I gravissimi abusi della pratica coercitiva in uso nei 3 reparti Grossoni a Milano

I gravissimi abusi della pratica coercitiva in uso nei 3 reparti Grossoni a Milano

COMUNICATO STAMPA DEL TELEFONO VIOLA DI MILANO DEL 23 NOVEMBRE 21010
I GRAVISSIMI ABUSI DELLA PRATICA COERCITIVA IN USO NEI 3 REPARTI GROSSONI DELL’OSPEDALE DI NIGUARDA

Mohamed M.
a causa delle contenzioni patite al Grossoni 1 subisce la paralisi bilaterale del plesso brachiale, ovvero ha entrambe le braccia paralizzate Mohamed M. ha subito lo “spallaccio”?
Mohamed M. è un cittadino marocchino che viene ricoverato al Grossoni 1 l’11 giugno 2005 e dopo qualche settimana viene trasferito a Medicina 2 da dove viene dimesso il 27 luglio 2005. Nel portale dei reparti non esiste nessuna documentazione del ricovero al Grossoni 1! Esiste, invece, la relazione alla dimissione da Medicina 2, in cui nel motivo del ricovero si dice:
il paziente viene ricoverato in psichiatria Grassoni 1 e contenuto per imponente stato di agitazione.
Successivamente comparsa di rabdomiolisi imponente (cpk >22000) per cui viene ricoverato in medicina II dove diviene sempre più evidente una paralisi flaccida bilaterale degli arti superiori con totale impotenza funzionale
La rabdomiolisi è “la rottura delle fibre muscolari con conseguente rilascio del contenuto di fibra muscolare (mioglobina) nel flusso sanguigno … legata a traumi con schiacciamento muscolare.”
Il trattamento che in una persona contenuta porta ad una imponente rabdomiolisi è il famigerato “spallaccio” prolungato nel tempo. Appena al Grossoni 1 si sono accorti che Mohamed aveva perso l’uso delle braccia lo hanno trasferito di corsa a Medicina 2, ed hanno fatto sparire tutta la documentazione del reparto.
La diagnosi alla dimissione è: “paralisi bilaterale del plesso brachiale”.
Rita F.
A causa di una lunga e insensata contenzione patita al Grossoni 1 subisce ulcere da decubito, una tromboembolia polmonare, una trombosi venosa profonda, una infezione alle vie urinarie
Rita F. il 3 marzo 2006 viene ricoverata al Grossoni 2. Durante il ricovero la paziente si era dimostrata oppositiva alla terapia del medico curante e rimaneva a letto con le sponde. Per i suoi tentativi di scavalcare le sponde è stata legata a letto, ed è rimasta in contenzione per un tempo lunghissimo.
La lunga contenzione ha provocato:
piaghe da decubito , infezione delle vie urinarie da enterococco, trombosi venosa profonda arto inferiore dx, tromboembolia polmonare.

La povera Sig.ra Rita, ridotta in fin di vita dalla insensata lunghezza della contenzione, trasfigurata in una specie di manifesto vivente delle gravi lesioni provocate dalle contenzioni, in giugno viene trasportata d’urgenza all’UCIC, che è il reparto di terapia cardiologica di urgenza, e, dopo, a Medicina 2, dove le curano le piaghe da decubito. La Sig. Rita viene dimessa da Medicina 2 il 31 luglio 2006.

Nel portale dei reparti di Niguarda è sparita tutta la documentazione del lungo ricovero al Grossoni, mentre invece esiste la relazione alla dimissione di Medicina 2.
Tutto questo non sarebbe avvenuto se, all’inizio, fosse stato cambiato il suo medico curante con un altro medico un po’ più accetto dalla paziente!
Lo straordinario accanimento contenitivo operato contro la Sig.ra Rita F. spinge il DSM a redigere le prime linee guida della contenzione fisica in ospedale, apparse nella dispensa citata all’inizio.
Francesco D.
ricoverato al MURG per grave insufficienza respiratoria viene trasferito al Grossoni 3 dopo appena tre giorni muore. Francesco D. è morto contenuto?
Il 26 settembre 2008 Francesco D. si reca in PS per un colloquio psichiatrico; non vengono riscontrate emergenze psicotiche ma per dispnea viene ricoverato il paziente in MURG – Medicina di urgenza per le terapie del caso. (Per dispnea si intende un tipo di respirazione faticosa, che viene avvertita soggettivamente come “fame/bisogno d’aria” ed inadeguatezza del respiro, e che comporta l’aumento dello sforzo per respirare, con la conseguenza di un impegno muscolare non spontaneo per compiere inspirazioni ed espirazioni.)
Il Sig. Francesco è una persona obesa, nonché un accanito fumatore. Il medico della MURG fortemente irritato per l’impossibilità di fargli smettere di fumare convoca la D.sa Calchi per farlo trasferire al Grossoni 2. La D.sa Calchi, sapendo che nel suo reparto per impedire ad un paziente di fumare lo si lega al letto e che per un paziente in quelle condizioni la contenzione può essere letale, si oppone decisamente al ricovero e, invitata dal medico della MURG, mette per iscritto questa opposizione.
Dopo qualche ora, lo psichiatra di guardia che sostituisce la D.sa Calchi accetta la richiesta della MURG e il Sig. Francesco, con la sua grave insufficienza respiratoria, viene trasferito al Grossoni 2.
Dopo appena 3 giorni il Sig. Defeo “veniva rinvenuto in una condizione di arresto del circolo; sottoposto inutilmente alle cure rianimatorie, veniva dichiarato deceduto.”
Nel caso di Francesco D. esiste la relazione alla dimissione del reparto di Psichiatria 3 (Grossoni 3):
II paziente durante la degenza in MURG è stato sottoposto a terapia medica con steroidi aerosol con broncodilatatori; ha continuato a fumare malgrado le proibizioni. … Era stato quindi … trasferito presso il nostro reparto. Anche nel nostro reparto il pz non seguiva la prescrizione di non fumare …. In data 01/10 il pz veniva rinvenuto in una condizione di arresto del circolo; sottoposto inutilmente alle cure rianimatorie, veniva dichiarato deceduto.
Tullio C.
viene ricoverato al Grossoni 3 dopo qualche giorno muore Tullio C. è morto mentre era legato da 14 ore?
Tullio C. viene ricoverato al Grossoni 3 un imprecisato giorno di ottobre di questo anno.
Nel portale dei reparti non esiste alcuna documentazione riferita al suo ricovero.
Esiste solo:
il referto di Anatomia Patologica n. S2010-001040 del reparto di Anatomia di Niguarda, che indica la visita necroscopica fatta il 24 ottobre 2010,
le analisi del sangue e delle urine fatte dal Laboratorio di analisi Chimico-Cliniche Patologia Clinica di Niguarda il 21 ottobre 2010.
Da queste analisi risulta che Tullio C., appena 3 giorni prima di morire stava bene.
Da queste analisi risulta che Tullio C., era ricoverato al Grossoni 3 (primario Leo Nahon).
Tutti gli operatori dei Grossoni e del DSM sanno che Tullio C. era stato legato al suo letto alle 11 di mattina e che, 14 ore dopo, alle 2 di notte è stato trovato morto nel suo letto di contenzione.
Marinella S.
al Grossoni 2 viene legata al suo letto di contenzione per 438 (quattrocentotrentotto) ore continuative!
Marinella S. era una paziente della D.sa Calchi.
Il Dott Mariano Bassi, Primario del Grossoni 2, all’inizio di quest’anno assegna la Sig.ra Marinella S. ad un altro medico curante.
Con il nuovo psichiatra la Sig.ra Marinella S. viene legata al suo letto di contenzione per 438 ore consecutive! Pari a 18 giorni e 6 ore! Pari ad oltre 36 volte la durata massima della contenzione fisica consigliata dai protocolli! Nel registro delle contenzioni del Grossoni 2 le centinaia di firme del controllo sono tutte in fila, l’una dopo l’altra!
Andrea R.
al Grossoni 2 viene legato al suo letto di contenzione per 14 (quattordici) giorni continuativi!
Il Sig. Andrea S. fino a luglio era un paziente della D.sa Calchi.
A luglio. dopo la sospensione della D.sa Calchi, il Dott Mariano Bassi, Primario del Grossoni 2, ‘gira’ il Sig. Andrea S. ad un altro psichiatra della sua equipe.
Nei mesi scorsi il Sig. Andrea S viene immobilizzato da 8 infermieri, trascinato per la gola lungo il corridoio del Grossoni 2, davanti agli altri degenti fortemente impressionati e spaventati, e legato al
suo letto di contenzione, dove rimane per 14 giorni consecutivi! Pari a oltre 330 ore! Pari ad oltre 28 volte la durata massima della contenzione fisica consigliata dai protocolli!
Durante questa interminabile contenzione fisica al Il Sig. Andrea S. venivano praticate ben 9 iniezioni giornaliere di 3 psicofarmaci (tre iniezioni al giorno per ogni psicofarmaco)!

ALCUNE DOMANDE AI DIRIGENTI DELL’AZIENDA OSPEDALIERA NIGUARDA CA’ GRANDA

– Chi era il medico curante della Sig.ra Rita F. quando veniva a lungo contenuta al Grossoni 2?
– Come mai nel portale dei reparti è sparita la documentazione del Grossoni 2 inerente al ricovero della signora nei mesi di marzo a luglio del 2006?
– E’ stata risarcita la Sig.ra Rita F. per le gravi lesioni causatele da un uso scorretto della contenzione fisica?
– Chi era il medico curante del Sig. Mohamed N. quando veniva contenuto al Grossoni 1?
– Come mai nel portale dei reparti è sparita la documentazione del Grossoni 1 inerente il suo ricovero nei mesi di giugno-luglio del 2005?
– E’ stata risarcito il Sig. Mohamed N. per le gravissime lesioni permanenti causategli da un uso scorretto della contenzione fisica?
– Chi erano il medico di guardia e gli infermieri presenti al Grossoni 3 quando è morto Francesco D.?
– Come mai il primario del Grossoni 3, Dott. Leo Nahon, non ha svolto alcuna relazione sui motivi che hanno impedito il trasferimento del Sig. Francesco D. in Medicina di Urgenza, in considerazione delle gravissime condizioni che lo hanno portato alla morte?
– E’ vero che che la Medicina di Urgenza ha chiesto il trasferimento di Francesco de Feo in psichiatria perché non riuscivano a farlo smettere di fumare, nonostante il parere contrario scritto dalla D.sa Calchi?
– È vero che al Grossoni 3 per impedire ad un paziente di fumare si usa contenerlo?
– Chi erano il medico di guardia e gli infermieri presenti al Grossoni 3 quando è morto Tullio C.?
– Come mai nel portale dei reparti è sparita la documentazione del Grossoni 3 inerente il suo ricovero nel mese di ottobre del 2010?
– Come mai il primario del Grossoni 3, Dott. Leo Nahon, non ha svolto alcuna relazione sui motivi che hanno impedito il trasferimento del Sig. Tullio C. in Medicina di Urgenza, in considerazione delle gravissime condizioni che lo hanno portato alla morte?
– Di che cosa è morto Tullio C.?
– E’ vero, come hanno riferito alcune voci tra gli operatori di Niguarda, che quando è morto egli era contenuto al suo letto da 14 ore?
– Chi è il medico curante della Sig.ra Marinella S.?
– Come giustifica questa enorme strappo nelle procedure delle linee guida del DSM di Niguarda sulla contenzione fisica in ospedale?
– Quali erano le condizioni psichiche e fisiche della Sig.ra Marinella Scalise?
– Dove si trova in questo momento la Sig.ra Scalise?
– Chi è il medico curante della Sig. Andrea R.?
– Come giustifica questa enorme strappo nelle procedure delle linee guida del DSM di Niguarda sulla contenzione fisica in ospedale?
– Ha valutato l’effetto sugli altri pazienti del Grossoni 2 dell’immobilizzazione violenta del Sig. Andrea R.?
– Quali erano le condizioni psichiche e fisiche della Sig.ra Marinella Scalise?
– Dove si trova in questo momento la Sig.ra Scalise?
– In questi ultimi anni ci sono stati altri casi di ricoverati dei Grossoni in regime di contenzione dalla durata abnorme?
– In questi ultimi anni ci sono stati altri casi di ricoverati dei Grossoni morti in regime di contenzione?
– In questi ultimi anni ci sono stati altri casi di ricoverati dei Grossoni che hanno subito gravi lesioni permanenti in regime di contenzione?
– In questi ultimi anni ci sono stati casi di suicidio per impiccagione all’interno dei reparti dei Grossoni?
– In questi ultimi anni ci sono stati casi di suicidio fuori dai reparti dei Grossoni a poche minuti dalla concessione del permesso di uscita?
– Chi manomette e come è possibile manomettere il sistema centrale dei computer di Niguarda per cancellare dal portale dei reparti la documentazione clinica di alcuni ricoveri scottanti dei Grossoni?
– Come mai il Direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Niguarda, Dott. Arcadio Erlicher, così propenso ai provvedimenti disciplinari contro la D.sa Calchi, non ha mai promosso un’indagine su quanto avveniva da anni nei reparti del suo Grossoni 1 e negli altri 2?
– Come mai il Consiglio di Disciplina così sollecito a sospendere la D.sa Calchi, che non ha commesso il benché minimo illecito professionale, non ha finora preso alcun provvedimento contro i responsabili di fatti così gravi?
– Come mai le Direzioni dell’Azienda Ospedaliera di Niguarda Ca’ Granda tollerano che nei reparti di psichiatria si contengano i ricoverati con l’efferato e pericoloso strumento di torura dello “spallaccio”?
23 novembre 2010
Telefono Viola di Milano
In allegato la ”
LETTERA APERTA AI MEDICI, AGLI INFERMIERI, ALLE RAPPRESENTANZE SINDACALI E AI MEMBRI DEL C.D.A. DELL’AZIENDA OSPEDALIERA NIGUARDA CA’ GRANDA, AI GIORNALISTI, AI FUNZIONARI DELLA POLIZIA GIUDIZIARIA, AI MAGISTRATI DELLA PROCURA DI MILANO
LETTERA APERTA
Allegati : http://www.news-forumsalutementale.it/public/LETTERA-TELVOLA.pdf

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FONTE : http://www.news-forumsalutementale.it/i-gravissimi-abusi-della-pratica-coercitiva-in-uso-nei-3-reparti-grossoni-a-milano/

Una psichiatra denuncia abusi al Niguarda

 

MILANO: ” Telefono viola denuncia una serie di abusi avvenuti nei reparti di psichiatria dell’ospedale di Niguarda, attraverso le pratiche della contenzione», ossia il legare i pazienti con disturbi mentali, che, secondo l’associazione, avrebbero portato a «due morti» e a una serie di lesioni ad altri malati. E Niguarda replica: «La pratica della contenzione fisica in psichiatria è un provvedimento applicato a situazioni cliniche estreme unicamente alla tutela della sicurezza dei pazienti e degli operatori. Tale pratica è presente nella maggior parte dei servizi pscichiatrici di diagnosi e cura italiani e non confligge con specifiche normative». Giorgio Pompa, presidente dell’associazione che dal ’96 «si batte contro gli abusi della psichiatria», ha spiegato – nel corso di una conferenza stampa in tribunale – che nelle prossime ore presenterà un esposto alla procura perché «apra un’inchiesta su questi gravi fatti di tortura». Pompa era accompagnato da alcuni volontari dell’associazione e dalla dottoressa Nicoletta Calchi, medico psichiatra dell’ospedale Niguarda, che ha raccontato di essere stata «sospesa per 20 giorni dalla struttura, dopo aver subito anche mobbing, a causa del rapporto umano instaurato con i malati». Secondo Telefono Viola, «i gravissimi abusi della pratica coercitiva» sarebbero avvenuti nei tre reparti Grossoni del Niguarda e farebbero riferimento a 6 casi. Tra questi, «la vicenda di Tullio C. morto un imprecisato giorno di ottobre di quest’anno, mentre era legato da 14 ore al letto». E, inoltre, il caso di «Francesco D. morto il 26 settembre 2008 sempre legato al letto». «Dentro il Grossoni – ha spiegato Pompa – non viene applicata la legge 180», ovvero la legge Basaglia del ’78, che portò alla chiusura dei manicomi. L’associazione contesta anche il protocollo sulle cure psichiatriche del Niguarda che prevede la “contenzione”. «Questa pratica – ha aggiunto Pompa – è un’inaudita violenza fisica e psicologica che viene portata avanti in alcuni reparti di psichiatria in Italia”.

Telefono Viola sostiene che nei reparti Grossoni i pazienti vengono legati «e non vengono controllati per ore, mentre anche il protocollo del Niguarda prevede controlli costanti». Ribatte l’ospedale: «Le procedure sono regolamentate dal 2006 da linee guida revisionate e aggiornate nel corso del corrente anno. In base a queste linee la contenzione deve essere autorizzata dal medico psichiatra e le persone sottoposte a tale pratica devono essere monitorate ogni 15 minuti».

Fonte Il Giorno Ed. Milano del 24/11/10

Psichiatria, 12 morti: «La Procura non indaga, inchiesta fulminea solo per il caso Ruby?»

Dal 201o, presentati numerosi esposti sui casi sospetti nei reparti Grossoni del Niguarda

 Associazione Dalle Ande agli AppenniniContinua la battaglia a colpi di carte bollate dell’associazione «Dalle Ande agli Appennini». L’ultimo atto della vicenda, che si protrae da quasi tre anni, è una richiesta inviata direttamente al procuratore della Repubblica di Milano, Edmondo Bruti Liberati, per criticare le «apatiche indagini preliminari» in corso presso la Procura «sulla morte di dodici pazienti nei reparti psichiatrici Grossoni dell’ospedale Niguarda», iniziate nel dicembre 2010 e che «probabilmente si chiuderanno con una archiviazione».GLI ESPOSTI – «Ci aspettavamo dalla Procura una investigazione attenta – ha spiegato in una conferenza stampa il presidente dell’ associazione, Giorgio Pompa – e così non è stato, mentre per il famoso processo Ruby la Procura ha deciso di investire tantissime energie umane e di fare indagini solerti e fulminee». Dal novembre 2010 Pompa, assieme ad alcuni familiari dei pazienti morti, ha presentato una serie di esposti in Procura: secondo l’associazione, nei reparti psichiatrici del Niguarda si sarebbero verificate morti sospette, dodici in tutto, alcune avvenute anche, come si legge negli esposti, «per torture da contenzione».

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