecondi. Anche i campi elettrici statici agiscono attraverso I bloccanti dei canali di calcio dipendenti dal voltaggio, in modo non sorprendente perché influenzano anche la carica elettrica attraverso la membrana plasmatica. Forse è più sorprendente il fatto che anche i campi magnetici statici agiscono attraverso questi stessi bloccanti dei canali di calcio dipendenti dal voltaggio. Questo è un po’ sorprendente perché i campi magnetici statici non producono cambiamenti elettrici negli oggetti statici. Come puntualizzato nel nostro articolo, tuttavia, le cellule viventi nel corpo sono raramente statiche, spesso si muovono rapidamente in un fenomeno noto come “caos cellulare” (nota del traduttore: formazione di una superficie cellulare in movimento che contiene un reticolo di filamenti polimerizzati). Avendo risolto questo mistero di lunga data, l’articolo procede nel considerare come l’attivazione dei bloccanti dei canali di calcio dipendenti dal voltaggio può produrre due risposte ai campi elettromagnetici, entrambe ben documentate: la stimolazione della crescita ossea e la produzione di rotture singole di filamento del DNA nelle cellule esposte ai campi elettromagnetici. E’ stato dimostrato ripetutamente che l’esposizione ai campi elettromagnetici aumenta i livelli di ossido nitrico, in alcuni casi quasi istantaneamente. Questi aumenti dell’ossido nitrico vengono prodotti attraverso la stimolazione da parte del calcio di due sintesi di ossido nitrico nelle cellule, iNOS e eNOS, che sono entrambi enzimi dipendenti dal calcio. L’ossido nitrico nella cellula agisce producendo la maggior parte degli effetti fisiologici, stimolando la produzione del ciclo GMP che stimola a sua volta la G-kinasi (questo è noto come percorso biochimico NO/sGC/cGMP/G-kinasi). La maggior parte delle risposte patologiche all’ossido nitrico avvengono attraverso un altro percorso biochimico, dove l’ossido nitrico agisce come precursore del perossinitrico, un potente ossidante e un precursore di radicali liberi. L’articolo suggerisce che la stimolazione da parte dei campi elettromagnetici della crescita ossera, una risposta molto promettente dal punto di vista terapeutico, agisca attraverso lo stesso percorso biochimico. Questo fenomeno suggerisce anche che l’induzione di una rottura singola del filamento di DNA agisce attraverso un secondo percorso biochimico. E’ possibile che gli effetti benefici dei campi elettromagnetici agiscano attraverso il primo percorso biochimico, mentre gli effetti patologici avvengano attraverso il secondo percorso biochimico. Chiaramente c’è bisogno di ulteriori studi sui meccanismi d’azione dei campi elettromagnetici. Questo articolo può essere considerato in contesti pratici come importante per due ragioni: 1. Molti hanno affermato che non possono esistere effetti biologici delle esposizioni a campi elettromagnetici perché nessun plausibile meccanismo d’azione di queste esposizioni potrebbe produrre tali effetti. Chiaramente queste affermazioni sono ormai superate. 2. Ora sappiamo in che direzione guardare negli studi finalizzati alla comprensione dei meccanismi di azione delle esposizioni a campi elettromagnetici. Tali studi devono guardare al ruolo dei VGCC, del calcio intracellulare, dell’ossido nitrico e possibilmente del ciclo GMP o del perossinitrito. Si può affermare, quindi, che questo lavoro è molto più “un cambio di gioco”, un cambiare il punto di vista in una situazione in cui vi era una sostanziale confusione verso una situazione in cui si possono fare domande mirate e specifiche e a cui si può rispondere sperimentalmente. Questo articolo, infine, non dice nulla circa l’elettrosensibilità (spesso abbreviata come ES), una condizione in cui esposizioni precedenti a campi elettromagnetici sembrano indurre una ipersensibilità di alto livello verso alcuni tipi di campi elettromagnetici. La ES è simile alla Sensibilità Chimica Multipla (MCS), in cui precedenti esposizioni chimiche producono una notevole ipersensibilità chimica. Le sostanze chimiche agiscono nella MCS indirettamente con l’attivazione dei recettori NMDA e i recettori NMDA hanno molte somiglianze con i bloccanti dei canali di calcio dipendenti da voltaggio di tipo L. Aspettatevi, quindi, un articolo futuro sulla proposta di meccanismo d’azione dettagliato per l’ES, con le molte analogie e qualche differenza nei meccanismi d’azione della MCS e della ES. Martin Pall Università di Washington [martin_pall@wsu.edu] Traduzione di Francesca Romana Orlando per AMICA http://www.infoamica.it FONTE : http://www.infoamica.it/possibili-meccanismi-dazione-biologica-della-elettrosensibilita/

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