I FENOMENI DI CARONIA : ENIGMA SOLO APPARENTE

I FENOMENI DI CARONIA : ENIGMA SOLO APPARENTE

I fenomeni incendiari che hanno caratterizzato la prima fase critica dello scenario di Canneto di Caronia, nelI’arco del 2004, sono tuttora al centro dell’attività di monitoraggio e di approfondimento da parte del Gruppo Interistituzionale di Osservazione istituito con I’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3428 dell’aprile 2005, sulla base della proposta avanzata dal Dipartimento nazionale della Protezione civile.
Ai forti disagi degli abitanti di Canneto, costretti all’evacuazione dal Sindaco di Caronia, per non esporli ad ulteriori rischi e tutelarne la salute, fece seguito la determinazione della Protezione Civile di affrontare la questione in sede tecnico-scientifica, per il tramite di un apposito Gruppo di Osservazione.
In questo Gruppo, coordinato operativamente da chi scrive e nella sede scientifica dai professori Bruno Azzerboni (Ordinario di Elettrotecnica all’Universitàr di Messina), Giuseppe Maschio (Direttore del Dipartimento di Chimica all’Università di Padova), dal fisico CF Prof. Clarbruno Vedruccio (Marina Militare) e dal dottor Massimo Chiappini (Direttore del Laboratorio di Geomagnetismo delI’Ingv-Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), vanno impegnandosi numerosi ricercatori, studiosi e specialisti appartenenti ad istituzioni pubbliche quali il Ministero delle Comunicazioni, la Marina e I’Aeronautica Militare, I’Arpa Sicilia, il Sias della Regione Siciliana, Telespazio,I’Enel, la RFI ed altri.

Cos’è accaduto a Canneto

Nei primi giorni del Gennaio 2004, una serie di episodi incendiari colpì le case di Canneto, interessando preferenzialmente le parti elettriche come contatori, cavi della rete di illuminazione interna, elettrodomestici, ma anche suppellettili come materassi e divani a molle. Da questi punti d’innesco i focolai d’incendio si estesero
all’interno delle abitazioni, seminando panico e sconforto tra i residenti,improvvisamente al centro di questi inspiegabili fenomeni e costretti a subire danni di un certo peso.
Così, questa ridente e tranquilla borgata in riva al Tirreno, nel volgere di pochi giorni si trasformò in uno scenario emergenziale di protezione civile, richiamando l’attenzione della stampa e degli organi d’informazione anche a livello internazionale.
Ma nei mesi successivi, specie nel secondo semestre del 2004, si registrò un’evoluzione dei fenomeni: dagli incendi si passò infatti a più frequenti anomalie di tipo elettromagnetico,come la smagnetizzazione di pendrive, il malfunzionamento delle chiusure telecomandate degli autoveicoli,le forti variazioni nelle bussole magnetiche, i guasti ai telefoni cellulari.
Un’antenna satellitare incorporata nel lunotto di una vettura raggiunse una temperatura talmente elevata da produrre la perforazione del vetro, mentre altri fenomeni vennero registrati in un’area più vasta del territorio.
La Protezione civile, attraverso il Comune di Caronia, dispose la rimozione e l’integrale rifacimento degli impianti elettrici e delle messe a terra nelle case di Canneto. Ma taluni episodi di combustione si verificarono all’interno delle abitazioni anche in assenza di allacciamento elettrico dall’esterno.
Inoltre, si sono sempre più intensificate le osservazioni e le testimonianze di altri fenomeni nell’area del basso Tirreno.La sequenza dei fenomeni ha lasciato così spazio a una ridda di ipotesi e di congetture provenienti sia da ambienti scientifici che da altri. Persino il toponimo di Caronia e di talune contrade del suo territorio, hanno acceso interesse sulla storia e sulle tradizioni popolari di questa zona.A partire dal Gennaio 2004, ogni anomalia o fatto insolito osservati nella zona vengono riportati minuziosamente in un apposito registro e sono quindi oggetto di valutazione e approfondimento da parte del Gruppo di Osservazione.

L’attività del Gruppo lnteristituzionale di Osservazione dei fenomeni

Come in altre zone del territorio nazionale, sia nella fase antecedente che in quella critica di accadimento dei fenomeni, non si avevano dati conoscitivi specifici, per il semplice fatto che non vi era ragione di condurre un monitoraggio strumentale permanente. Perciò, non si possedeva una banca dati, strumento di essenziale importanza per condurre ogni possibile comparazione e risalire alle cause.
L’attività del Gruppo Interistituzionale è quindi partita da zero, dopo la fase critica degli incendi.
Sono state condotte varie campagne multidisciplinari di misure e rilevamenti, sia in mare che sulla terraferma. Le più significative sono:
– campagna di telefotorilevamento aereo condotta dall’Aeronautica Militare

-campagne di misure dei parametri fisici, geofisici e geochimici, condotte dall’INGV (Sezioni di Catania e Palermo) a —-

-campagna oceanografica condotta dalla Nave “Galatea” dell’Istituto Idrografico della Marina Militare su uno specchio di mare esteso, antistante la zona costiera di Canneto (magnetometria, parametri fisici e chimici, sedimentologia) ——-

-campagna di rilevamenti e misure con georadar

– campagna di rilevamenti magnetometrici a terra e di monitoraggio dei campi elettrici ed elettromagnetici condotti dalla Marina Militare campagna di monitoraggio dello spettro radioelettrico condotta dal Ministero delle Comunicazioni e dalI’ARPA Sicilia o misure dei parametri ambientali e meteoclimatici condotta dal SIAS -Regione Siciliana

– mappatura di tutti gli utilizzator dello spettro radioelettrico presenti in un raggio di diversi chilometri centrato su Canneto, curata dal Ministero delle Comunicazioni

-campagna di rilevamento aereo, misure e mappatura dell’intensita totale del campo magnetico terrestre condotta con tecnologia d ‘avanguardia dall’INGV su un’ampia zona di mare compresa tra I’Isola di Ustica e le Isole Eolie

-campagna di monitoraggio dei campi elettromagnetici tuttora effettuata e in via di ulteriore potenziamento

-campagne d rilevamento nel visibile e nell’infrarosso (IFR-FLIR) condotte in terraferma e da piattaforma aerea, con il supporto di mezzi aerei e specialisti della Marina Militare.

Esclusione delle cause naturali

Attraverso le varie campagne di misure e la consistente attività. di monitoraggio, il Gruppo Interistituzionale ha potuto escludere I’origine naturale dei fenomeni, essendo risultati tutti i parametri ambientali (fisici, geofisici,geochimici) entro valori normali.

Esclusione delle cause riconducibili

Altrettanto si è fatto in direzione degli impianti tecnologici presenti nella zona (ferrovia, impianti di radiotelecomunicazione, rete elettrica), escludendo anche in questo caso possibili cause alla base dei fenomeni.

Plausibilità dell’origine artificiale dei fenomeni

Attraverso le progressive esclusioni e sulla base dei numerosi effetti osservati nell’area di Canneto e nel territorio, il Gruppo Interistituzionale suppone plausibile, allo stato attuale, l’origine artificiale dei fenomeni.
In particolare, si è valutata I’ipotesi che la zona potrebbe essere stata interessata da emissioni elettromagnetiche impulsive (EMP) ed episodiche di origine artificiale, capaci di generare una grande potenza concentrata in frazioni di tempo estremamente ridotte. In questa direzione si è aperto un confronto all’interno del Gruppo,sull’ipotesi che il punto sorgente delle emissioni possa essere localizzato in mare, al largo della costa di Caronia. Sulla eventuale individuazione del soggetto autore di queste emissioni elettromagnetiche impulsive, ove I’ipotesi dovesse trovare una definitiva conferma, il Gruppo Interistituzionale non ha alcuna competenza, mentre invece è fortemente impegnato sulla piena comprensione della tecnologia che avrebbe dato origine a tali emissioni.
Sono emersi spontaneamente taluni interrogativi sulla possibilità che alla base di questi fenomeni possano anche esserci applicazioni sperimentali di tecnologie industriali, non escludendo con ciò i sistemi d’arma elettromagnetici.
Sulla questione appare oggettivamente necessario un atteggiamento di cautela e di responsabilità. Nella logica della previsione-prevenzione di protezione civile, è giusto guardare anche ai futuri scenari delle tecnologie capaci di produrre effetti sul territorio e sulla salute, sotto ogni profilo,così come è giusto evitare ogni forma di allarmismo che non sia fondato su elementi di oggettivo riscontro.

Altre osservazioni e testimonianze

Si è avuto, inoltre, un certo numero di osservazioni e testimonianze di fenomeni diversi, come luminescenze in mare, bagliori improvvisi in movimento con direzione prevalente mare-terra, scie di particolare conformazione, oltre che di Ovni . Tutto ciò ha incoraggiato l’ipotesi suggestiva di presenze aliene nell’area del basso Tirreno, delle Eolie e di Caronia, ripresa anche da alcuni organi di stampa, ma in realtà la notizia non trova alcun fondamento scientifico.
Il Gruppo Interistituzionale ha acquisito una considerevole quantità di testimonianze, osservazioni, documentazioni video e foto non soltanto nella zona di Caronia e dell’arcipelago Eoliano, ma anche in altre zone del territorio nazionale e persino estere, ai fini di ogni utile comparazione nella sede tecnico-scientifica.
Una parte di questo materiale è stata ritenuta non significativa e quindi scartata; un’altra Parte viene reputata di interesse, ma non appare ancora possibile un’istruttoria scientifica per la carenza di elementi sostanziali,quali potrebbero essere ad esempio la definizione delle immagini, il dettaglio dei particolari, il dimensionario ed il rilevamento esatto delle quote di posizionamento l’architettura strutturale e la tipologia dei materiali, il tipo di propulsione.
Bisogna evidenziare, peraltro, che I’acronimo Ovni non significa “alieni”,nel senso che non si può escludere a priori l’origine umana di questi oggetti. Una precisazione necessaria,questa, dal momento che, per quanto è dato sapere, la documentazione acquisita a- livello mondiale ormai da qualche decennio, non è pervenuta ad alcuna dimostrazione in sede scientifica, pur rimanendo numerosi gli episodi di notevole interesse.
Personalmente, mi sono fatto l’idea che questa materia va affrontata con mente aperta, senza alcun atteggiamento di pregiudizio. Qualcuno ha richiamato I’attenzione sul discorso tenuto anni fa all’Assemblea delle Nazioni Unite dal direttore del CSETl Steven Greer.

Le strategie di controllo del territorio

La maggiore difficoltà che si è istituita per I’istruttoria scientifica sui fenomeni che hanno interessato I’area di Canneto di Caronia è da ricondursi alla mancanza di dati ambientali temporizzati all’accadimento dei fenomeni stessi.
Infatti, la caratterizzazione dei parametri ambientali è stata, di fatto, sempre eseguita dopo il verificarsi di quei fenomeni che hanno natura imprevedibile. É apparso quindi, necessario affinare le metodiche di indagini per disporre di dati correlabili al verificarsi di anomalie nell’area progettare e porre in opera una rete di monitoraggio automatico idonea a registrare i parametri elettromagnetici locali e di integrare detta rete nel sistema di telesorveglianza già esistente. La strategia che si è adottata per iniziativa  del coordinamento del Gruppo Interistituzionale e con la quale si intendono affrontare i futuri scenari fenomenologici, prevede quindi la predisposizione di una rete di sensori per il monitoraggio di campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici nella banda che va dalle bassissime frequenze alle microonde, in grado di intervenire su scala areale, con la duplice funzione di monitorare in continuo (h 24) lo spettro elettromagnetico e di generare in modo automatico messaggi di allarme in tempo reale, alla struttura di controllo.In tal modo, si avrà  la possibilità di correlare gli eventi che potrebbero ulteriormente manifestarsi in maniera episodica e impulsiva, con i parametri dello spettro elettromagnetico riferiti su scala temporale e spaziale, in analogia alle metodiche di sorveglianza degli eventi sismici e vulcanici che hanno anch’essi, natura non prevedibile, non ripetibile e asincrona.

Un’esperienza nuova e di grande interesse per la protezione civile

Appare evidente I’importanza di questa esperienza all’interno del sistema della Protezione Civile, che ha compiuto in questi ultimi anni un rilevante salto di qualità nel campo della previsione e prevenzione, realizzando un impalcato sempre più interattivo con le strutture scientifiche e i centri di competenza a livello nazionale.

In questo quadro, possiamo certamente affermare che a Caronia e nel basso Tirreno si è aperto un nuovo fronte di interesse: quello dello studio e della valutazione di possibili scenari connessi all’impiego di tecnologie sull’elettro-magnetismo,..oltre che dei fenomeni non immediatamente riconducibili a cause naturali.

di Francesco Mantegna Venerando

FONTE : http://www.regione.sicilia.it/presidenza/protezionecivile/comitatoregionale/caronia/articolo_venerando_caronia_protezciv.pdf

7 thoughts on “I FENOMENI DI CARONIA : ENIGMA SOLO APPARENTE

  1. bhe se davvero è di origine artificiale,umana magari,non sarebbe statto più saggio non rendere pubblico il fatto che sia stiano monitorando i campi magnetici?

  2. Chissà perchè non si è ipotizzato l’uso di ologrammi di quanti non solo fotoni e comunque fotoni non in frequenza visibile.

  3. Sperimentazione con sistemi d’arma a energia rf situati (molto) probabilmente su nave militare “alleata”, impossibile quindi averne riscontro ufficiale, si ricordi la vicenda Itavia-Ustica, con i vertici dell’ Aeronautica Militare dell’epoca prima condannati per alto tradimento, poi assolti. Nessuna speranza di sapere la verità, perche’ la verità e’ quella che ci costruscono a tavolino, fatta di depistaggi, omertà, falsità, in puro stile mafioso, come si addice ad un piccolo paese(l’Italia) governato anche da mafiosi.

    • Io sono convinta che si tratti di esperimenti militari ,questo è il motivo per cui non possono ufficializzare alcune informazioni,anche se quest’intervista fa trapelare parte della verità.

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