I FENOMENI DI CARONIA : ENIGMA SOLO APPARENTE

I FENOMENI DI CARONIA : ENIGMA SOLO APPARENTE

I fenomeni incendiari che hanno caratterizzato la prima fase critica dello scenario di Canneto di Caronia, nelI’arco del 2004, sono tuttora al centro dell’attività di monitoraggio e di approfondimento da parte del Gruppo Interistituzionale di Osservazione istituito con I’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3428 dell’aprile 2005, sulla base della proposta avanzata dal Dipartimento nazionale della Protezione civile.
Ai forti disagi degli abitanti di Canneto, costretti all’evacuazione dal Sindaco di Caronia, per non esporli ad ulteriori rischi e tutelarne la salute, fece seguito la determinazione della Protezione Civile di affrontare la questione in sede tecnico-scientifica, per il tramite di un apposito Gruppo di Osservazione.
In questo Gruppo, coordinato operativamente da chi scrive e nella sede scientifica dai professori Bruno Azzerboni (Ordinario di Elettrotecnica all’Universitàr di Messina), Giuseppe Maschio (Direttore del Dipartimento di Chimica all’Università di Padova), dal fisico CF Prof. Clarbruno Vedruccio (Marina Militare) e dal dottor Massimo Chiappini (Direttore del Laboratorio di Geomagnetismo delI’Ingv-Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), vanno impegnandosi numerosi ricercatori, studiosi e specialisti appartenenti ad istituzioni pubbliche quali il Ministero delle Comunicazioni, la Marina e I’Aeronautica Militare, I’Arpa Sicilia, il Sias della Regione Siciliana, Telespazio,I’Enel, la RFI ed altri.

Cos’è accaduto a Canneto

Nei primi giorni del Gennaio 2004, una serie di episodi incendiari colpì le case di Canneto, interessando preferenzialmente le parti elettriche come contatori, cavi della rete di illuminazione interna, elettrodomestici, ma anche suppellettili come materassi e divani a molle. Da questi punti d’innesco i focolai d’incendio si estesero
all’interno delle abitazioni, seminando panico e sconforto tra i residenti,improvvisamente al centro di questi inspiegabili fenomeni e costretti a subire danni di un certo peso.
Così, questa ridente e tranquilla borgata in riva al Tirreno, nel volgere di pochi giorni si trasformò in uno scenario emergenziale di protezione civile, richiamando l’attenzione della stampa e degli organi d’informazione anche a livello internazionale.
Ma nei mesi successivi, specie nel secondo semestre del 2004, si registrò un’evoluzione dei fenomeni: dagli incendi si passò infatti a più frequenti anomalie di tipo elettromagnetico,come la smagnetizzazione di pendrive, il malfunzionamento delle chiusure telecomandate degli autoveicoli,le forti variazioni nelle bussole magnetiche, i guasti ai telefoni cellulari.
Un’antenna satellitare incorporata nel lunotto di una vettura raggiunse una temperatura talmente elevata da produrre la perforazione del vetro, mentre altri fenomeni vennero registrati in un’area più vasta del territorio.
La Protezione civile, attraverso il Comune di Caronia, dispose la rimozione e l’integrale rifacimento degli impianti elettrici e delle messe a terra nelle case di Canneto. Ma taluni episodi di combustione si verificarono all’interno delle abitazioni anche in assenza di allacciamento elettrico dall’esterno.
Inoltre, si sono sempre più intensificate le osservazioni e le testimonianze di altri fenomeni nell’area del basso Tirreno.La sequenza dei fenomeni ha lasciato così spazio a una ridda di ipotesi e di congetture provenienti sia da ambienti scientifici che da altri. Persino il toponimo di Caronia e di talune contrade del suo territorio, hanno acceso interesse sulla storia e sulle tradizioni popolari di questa zona.A partire dal Gennaio 2004, ogni anomalia o fatto insolito osservati nella zona vengono riportati minuziosamente in un apposito registro e sono quindi oggetto di valutazione e approfondimento da parte del Gruppo di Osservazione.

L’attività del Gruppo lnteristituzionale di Osservazione dei fenomeni

Come in altre zone del territorio nazionale, sia nella fase antecedente che in quella critica di accadimento dei fenomeni, non si avevano dati conoscitivi specifici, per il semplice fatto che non vi era ragione di condurre un monitoraggio strumentale permanente. Perciò, non si possedeva una banca dati, strumento di essenziale importanza per condurre ogni possibile comparazione e risalire alle cause.
L’attività del Gruppo Interistituzionale è quindi partita da zero, dopo la fase critica degli incendi.
Sono state condotte varie campagne multidisciplinari di misure e rilevamenti, sia in mare che sulla terraferma. Le più significative sono:
– campagna di telefotorilevamento aereo condotta dall’Aeronautica Militare

-campagne di misure dei parametri fisici, geofisici e geochimici, condotte dall’INGV (Sezioni di Catania e Palermo) a —-

-campagna oceanografica condotta dalla Nave “Galatea” dell’Istituto Idrografico della Marina Militare su uno specchio di mare esteso, antistante la zona costiera di Canneto (magnetometria, parametri fisici e chimici, sedimentologia) ——-

-campagna di rilevamenti e misure con georadar

– campagna di rilevamenti magnetometrici a terra e di monitoraggio dei campi elettrici ed elettromagnetici condotti dalla Marina Militare campagna di monitoraggio dello spettro radioelettrico condotta dal Ministero delle Comunicazioni e dalI’ARPA Sicilia o misure dei parametri ambientali e meteoclimatici condotta dal SIAS -Regione Siciliana

– mappatura di tutti gli utilizzator dello spettro radioelettrico presenti in un raggio di diversi chilometri centrato su Canneto, curata dal Ministero delle Comunicazioni

-campagna di rilevamento aereo, misure e mappatura dell’intensita totale del campo magnetico terrestre condotta con tecnologia d ‘avanguardia dall’INGV su un’ampia zona di mare compresa tra I’Isola di Ustica e le Isole Eolie

-campagna di monitoraggio dei campi elettromagnetici tuttora effettuata e in via di ulteriore potenziamento

-campagne d rilevamento nel visibile e nell’infrarosso (IFR-FLIR) condotte in terraferma e da piattaforma aerea, con il supporto di mezzi aerei e specialisti della Marina Militare.

Esclusione delle cause naturali

Attraverso le varie campagne di misure e la consistente attività. di monitoraggio, il Gruppo Interistituzionale ha potuto escludere I’origine naturale dei fenomeni, essendo risultati tutti i parametri ambientali (fisici, geofisici,geochimici) entro valori normali.

Esclusione delle cause riconducibili

Altrettanto si è fatto in direzione degli impianti tecnologici presenti nella zona (ferrovia, impianti di radiotelecomunicazione, rete elettrica), escludendo anche in questo caso possibili cause alla base dei fenomeni.

Plausibilità dell’origine artificiale dei fenomeni

Attraverso le progressive esclusioni e sulla base dei numerosi effetti osservati nell’area di Canneto e nel territorio, il Gruppo Interistituzionale suppone plausibile, allo stato attuale, l’origine artificiale dei fenomeni.
In particolare, si è valutata I’ipotesi che la zona potrebbe essere stata interessata da emissioni elettromagnetiche impulsive (EMP) ed episodiche di origine artificiale, capaci di generare una grande potenza concentrata in frazioni di tempo estremamente ridotte. In questa direzione si è aperto un confronto all’interno del Gruppo,sull’ipotesi che il punto sorgente delle emissioni possa essere localizzato in mare, al largo della costa di Caronia. Sulla eventuale individuazione del soggetto autore di queste emissioni elettromagnetiche impulsive, ove I’ipotesi dovesse trovare una definitiva conferma, il Gruppo Interistituzionale non ha alcuna competenza, mentre invece è fortemente impegnato sulla piena comprensione della tecnologia che avrebbe dato origine a tali emissioni.
Sono emersi spontaneamente taluni interrogativi sulla possibilità che alla base di questi fenomeni possano anche esserci applicazioni sperimentali di tecnologie industriali, non escludendo con ciò i sistemi d’arma elettromagnetici.
Sulla questione appare oggettivamente necessario un atteggiamento di cautela e di responsabilità. Nella logica della previsione-prevenzione di protezione civile, è giusto guardare anche ai futuri scenari delle tecnologie capaci di produrre effetti sul territorio e sulla salute, sotto ogni profilo,così come è giusto evitare ogni forma di allarmismo che non sia fondato su elementi di oggettivo riscontro.

Altre osservazioni e testimonianze

Si è avuto, inoltre, un certo numero di osservazioni e testimonianze di fenomeni diversi, come luminescenze in mare, bagliori improvvisi in movimento con direzione prevalente mare-terra, scie di particolare conformazione, oltre che di Ovni . Tutto ciò ha incoraggiato l’ipotesi suggestiva di presenze aliene nell’area del basso Tirreno, delle Eolie e di Caronia, ripresa anche da alcuni organi di stampa, ma in realtà la notizia non trova alcun fondamento scientifico.
Il Gruppo Interistituzionale ha acquisito una considerevole quantità di testimonianze, osservazioni, documentazioni video e foto non soltanto nella zona di Caronia e dell’arcipelago Eoliano, ma anche in altre zone del territorio nazionale e persino estere, ai fini di ogni utile comparazione nella sede tecnico-scientifica.
Una parte di questo materiale è stata ritenuta non significativa e quindi scartata; un’altra Parte viene reputata di interesse, ma non appare ancora possibile un’istruttoria scientifica per la carenza di elementi sostanziali,quali potrebbero essere ad esempio la definizione delle immagini, il dettaglio dei particolari, il dimensionario ed il rilevamento esatto delle quote di posizionamento l’architettura strutturale e la tipologia dei materiali, il tipo di propulsione.
Bisogna evidenziare, peraltro, che I’acronimo Ovni non significa “alieni”,nel senso che non si può escludere a priori l’origine umana di questi oggetti. Una precisazione necessaria,questa, dal momento che, per quanto è dato sapere, la documentazione acquisita a- livello mondiale ormai da qualche decennio, non è pervenuta ad alcuna dimostrazione in sede scientifica, pur rimanendo numerosi gli episodi di notevole interesse.
Personalmente, mi sono fatto l’idea che questa materia va affrontata con mente aperta, senza alcun atteggiamento di pregiudizio. Qualcuno ha richiamato I’attenzione sul discorso tenuto anni fa all’Assemblea delle Nazioni Unite dal direttore del CSETl Steven Greer.

Le strategie di controllo del territorio

La maggiore difficoltà che si è istituita per I’istruttoria scientifica sui fenomeni che hanno interessato I’area di Canneto di Caronia è da ricondursi alla mancanza di dati ambientali temporizzati all’accadimento dei fenomeni stessi.
Infatti, la caratterizzazione dei parametri ambientali è stata, di fatto, sempre eseguita dopo il verificarsi di quei fenomeni che hanno natura imprevedibile. É apparso quindi, necessario affinare le metodiche di indagini per disporre di dati correlabili al verificarsi di anomalie nell’area progettare e porre in opera una rete di monitoraggio automatico idonea a registrare i parametri elettromagnetici locali e di integrare detta rete nel sistema di telesorveglianza già esistente. La strategia che si è adottata per iniziativa  del coordinamento del Gruppo Interistituzionale e con la quale si intendono affrontare i futuri scenari fenomenologici, prevede quindi la predisposizione di una rete di sensori per il monitoraggio di campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici nella banda che va dalle bassissime frequenze alle microonde, in grado di intervenire su scala areale, con la duplice funzione di monitorare in continuo (h 24) lo spettro elettromagnetico e di generare in modo automatico messaggi di allarme in tempo reale, alla struttura di controllo.In tal modo, si avrà  la possibilità di correlare gli eventi che potrebbero ulteriormente manifestarsi in maniera episodica e impulsiva, con i parametri dello spettro elettromagnetico riferiti su scala temporale e spaziale, in analogia alle metodiche di sorveglianza degli eventi sismici e vulcanici che hanno anch’essi, natura non prevedibile, non ripetibile e asincrona.

Un’esperienza nuova e di grande interesse per la protezione civile

Appare evidente I’importanza di questa esperienza all’interno del sistema della Protezione Civile, che ha compiuto in questi ultimi anni un rilevante salto di qualità nel campo della previsione e prevenzione, realizzando un impalcato sempre più interattivo con le strutture scientifiche e i centri di competenza a livello nazionale.

In questo quadro, possiamo certamente affermare che a Caronia e nel basso Tirreno si è aperto un nuovo fronte di interesse: quello dello studio e della valutazione di possibili scenari connessi all’impiego di tecnologie sull’elettro-magnetismo,..oltre che dei fenomeni non immediatamente riconducibili a cause naturali.

di Francesco Mantegna Venerando

FONTE : http://www.regione.sicilia.it/presidenza/protezionecivile/comitatoregionale/caronia/articolo_venerando_caronia_protezciv.pdf

Gli incendi di Canneto di Caronia- Segreto di stato-

Gli incendi di Canneto di Caronia- Segreto di stato-

Gli incendi di Canneto sono forse l’unico vero mistero che meriterebbe l’interesse nazionale.
Intervista tratta dal giornale “Wired”

L’impianto elettrico brucia»
Sulla spiaggia un vaccaro con un lungo tubo di gomma nera frusta sei mucche mentre un ragazzo fa capriole in mezzo a una partita di pallone. Prima di arrivare a casa Pezzino, vicino alla piscina dell’Hotel “Za’ Maria” osservo i resti del sistema di monitoraggio “acchiappa fenomeni” costato 250mila euro, ma bloccato da un problema politico-burocratico tra lo stato italiano e la regione Sicilia. Vedo la telecamera spenta che, come un fucile scarico, punta verso il “punto sorgente” in mare, da dove partivano i picchi elettromagnetici. A terra c’è un’antenna radar arrugginita, reperto storico d’un capitolo che sembra chiuso.
Di fronte alla casa di Nino Pezzino si sente solo il rumore di un grande televisore che arriva da una porta aperta. Finalmente si materializza l’uomo che sto aspettando da due giorni. Ci sediamo, e lui, semidisteso su un divano come un antico greco o un guerriero saraceno a riposo, comincia un monologo dalla cantilena siciliana che narra una storia imparata a memoria, ma che si capisce gli fa sempre male. «Inizia tutto a casa mia. Alla vigilia di Natale del 2003 sento un cattivo odore provenire dalle cassette dell’impianto elettrico. Il quadro è annerito e i fili bruciacchiati. Riparo io, ma l’episodio si ripete dopo poche ore. Sotto casa vive papà, che queste case le ha costruite nel ’60. Dico: “Papà, qui non va più l’impianto elettrico”. L’elettricista, visto che altri cavi si bruciano nei giorni successivi, rimpiazza tutti i fili della casa.Siamo ormai ai primi di gennaio del 2004. I fili appena cambiati dall’elettricista prendono fuoco. Vengono sostituiti due boiler con i fili danneggiati, ma nel pomeriggio s’incendia la cassetta dell’impianto. I tecnici Enel misurano la tensione che è a 230. Gli incendi si propagano. Le guaine esterne si anneriscono e s’increspano finché prendono fuoco. È come se un’onda viaggiasse sulla guaina ma non sul rame, che si scalda, ma mai fino a bruciare, tanto che lo si può toccare. È come un virus: i più vicini a noi cominciano a vedere gli stessi fenomeni in casa loro, poi vengono colpite le case più lontane. L’Enel disalimenta l’area e lascia un mezzo gruppo elettrogeno. Sei giorni senza fenomeni, poi delle urla: “Aiuto! Aiuto!”. Sta andando a fuoco l’apparato dei contatori e citofoni, si scioglie un intero sgabuzzino. Viene sospeso anche il mezzo gruppo elettrogeno, ma prende fuoco tutto anche da spento: le prese elettriche, gli abatjour, i lampadari».

A passi lenti si avvicina papà Giuseppe reggendosi a un lungo bastone. Arriva anche la madre, che in quel 2004 vomitò «mezzo secchio di sangue», e ci offre una granita di caffè. «Eliminato il sistema elettrico, comincia a prendere fuoco tutto ciò che è metallico. Il materasso con le molle, le poltrone: il metallo non diventa né incandescente né troppo caldo mentre la parte di stoffa o di plastica brucia. All’Enel escludono ogni responsabilità e ipotizzano test effettuati dalle Ferrovie. Gli episodi continuano a verificarsi fino al 9 febbraio 2004, quando, nonostante i Vigili del fuoco siano qui ventiquattr’ore al giorno, brucia una casa utilizzata da mia cugina come deposito di mobili e vestiti. Ci fanno evacuare e chiamano il Cnr. Arrivano studiosi e scienziati da tutta Italia.

Ora, invece di verificarsi dentro le case, i fenomeni cominciano all’aperto. Le automobili si aprono e si chiudono da sole. I meccanismi in metallo e plastica si fondono dentro le portiere. Nella mia auto si fora anche il blocco in plastica del Gps, fenomeno – mi spiegano i Ris di Messina – che accade solo a 1000 gradi. Per tre volte si rompe il vetro laterale al posto di guida della mia Lancia Dedra 2000. Sento solo l’implosione, perché tutti i frammenti di vetro cadono dentro l’auto e non fuori.

Tra giugno e ottobre gli esperti lavorano sulle case, ma non ci sono più fenomeni. A ottobre 2004, al rientro dopo la lunga evacuazione, troviamo le abitazioni allagate e nei flessibili dell’acqua scoviamo dei piccolissimi fori. I tubi si bucano e noi li sostituiamo, ma continuano a bucarsi anche dopo che viene sospesa l’erogazione dell’acqua. Si parla allora di campo magnetico.

Meno male che la prima sera del nostro rientro non andiamo a dormire in casa, perché accade un altro episodio alle tre di notte mentre siamo seduti qui fuori in veranda. Sentiamo un forte rumore di vetri rotti seguito da un botto. Il maresciallo che veglia con noi si alza di scatto e in casa vediamo una nube tossica. Nel bagno una specchiera con il rivestimento in plastica ha preso fuoco facendo cadere nel lavandino tutte le boccette di profumo appoggiate alla mensola. Intanto si verificano altri incendi, così veniamo di nuovo fatti evacuare dall’ottobre 2004 al giugno 2005».

Il governo nomina un Gruppo interistituzionale che studi i fenomeni: ne fanno parte molte università, il Consiglio nazionale delle ricerche, l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia e addirittura, udite udite, il ministero delle Comunicazioni, la Marina e l’Aeronautica militare. Coordinatore è un sismologo siciliano, il professor Francesco Venerando.

Nino Pezzino riprende a raccontare: «I fenomeni continuano, ma a giugno la Protezione civile, passata alla regione, ci dice: “Non siamo più nelle condizioni di pagarvi l’albergo”. Sono trascorsi quattro anni, ma grazie a qualche imbecille che ha tirato in ballo gli Ufo, ancora non sappiamo perché è accaduto tutto questo. Ora le case sono tutte munite di sensori reattivi al fumo e a forti picchi magnetici, che suonano dalle quattro alle cinque volte a settimana, spesso nel cuore della notte. Tu ti alzi, controlli che non ci siano incendi e torni a dormire. Prima segnalavamo tutto alla questura, ma ora non lo facciamo più perché non vale il costo della telefonata. La sa la verità? Non c’è la voglia che emerga la verità su queste cose. C’è il segreto di stato».

Ne è sicuro? Come può dirlo? Pezzino mi guarda fisso, abbassa la voce e quasi giura: «Stia sicuro, glielo dico io: c’è il segreto di stato. Non uscirà nulla di diverso da quanto è già uscito. Me l’ha detto uno scienziato militare che mi ha anche mostrato il tesserino dei servizi segreti della Marina italiana. Io ero in Marina, so riconoscere i documenti di questo tipo».

Ufo nostro che sei nei cieli
Lo scienziato di cui parla Pezzino è Clarbruno Vedruccio, fisico della Galileo Avionica, capitano di fregata (tenente colonnello della Marina militare) in virtù della “legge Marconi”, ricercatore sui campi elettromagnetici per la Protezione civile e per il Gruppo interistituzionale. Qualche giorno dopo l’incontro con Pezzino, ho parlato con Vedruccio mentre era a Bologna. Vedruccio ha acquisito notorietà anche grazie all’invenzione del Trimprob, apparecchio di diagnosi medica che utilizza i segnali elettromagnetici. La sua spiegazione è questa: «Canneto è stata colpita da un fascio elettromagnetico a impulsi con un alto potenziale che viaggiava sul mare per effetto condotto a un’altezza compresa tra la superficie e i dieci o dodici metri».

Nino Pezzino nel lungo pomeriggio sulla veranda in riva al mare aveva parlato della proposta di costruire una rete alta tre metri per fermare questo fascio elettromagnetico. «Sì, era una mia idea, ma non è stata più applicata perché, appena installati gli apparecchi, si sono interrotti gli incendi. Questo fa sospettare fortemente la natura artificiale del fenomeno». L’ipotesi trova conferma in un documento del Gruppo interistituzionale, che spiega come siano sorti «interrogativi spontanei sulla possibilità che alla base di questi fenomeni possano esserci applicazioni sperimentali di tecnologie industriali, non escludendo i sistemi d’arma cosiddetti a energia diretta». Da un fascicolo riservato consegnato a Palazzo Chigi trapelano queste parole: «Tecnologie militari evolute anche di origine non terrestre potrebbero esporre in futuro intere popolazioni a conseguenze indesiderate. Gli incidenti di Canneto di Caronia potrebbero essere stati tentativi di ingaggio militare tra forze non convenzionali oppure un test non aggressivo». «Qui è come se ci vedono e ci sentono», aveva detto infatti Pezzino osservando che, dopo essere entrato con altre persone in una stanza e aver notato che era stata risparmiata, questa aveva preso fuoco poco dopo.
«Chi ha colpito ha smesso di farlo appena abbiamo posizionato le apparecchiature di controllo», conferma Vedruccio. «Ma grazie ai rilievi sulle bruciature di cavi e suppellettili abbiamo tracciato con un geometra le linee di convergenza. Le onde elettromagnetiche si propagano in linea retta come la luce ed è quindi possibile fare una specie di perizia balistica». Il rapporto del Gruppo interistituzionale parla infatti di un “punto di origine” dei fenomeni che dovrebbe trovarsi in una direttrice che da nord-nordovest va in direzione sud-sudest. Alle Eolie?

«Qui entriamo in discorsi molto riservati. Posso dire che si trattava di radiazioni ben focalizzate», spiega Vedruccio. «Noi sappiamo che genere di radiazioni erano e sappiamo che erano direzionate».
Cioè mirate?
«Sì, mirate. Ma non credo che chi operava questo sistema volesse fare del male alla gente. Piuttosto, le case sembrano essere state colpite in maniera selettiva, quando la gente era in altre stanze. L’indagine ha evidenziato che il punto di origine era in mare a qualche metro dalla superficie, ma quando siamo andati là, non c’era niente». Un sommergibile?
«Ne dubito. Per irradiare quell’energia a quella distanza ci vorrebbero gigawatt di energia, non kilowatt».
Si possono fare altre ipotesi.
«Ma invece di fare ipotesi, perché non vi basate sui fatti? Le foto a quegli oggetti volanti sono i fatti. Fare altre congetture in base a fatti così può essere scomodo. Io non lo posso fare, ho famiglia… Le dico solo che nessuno stato autorizzerebbe esperimenti sui civili e fuori dai poligoni, perché farlo significherebbe rivelare che si è in possesso di una tecnologia più avanzata di qualche centinaio d’anni rispetto a oggi».
Si tratta allora di un messaggio?
«Era un messaggio sì, un mostrare i muscoli, forse più che una cosa incidentale».
Ma un messaggio di chi?
«Allora le dico questo: se lei potesse sapere di che cosa si tratta, non sarebbe autorizzato a parlarne. Qualsiasi ipotesi lei faccia non potrà mai combaciare con la realtà. Chiaro?».
Non del tutto, ma comincio a capire che sarei tenuto, ufficialmente, a non capire, giusto?
«Ecco. Insomma, lei ha visto le immagini dei fenomeni di Canneto sui giornali e in televisione, no?… Quell’elicottero della Protezione civile che ha avuto danni ai rotori, ricorda?… In alcune foto appare un oggetto simile a un posacenere rovesciato che segue quell’elicottero. Non le so dire di che cosa si trattasse, di sicuro seguiva l’elicottero che poi ha avuto dei problemi. Secondo me, l’intento era puramente dimostrativo». Non è collegabile al progetto Aurora di Haarp ( lo High-frequency Active Auroral Research Program, gestito dal Dipartimento della Difesa americano e considerato il nucleo del programma “Guerre Stellari”, ndr), capace di modificare il perimetro della ionosfera, come si dice, per creare un potente raggio laser di onde elettromagnetiche?
«Haarp non ha niente a che vedere con quello che abbiamo osservato. C’è un’abissale ignoranza in questo campo. È piuttosto diffuso un certo atteggiamento new age di complottisti che vedono di tutto, dagli gnomi agli omini verdi al diavolo».
Lei però mi parla di tecnologie avanti di centinaia di anni…
«Le dirò così, allora: se si trattasse di omini verdi lei crede che uno che è nelle istituzioni potrebbe confermarlo? Potrebbe solo riderci sopra, giusto?».
Giusto.
«Allora io ci rido sopra: ah ah ah. Magari è stata Campanellino. Abbia pazienza, la realtà è ciò che è stato visto e fotografato e anche altre foto e immagini e materiale che voi non vedrete mai. Molto è uscito perché le autorità hanno cercato di attenuare la paura che si trattasse di militari che facevano esperimenti sulle popolazioni. Quei fenomeni straordinari meritavano di insegnarci delle cose importanti. Invece abbiamo preso solo le briciole. Ci si sarebbe dovuti attivare seriamente e non in modo scientifico-universitario, ma scientifico, industriale e militare, chiaro?».
Insomma, potevamo ricevere un messaggio dagli alieni…
«Era una bella occasione per imparare molte cose sull’elettromagnetismo. Qualcosa abbiamo capito, qualcosa no. Peccato».
Torniamo in quella veranda con Nino Pezzino, i suoi genitori, la sorella e i parenti . Tra Ufo e incendi, spesso ci si è dimenticati della salute di queste persone.

Un piccolo diavolo elettrico
«In quei mesi c’è stata una grande moria di animali», racconta Pezzino. «Cani, conigli e gatti a decine. Sempre nello stesso periodo, mio zio è morto e mia madre è stata ricoverata in ospedale perché rimetteva una quantità enorme di sangue. Una bimba che faticava a stare in piedi venne ricoverata e molti di noi accusarono calore a una mano, a una gamba e a diverse parti del corpo. Un carabiniere che stava sempre qui sentì una scossa elettrica nella sedia e andò a finire in ospedale. Ma i due bambini nati in quel periodo sono sani. C’era anche chi non ci dava la mano per paura di pigliare la scossa. Fino a poco fa, se andavo in un ufficio con problemi al computer, c’era sempre la battuta scherzosa sul diavoletto elettrico di cui parlò padre Amorth. Però non mi sentirei di escludere niente… Qualcuno ha detto che si tratta dello spirito maligno di una signora che è stata dilaniata da un treno». Padre Gabriele Amorth, presidente onorario dell’Associazione internazionale esorcisti, ha detto che qualcuno a Canneto può aver praticato magia bianca o nera, sedute spiritiche o riti satanici. «Se sta succedendo tutto questo, un motivo ci sarà. Potrebbe anche saltar fuori che qualcuno là si diverte con la magia, nera o bianca che sia, che è la porta d’ingresso preferita da Satana. Da qui all’arrivo del “nemico” il passo è brevissimo: un piccolo diavolo elettrico è stato chiamato a Canneto».

Quando ricordo queste frasi, interviene la madre di Pezzino, riferendosi all’esorcista del Vaticano che aveva offerto di intervenire: «E che ci veniva a fare quello, qua?». E Pezzino commenta: «Anche il Mago Otelma voleva 3000 euro per fare una danza». Ma poiché la scienza parla di Ufo e la procura di Mistretta ha prima indicato la responsabilità in una “mano umana” per poi archiviare il caso, invece di indagare sul “piromane ignoto” che sarebbe riuscito a far incendiare un materasso dal suo interno, ogni pista ormai è lecita. Consulto quindi un noto sensitivo, consulente di star della tv e a volte anche di investigatori per casi come quello di una bimba scomparsa, sempre in Sicilia. La mia è una scelta irrazionale, lo ammetto, ma come scriveva Arthur C. Clarke: «L’unico modo di scoprire i limiti del possibile è avventurarsi un poco oltre, nell’impossibile», no?

Jaspal è un cinquantenne dall’aspetto mite, lo sguardo dolce e la voce calma. «Macché Ufo! Purtroppo la spiegazione degli scienziati non è vicina alla verità», dice. «Qui si tratta di un collegamento con il campo magnetico terrestre. La verità è che questo è un luogo antichissimo. Il greco che l’ha fondato voleva conquistare l’intera Sicilia. Poi arrivarono i saraceni. E massacrarono tutti. Quindi è accaduto qualcosa di orribile. In un punto magnetico, un grande massacro. Quelle entità… le date non sono importanti per loro, perché non le conoscono. È uno spazio-tempo indefinito quello in cui si trovano, dove non c’è l’orologio. Le entità possono fare tutte le cose che abbiamo visto a Canneto… È una questione karmica: si è creata una disarmonia tra le persone e il luogo. Bisognava stare attenti al campo magnetico, nel 1960, quando furono costruite quelle case. Si tratta di un gruppo di entità che vogliono far scappare queste persone. E vogliono che se ne parli».
Jaspal guarda in alto, come rapito. «Sì, sì, è così. Sento… Sento… Sono morti di morte violenta, ora si sentono abbandonati da tutti, ma in realtà è la loro responsabilità… Quella famiglia, quelle persone vittime degli incendi, il loro inconscio si smuoverà e capiranno. Degli esorcisti hanno rischiato di avere un collasso a Canneto. Le entità sono connesse con i familiari che vivono lì. Ma la vittoria è sempre nel perdono e Nino Pezzino ha una conoscenza molto forte di quei posti, è una persona speciale, anche se forse non lo sa. È lui il punto. È Nino. Ha fatto i suoi esorcismi. C’è un’interessante situazione urbanistica. Loro hanno usurpato qualcosa o qualcuno. Gli attuali abitanti hanno causato una disarmonia creando un sortilegio, uno stato alterato di coscienza. Devono sensibilizzarsi al problema che è la casa. Con molta dignità devono ricostruire le loro case. Devono onorare il santo patrono e mettere una bellissima icona della Madre. Non a scopo di esorcismo, ma a scopo di verità. Ed essere profondamente credenti e orgogliosi della loro terra e della loro origine. Le entità vogliono che il comune si occupi della storia. Molti sono rimasti in un tunnel, sì, li vedo. Il corpo pranico è il primo che ci serve quando noi lasciamo il corpo fisico. Non sono fantasmi, sono entità che hanno avuto una morte molto violenta. Quando muoiono in gruppo, nelle battaglie, continuano a fare la guerra e restano in uno spazio-tempo alterato. Ecco i fuochi e le distruzioni. Militari. Sì, sono entità di militari. Alcuni si sono incarnati… Loro hanno bisogno… Dacci giustizia, non sappiamo cosa fare, ecco cosa mi dicono».

Dico la verità: più mi addentro nell’indagine e meno ci capisco. Su questi fuochi siciliani, più so, e più so di non sapere. A chi giova tutta questa confusione, mi chiedo? Eppure qualcosa in più so. Torno al rapporto pubblicato dal Gruppo interistituzionale del professor Venerando, che ho incontrato per un caffè al Bar Spinnato di piazza Politeama a Palermo.

«Il fenomeno meno spiegabile di tutti», dice, «è il silenzio della regione Sicilia. Lei mi chiede se c’è il segreto di stato, un insabbiamento, e me lo chiedo anch’io, ma nella mia posizione è difficile cedere a questa sensazione, anche se capisco che la domanda diventa legittima. La sensazione vera è che c’è stata e c’è una grande sottovalutazione di questi fenomeni da parte della regione. E non si tratta di nessun mistero. Esiste sempre una spiegazione su base scientifica. È solo che mancano i dati. E per raccoglierli basterebbero poche centinaia di migliaia di euro per ripristinare il sistema di monitoraggio. Perché, guardi, non le posso dire di più, ma le guerre del futuro non si faranno certo con i proiettili… La società del futuro dovrà prepararsi a questo genere di fenomeni, alle guerre informatiche, certo, ma anche alle guerre elettromagnetiche, e non so se mi capisce…».

La capisco, professor Venerando, e come sempre, più ne capisco e più capisco che non dovrei capire. Allora a Padova trovo il professor Giuseppe Maschio, direttore del dipartimento di chimica all’università e membro del Gruppo che qualcuno ha soprannominato il “ministero dei Misteri”. «Ha presente i treni giapponesi che levitano per repulsione elettromagnetica? Con lo stesso principio si potrebbe, in teoria, far volare anche degli oggetti in aria. Qui è come se fossimo di fronte a effetti residuali di un sistema magnetico idrodinamico non contenuto». Mi è sempre piaciuto Jules Verne, quindi l’ipotesi di una base sottomarina che fa volare oggetti con le onde elettromagnetiche è automatica. «Io questo non posso dirlo e non me lo faccia dire, ma diciamo che si potrebbe trattare di onde trasversali di un sistema magnetico idrodinamico». Chiarissimo, professore.

Per il sostituto procuratore Enza Napoli della procura di Mistretta, che raggiungo al telefono, il caso è archiviato. Nonostante l’inchiesta abbia determinato che c’era una “mano umana” e una “fiamma libera” a fondere i contatori elettrici, il caso è stato archiviato. Ma perché? «Non me ne faccia parlare», dice la dottoressa Napoli. Un suo collega della procura invece parla: «Nel merito non posso entrare troppo ma quell’indagine è stata condotta in maniera così grossolana che, oltre a dire questo, cosa si può dire?». Invece, al sostituto procuratore io qualche cosa vorrei fargliela dire, e le chiedo di confermarmi, come mi ha detto il coordinatore del Gruppo, che esiste una domanda della procura di Mistretta presso lo stato maggiore per sapere quali e che genere di navi abbiano transitato al largo di Canneto nei mesi “caldi”. «No, no, non posso rispondere a questa domanda». Insisto perché si tratta di un caso archiviato. Ottengo un disco rotto: «No, no, non posso rispondere a questa domanda».

Eppure sarebbe così semplice, magari saremmo a poche parole di distanza dal sapere chi o cosa c’era, in quel periodo, al “punto di origine” di tutta questa vicenda. Magari non era un’entità bloccata nello spazio-tempo in un tunnel pranico, e nemmeno un extraterrestre che condivideva la sua tecnologia lanciando messaggi di fuoco agli abitanti di Canneto. Ancora oggi, loro si svegliano la notte per un allarme anti-incendio innescato da picchi elettromagnetici che continuano a colpire la costa, come un inascoltato messaggio di un curioso alfabeto morse.
Carlo Pizzati (cpizzati@wired.it) ha già viaggiato per noi fra Italia, Stati Uniti e Argentina a caccia di tecno-sciamani.
A che punto sono le indagini dei gruppi di ricerca finanziati dallo Stato, sugli strani fenomeni a Canneto di Caronia? Fermi dalla caduta del governo Prodi. Ma qualche risultato è stato raggiunto.