REVISIONE NEL DSM: CHI SENTE LE VOCI NON È NECESSARIAMENTE MALATO

REVISIONE NEL DSM: CHI SENTE LE VOCI NON È NECESSARIAMENTE MALATO

C’è una svolta nella psichiatria? Nell’ultima revisione del Diagnostic and Statistical Manual of Mental(Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali – noto con l’acronimo di DSM) si scrive che chi “sente le voci” non è necessariamente un soggetto malato. Non solo. Avere delle allucinazione uditive è del tutto normale.
Così tutti quegli studiosi che per anni hanno studiato questo fenomeno sostenendo questa tesi (come Enrico Molinari, Cristina Contini e tanti altri) si potrebbe dire “hanno vinto”, ottenendo così dalla comunità scientifica istituzionale il riconoscimento del principio “Finalmente la scienza il riconoscimento che possono esserci allucinazioni in soggetti normali”,1° commenta il decano di psicologia clinica italiana a Padova e autore di numerosi testi sull’argomento Alessandro Salvini “Ho speso parte della mia vita a scrivere che le allucinazioni in soggetti normali e accolgo con grande soddisfazione la dichiarazione del professor Mario May2° che ammette che l’8-15% della popolazione ha allucinazioni acustiche senza essere psicotico. Per anni sono stati stigmatizzati fenomeni che in molte persone sono naturali e che antropologicamente richiamano alle voci degli antichi padri ebrei r greci, da Platone a Mosè, o anche Jung, che era anche lui uditore di voci per parlare della contemporaneità”.
D. Che cosa significa in sintesi la pubblicazione del professor May?.
R. Significa che le allucinazioni uditive, le cosiddette voci, sono presenti, secondo i dati anche oggi la Psichiatria accetta e fornisce (congresso Sopsi 2012) su un range di popolazione3° che va dall’8 al 15%. Secondo noi i dati sono ancora una volta più alti, riferendosi a persone, che almeno una volta a settimana, sentono una voce”.
D. In che senso questa “scoperta” può essere considerata rivoluzionaria?.
R. La psichiatria ha sempre stigmatizzato questi fenomeni, considerandoli sintomo di psicosi. Se è vero che le allucinazioni possono essere presenti nelle psicosi e in molte altre patologie (epilessie, tumori cerebrali, demenza) è altrettanto vero che l’udire le voci, senza avere nessun altro sintomo, non ha rilevanza dal punto di vista patognomico”.
D. Quindi da oggi si considerano soggetti sani anche coloro che sentono le voci..
R. Sì, la psichiatria internazionale oggi, con il nuovo Dsm, che uscirà a maggio nel 2013, non considera più le voci come sintomo di primo rango e le ritiene finalmente insufficienti, da sole, per formulare una diagnosi di psicosi. Dai nostri studi all’Università di Padova abbiamo campionato centinaia di persone, uditrici di voci, non rilevando alcuna traccia di psicosi”.
D. E allora da cosa dipende questa sensazione che non ha un riscontro nella realtà?.
R. L’antropologia ci ha insegnato che l’attitudine ad ascoltare le voci è presente in ognuno di noi. Validi contributi sono stati forniti dallo studioso Julian Jaynes (La mente bicamerale) e da altri grandi autor. La storia, da Mosè a Gesù, a Buddha, ricordando le grandi religioni, sino ai giorni nostri, attraverso Jung o attori famosi come Anthony Hopkins o Penelope Cruz, ci insegna che l’udire le voci è un’esperienza umana”.
D. Scientificamente come si inquadra questo fenomeno?.
R. Di recente la psichiatria, che oggi ha accettato questo assunto, ha iniziato a parlare di una sindrome subclinica che si chiama like experiece, che riguarderebbe il 20% degli adolescenti e l’8% delle persone e che presenta sintomatologie simili alle psicosi che, però, scompaiono nel 75/90% dei casi. Purtroppo, nonostante queste percentuali (e nonostante poche persone gruppo rimanente transitino verso la psicosi) la psichiatria ritenta di patologizzare una situazione che considera, essa stessa, transitoria”.
La psichiatria, ma sarebbe meglio il complesso industriale-medico psichiatrico, al massimo potrà rivedere qualcosa del suo DSM, ma mai fino in fondo.
Questo parlare di voci, si rimuove costantemente quelle di origine artificiale.
E, queste, non sono paranoie di complottisti, ma una tragica realtà.
New Scientific annuncia una “nuova” tecnologia, pensata per il controllo incruento delle sommosse, che spara un fascio di microonde che genera suoni direttamente dentro la testa del malcapitato, all’altezza dell’orecchio interno, scavalcando qualsiasi cuffia protettiva.4°
La marina degli Stati Uniti ha già pubblicato un rapporto che conferma l’efficacia del principio, microwave auditory effect. Il dispositivo, chiamato MEDUSA, utilizza brevi impulsi di microonde per riscaldare rapidamente i tessuti, producendo un’onda dentro il cranio che è rilevato come suono dall’orecchio. Modulando gli impulsi, si può proiettare una voce dentro la testa di un singolo individuo. La voce di Wikipedia dedicata a quest’effetto, spiega che furono le persone che si trovarono a lavorare nelle vicinanze dei radar, nella seconda guerra mondiale, a notare per prime quest’effetto prima sconosciuto.
E che dire della “Telepatia artificiale”? Essa non è poi così straordinaria. E ‘semplice come la ricezione di un telefono cellulare in chiamata nella propria testa.
Infatti, la maggior parte della tecnologia utilizzata è identica a quella del telefono cellulare. Dei satelliti collegano il mittente e il destinatario. Un computer “multiplexer” indirizza il segnale vocale del mittente attraverso torri di microonde in una posizione molto specifica. Il “ricevitore” si trova monitorato con estrema precisione, ma il ricevitore non è un telefono cellulare è un cervello umano.
Dal nulla, una voce improvvisamente fiorisce nella mente della vittima. Il cranio umano non ha “firewall” e quindi non può chiudere la chiamata. Il ricevitore può sentire i pensieri verbali del mittente. Il mittente, a sua volta, può sentire tutti i pensieri del bersaglio, esattamente come se i pensieri fossero parole. Per questa ragione, l’esperienza potrebbe essere chiamata “sentire le voci”, ma è più propriamente descritta come “telepatia artificiale”.
Ora, se la telepatia artificiale fosse del tutto volontaria, come una conversazione tra amici seduti l’uno dall’altro a una certa distanza, si potrebbe parlare avanti e indietro e lo scambio di pensieri somiglierebbe esattamente a una conversazione telefonica, ma senza mai usare la propria voce o la bocca, ma completamente silenziosa, sublocale. Questa forma di discorso tra amanti sarebbe bellissima. Il problema è che la telepatia artificiale fornisce l’arma perfetta per le torture mentali ed è un furto d’informazioni, Essa fornisce un mezzo molto potente per lo sfruttamento, la molestia, il controllo, che può violentare la mente di ogni persona sulla terra. Si apre la finestra per una quasi esperienza che si potrebbe definire tranquillamente demoniaca, poiché una realtà esterna entra (o cerca di entrare) in di possesso dell’anima di un’altra persona.
Quando viene utilizzato come un sistema “non letale” d’ arma, diventa un mezzo ideale per neutralizzare o screditare un avversario politico. Manifestazioni pacifiche, i giornalisti scomodi e i leader dei gruppi di opposizione, tutti possono essere storditi nel silenzio con quest’arma.
La telepatia artificiale offre anche un mezzo ideale per l’invasione totale della privacy. Se tutti i pensieri possono essere letti, allora password, numeri PIN, e i segreti personali semplicemente non possono essere protetti. Non si può essere soli in bagno o in doccia. Imbarazzanti momenti privati non possono essere nascosti: essi sono soggetti a ogni sorta di commenti e osservazioni offensive. Prove possono essere raccolte per ricattare con facilità incredibile: tutti i torti o cadute morali del proprio passato sono oggetto di controllo.
Perciò alla fine questa revisione della DSM, non è che fumo, per coprire questa tragica realtà.
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http://www.affaritaliani.it/culturaspettacoli/svolta-nella-scienza-chi-sente-

2° Mario May, ordinario di psichiatria dell’Università di Napoli e Presidente della Società Mondiale di Psichiatria. Secondo l’Institute for Scientific Information, è lo psichiatra italiano con il maggior numero di citazioni su riviste scientifiche internazionali tra il 1991 e il 1998. Le sue ricerche riguardano soprattutto la caratterizzazione clinica e biologica e il trattamento dei disturbi psicotici e dei disturbi dell’umore.

3° Sarebbe a dire in un’area di popolazione.

http://retetre.rtsi.ch/index2php?option=com_content&task=view&id=1658&pop=1&

FONTE : http://marcos61.wordpress.com/2013/06/18/revisione-nel-dsm-chi-sente-le-voci-non-e-necessariamente-malato/

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